Una panoramica della Federation Cup dopo il weekend di primi turni e spareggi appena disputato. Italia-Rep.Ceca e Usa-Russia saranno le semifinali, il Belgio si prepara a tornare nel World Group. Elisa Piva
In tanti pensano che la Fed Cup sia una competizione poco importante e snobbata dalle top player, utile soltanto ai piccoli paesi per togliersi qualche soddisfazione personale non riuscendo a vincere in singolare, della serie “l'unione fa la forza”. Invece alla fine le uniche top player che davvero disertano sono le sorelle Williams, da sempre più affariste che nazionaliste.
Abbiamo visto come Svetlana Kuznetsova (bicampionessa mondiale), inizialmente non convocata, sia accorsa in aiuto di Tarpishev e compagne; abbiamo visto come Jelena Jankovic, in forse fino all'ultimo per un infortunio alla schiena, abbia stretto i denti e portato due punti alla propria squadra. Abbiamo visto come Victoria Azarenka sia passata dalla calura australiana, ai -20 °C di Minsk al clima mite del Portogallo per rappresentare il suo paese. Si è pure dovuta ritirare per essersi beccata una bella tonsillite (e ti credo, con quegli sbalzi di temperature).
E abbiamo visto quanto le sorelle Bondarenko abbiano venduto cara la pelle contro le nostre ragazze. Flavia Pennetta e, soprattutto Francesca Schiavone, hanno dovuto sudare e non poco per venire a capo di Alona e Kateryna. Un impegno, questo primo turno, che si è rivelato ben più difficoltoso della finale del 2009 vinta contro gli Usa. Segno che questa competizione non è poi tanto semplice da portare a casa.
Anche il compito in semifinale potrebbe presentare delle insidie, ma l'Italia resta favorita. Le azzurre affronteranno in casa la Repubblica ceca che ha sconfitto grazie al doppio decisivo la Germania. Un piccolo punto a favore per l'Italia, che, in caso di vittoria tedesca, avrebbe dovuto disputare la semifinale in trasferta.
La Repubblica Ceca è guidata dalle due mancine Safarova e Kvitova, giocatrici che se in giornata sono perfettamente in grado di prenderti a pallate, alle quali va aggiunta l'ottima doppista Kveta Peschke (che Francesca conosce bene avendo le due conquistato assieme una qualificazione al master di doppio del 2006).
I precedenti tra le due nazioni sono 6, ed in perfetta parità (3 vittorie per parte). Curiosamente 5 confronti si sono disputati sulla terra rossa e su questa superficie è in vantaggio 3-2 la Rep. Ceca. L'ultimo confronto risale al 2005, si giocava sul tappeto indoor e l'Italia si impose in trasferta per 3-2. La truppa capitanata da Barazzutti era per ¾ la stessa di oggi, con la sola Antonella Serra Zanetti al posto di Sara Errani. Allora però le cheche potevano contare sulla rampante Nicole Vaidisova, vittoriosa dei suoi singolari, e che ora sembra essersi completamente smarrita (anzi, qualcuno sa che fine ha fatto?!?).
L'altra semifinale sarà Usa – Russia, (sembra che gli Stati Uniti se la cavino benissimo anche senza le Williams...) che si giocherà negli States. Se da una parte Oudin e compagne non ci preoccupano più di tanto, avendole già sconfitte nettamente lo scorso anno, in chiave futura la vittoria della Russia in casa della Serbia non è una gran notizia per l'Italia.
Le ragazze guidate da Tarpishev sono sicuramente favorite, favoritissime se dovessero giocare le top player e soprattutto se gli Usa dovessero essere orfani delle Williams, come probabile (ma è bene ricordare come Melanie Oudin agli scorsi Us Open abbia sterminato da sola la truppa russa mettendone in fila ben 4, quindi mai dire mai).
In una eventuale finale poi, dovremmo giocare fuori casa in ogni caso. Sia contro gli Usa, che contro la Russia come accadde nel 2007. L'ultimo confronto con la Russia è avvenuto in semifinale lo scorso anno a Castellaneta, quando l'Italia si impose per 4-1 (con la vittoria determinante di Francesca Schiavone su Svetlana Kuznetsova, futura vincitrice del Roland Garros); con gli Usa come detto a Reggio Calabria nella finale del 2009.
Il fattore campo sarebbe determinante soprattutto contro le sovietiche, non tanto per la superficie (Kuznetsova & co sono fortissime anche sulla terra), quanto per il sostegno del pubblico che in Italia si rivelerebbe certamente l'uomo in più (anzi, la donna). Ma non è da escludere anche una partecipazione se non di entrambe, di almeno una delle due sorellone giocando appunto in casa (viaggio breve e con possibilità di scelta della località ospitante). Insomma, la finale quest'anno non sarebbe di sicuro una passeggiata di salute.
Ormai il gruppo di Fed Cup italiano è affiatato e coeso, un ciclo aperto con la vittoria della competizione nel 2006 contro il Belgio a Charleroi, ma questo 2010 potrebbe essere uno degli ultimi anni “trionfali” per le nostre ragazze per due motivi.
Per prima cosa è lecito sottolineare come le nostre singolariste non siano più delle “ragazzine”. Flavia Pennetta compirà tra pochi giorni 28 anni mentre Francesca Schiavone spegnerà a giugno 30 candeline. Ma il fattore più importante è la ricostituzione di una potenza andata prematuramente in pensione, ovvero il Belgio.
La Clijsters aveva inizialmente dato la sua disponibilità per la trasferta polacca, salvo poi rivedere all'ultimo i suoi piani dopo la batosta subita in Australia. Le sole Wickmayer e Flipkens sono bastate per battere la Polonia di Agnezka Radwanska.
La Henin non aveva invece dato la disponibilità per questa sfida, ma si è detta disposta a tornare a giocare per il suo paese in futuro. Insomma la nazione vincitrice della Fed Cup 2001 potrebbe già rientrare nel world group tramite lo spareggio che si giocherà nello stesso weekend delle semifinali (24-25 aprile) contro una delle squadre sconfitte al primo turno nel world group, e puntare a rivincere la competizione a 10 anni di distanza.
Elisa Piva