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Rubrica a cura di Daniele Flavi
Rimonte da Schiavone «In campo sono sola Prima e dopo c'è l'Italia»
Carlo Angioni, la Gazzetta dello Sport del 9.02.10
Dentro il gelido e imbarazzante stanzone che ospita la zona internazionale dell'aeroporto ucraino di Kharkiv, dove il tempo sembra essersi fermato trent'anni fa, l'Italia mondiale di Fed Cup ha ancora voglia di sorridere e scherzare per il successo contro le sorelle Bondarenko (come già fatto al telefono negli spogliatoi, subito dopo il 3-1, con il presidente federale Binaghi, preso in giro perché assente) e per la conquista della semifinale contro l'abbordabile Repubblica Ceca (in casa, il 24-25 aprile). Sorride anche Francesca Schiavone, che ha regalato il punto decisivo e, con la sfida giocata e vinta con Kateryna Bondarenko, è diventata la più azzurra di sempre, con 35 gettoni internazionali, superando Silvia Farina. Ha debuttato in Fed Cup nel 2002, la Leonessa, nella sconfitta contro la Slovacchia, e ha giocato in totale 17 incontri, con 21 successi (18 singolari e 3 doppi) e 14 sconfitte (solo in singolare). Il giorno dopo, Francesca, come si sta «Sto bene, stiamo bene tutti, ci siamo "divertiti". Sono stati due giorni positivi: quando sei in difficoltà ma poi superi tutto insieme agli altri che lavorano con te, è più bello. Mi sono servite tante cose: dall'Ucraina vado via ancora più ricca». Che cosa ha imparato «L'incontro perso con Alona mi ha insegnato che per vincere a volte devi andare contro convinzioni e istinto, e seguire invece un'altra linea, un altro pensiero. Così ho fatto contro Kateryna: mi sono trasformata e ho vinto, anche se il mio tennis non mi è piaciuto». Dopo il punto vittoria, ha detto: «È soprattutto per me». «Anche quando giochi per la squadra, sai che devi sempre esprimere il tuo meglio, altrimenti non puoi aiutare le compagne. La squadra, però, viene prima e dopo il match: quando sono in campo, ci sono solo io, penso a me e vinco per me». Con quella partita, che sembrava destinata a perdere ma che ha vinto di forza, è diventata la donna record della Nazionale. «È una grande soddisfazione. Vestire l'azzurro è speciale, e quando rappresenti il tuo Paese è un onore esserci. In questo caso, poi, faccio parte di una squadra di qualità, compatta anche nelle difficoltà». Qual è il segreto dell'Italia «La serietà e la professionalità del gruppo, il fatto che ci mettiamo sempre in discussione e ci confrontiamo con serenità con tutto lo staff». Ono anni di Fed Cup: quali i ricordi più belli «Tre vittorie. Innanzitutto quella con la Golovin nel 2007, a Castellaneta Marina, in semifinale: le francesi erano avanti 2-1 e io perdevo 5-2 al terzo. Poi contro la Russia l'anno scorso, ancora in semifinale e ancora a Castellaneta: la prima in rimonta con la Kuznetsova; la seconda, decisiva per conquistare la finale, con la Pavlyuchenkova». Sente di essere la leader di questa squadra «Non so se lo sono davvero. Rispetto le mie compagne, do loro un po' delle mie conoscenze e della mia esperienza. Con tutte c'è un ottimo rapporto». E con Flavia, l'altra primadonna azzurra «Con lei c'è un rapporto molto umano, c'è una sana competizione. Ci vogliamo bene, anche se siamo molto diverse». Dopo l'Ucraina gioca a Parigi e Dubai. Poi in America. Il suo sogno è sempre la top 10 «No, non è un mio obiettivo. Lo pensano i media, non io. Non mi costa niente non aver centrato quel risultato. Sono felice di quello che ho fatto (è stata n.11 Wta, ndr) e di quello che continuo a fare ogni giorno». O Caldo di Melbourne, freddo ucraino, e poi indoor a Parigi (Fra, 511.700C): 3 settimane e 3 situazioni diverse per Pennetta (nella foto, esentata dal T turno come testa di serie n. 2, poi sulla strada della russa Kleybanova) e Schiavone (all'esordio con qualificata russa Masanieva): in gara anche Garbin (T turno contro Olaru)
«Azzurri a lezione da Pennetta & c.»
Mario Viggiani, il Corriere dello Sport del 09.02.10
Corrado Barazzutti, capitano di lungo corso, non ha tempo di fermarsi neanche nel porto della vittoria. E questa volta davvero rimbalza da una parte all'altra del mondo: dopo Kharkiv, Ucraina, punte di -16° gradi nella settimana di Fed Cup, il condottiero azzurro sarà infatti a Costa do Sauipe, Brasile, 35° all'ombra per il torneo Atp con alcuni degli italiani (Starace e Fognini) che tra un mese contro la Bielorussia cercheranno di avvicinarsi ai play-off per tornare nel 2011 nel Gruppo Mondiale di Coppa Davis, dopo dieci anni di assenza. Le due facce di un tennis italiano ormai da tempo ben distinte, che le parole di "Barazza" a descrivere in modo adeguato la situazione: «Le ragazze sono un gruppo stratosferico, un grande patrimonio dello sport italiano, con uno spirito di squadra che va oltre il gioco del tennis. Ecco, una volta, seguendole dal vivo in occasione di uno dei loro impegni di Fed Cup, mi piacerebbe che i ragazzi si rendessero conto di quello che sono capaci le loro colleghe. Quattro semifinali in cinque anni: questo dice tutto sul loro valore. Sono un esempio per tutti». Corrado a Kharkiv ha reso possibile un'esperienza inedita e forse irripetibile, chiedendo al supervisore dell'Itf di essere sostituito da un paio delle sue ragazze in panchina in occasione del doppio. Così per un set a testa prima Flavia Pennetta e poi Francesca Schiavone hanno fatto il Barazzutti per Roberta Vinci e Sara Errani. Un'esperienza che è piaciuta alla Schiavone: «Divenente, davvero. Un anticipo di una futura carriera da capitano? Boh, e chi lo sa. Di sicuro, più in là nel tempo: è un ruolo per il quale serve un'esperienza tecnica ben diversa, da acquisire con i corsi da allenatore, nel tempo». Francesca invece non sapeva del record realizzato in Ucraina, dove è diventata la giocatrice italiana che ha disputato più partite in Fed Cup: «Beh, è stupendo. Per me questa Coppa ha un valore speciale, come lo ha per le mie compagne. Quindi questo primato è un'enorme soddisfazione». Tornando a Barazzutti, che a Kharkiv è stato subissato dalla richieste di autografi e foto ricordo («Bah, che ci troveranno in un ca pitano...»), Corrado ha ricevuto complimenti davvero sentiti da parte di Yuri Sapronov, il Binaghi locale: «Non ce l'ho, ma mi tolgo il cappello...». E il presidente federale ucraino ci ha tenuto a chiederglieli come fosse riuscito a far giocare in modo splendido la Schiavone dopo quel disastroso primo set contro Alona Bondarenko (che a marzo, in una breve pausa dal circuito, si sposerà). «GZi ho spiegato - ha raccontato il capitano azzurro - che a Francesca avevo chiesto di giocare come è capace per la squadra e per l'Italia. Onestamente non sapevo che altro fare, a quel punto. Certo che ogni volta 'ste ragazze mi sfiniscono. E meno male che vincono.. ». DEBUTTO IN CUCINA - Per la prima volta anche la squadra femminile di Fed Cup ha viaggiato con un cuoco al seguito. E' Giovanni Canüllo, insegnante dell'Istituto Alberghiero di Montecatini, chiamato a sostituire un collega che ha dovuto rinunciare alla trasferta in Ucraina. Così ha evitato a Pennetta & e. di doversi destreggiare tra borsch, varenicki e altre specialità della cucina locale, mangiando invece senza problemi pasta, pizza e crostate. FLAVIA E IL SUPERTIFOSO KHARKIV - Non sono mancati i tifosi speciali, per Ucraina-Itaha. Su tutti i cinque italiani, gli unici presenti al "Lokhomotiv", arrivati apposta da Kiev in auto e ripartiti dopo il 2-1 conquistato dalla Pennetta sulla più grande della Bondarenko: quattro lavorano in ambasciata, con un quinto amico si sono fatti sentire quasi più loro dell'intero palasport. In tribuna anche il nonno di Maria Kirilenko, grazie ai biglietti omaggio ricevuti proprio da Flavia (grande amica della russa: in passato hanno giocato a lungo insieme in doppio). Infine un fan ucraino davvero particolare ancora per "Penna": Alexej, che sabato è riuscito ad avere il suo autografo e domenica le ha regalato un cuore di peluche. No, nessun innamoramento senile: «Solo grande passione per il tennis e il fatto di essere nato lo stesso giorno di Flavia (il 25 febbraio ndr)». Appassionato e ben informato.
Wta Paris Day 1: Parigi andamento lento
Angelica, http://wtatouristapercaso.wordpress.com/ del 9.2.2010
Il torneo di Parigi è rimasto l’unico torneo indoor europeo giocato a febbraio, messo a mo’ di sandwich fra la FedCup e Dubai. Per questo il lunedì è una giornata teoricamente di primo turno di un torneo di livello Premier, praticamente sembra un torneo ITF.
Anche perchè molte delle giocatrici stanno arrivando dopo i lori impegni con le rispettive nazionali.
E percio’ sul campo centrale di lunedì, può anche capitare, come in un film di fantascienza, di assistere al doppio : Timea Bacsinszky (Sui) Selima Sfar (Tun) contro Maria Kondratieva (Rus) Sophie Lefevre (Fra).
Per la precisione il programma del campo centrale era:
1 Zuzana KUCOVA (SVK) Evgeniya RODINA (RUS)
2 Karolina SPREM (CRO) Renata VORACOVA (CZE)
3 Timea BACSINSZKY (SUI) Selima SFAR (TUN) / Maria KONDRATIEVA (RUS) Sophie LEFEVRE (FRA)
4 Agnes SZAVAY (HUN) Olga GOVORTSOVA (BLR)
5 Elena VESNINA (RUS) Alexandra DULGHERU (ROU)
Per un attimo mi chiedo se gli spettatori presenti, perchè ci sono e non sono proprio pochissimi , hanno visto il programma prima di comprare il biglietto. Poi opto per la conclusione che sono abbonati e tanto valeva la pena dare uno sguardo visto che hanno pagato.
Io e Monique Filippella, che racconta questi nostri giorni tennistici con le sue belle foto su ubitennis.com (andate a vedere suo fotoracconto parigino ) per un attimo abbiamo avuto la tentazione di andare in giro per la città, ma poi la curiosità si sa è donna e abbiamo deciso di provare a dare un volto a quei nomi sul programma del giorno.
Gli unici match potenzialmente interessanti erano gli ultimi due : Szavay-Govortsova e Vesnina-Dulgheru. Lo scorso anno la Szavay perse al primo turno commentendo una marea di doppio falli. Quest’anno sembra che l’incubo del servizio sia finito.
Match molto femminile nell’andamento psicologico. Szavay va 4 a 0. Poi si accorge che nell’angolo pronti ad entrare ci sono supervisor, refree, fisioterapista e medico. Dal che si deduce che la sua avversaria dovrebbe avere qualche problema fisico. Potrebbe andare 5 a 0 e invece, come da copione, si distrae: 4 a 1. Al cambio campo entrano: il refreee che parla con la Szavay per avvertirla del Medical Time Out (per gli amici noto come MTO), il medico controllo la pressione delle Govortsova, la fisioterapista le da degli zuccheri. Effettivamente la bielorussa è palliduccia. In ogni caso Olga riprende a giocare. E ovviamente dal possibile 5 a 0 Szavay si passa 4 a 3. E qui altro momento da tennis femminile, l’ungherese chiede il Coach in campo. Arriva zompettando, un uomo in tuta bianca, età forse più verso i 50 che 40 anni e con il codino. No, l’acconciatura non gli dona particolarmente. Comunque non è per il look che la Szavay lo ha preso come coach. Lui tranquillo parla, lei ascolta, poi va in campo e chiudo il primo set 6-3, vince il primo game del secondo set e la Govortsova si ritira.
Qualche giorno fa, la connazionale Azarenka a Lisbona durante la FedCup si è ritirata dopo che più di uno dei presenti ha temuto potesse svenire in campo, oggi Olga si sente poco bene, insomma il mito delle donne dell’est forti crolla miseramente.
A vedere questo match nel frattempo c’erano: la Vesnina (doveva scendere in campo subito dopo), il suo coach Chesnokov e Vika Azarenka in visita. La ragazza è a Parigi per allenarsi con il suo coach francese Sumyk. Vika ma visto che sei qui, non ti potevi allenare giocando? No lei è qui per gli amici e che si fa quando si va a trovare gli amici? Si chiacchera. Elena e Vika hanno chiaccherato tutto il tempo. Mancava solo la tazza di thè con biscotti. Poi quando la Govortsova si ritira, Vesnina si alza e con passo calmo calmo va verso gli spogliatoi, prende il suo borsone ed è già pronta per entrare in campo contro la rumena Dulgheru. Nel frattempo nel box Vesnina, oltre all’allenatore è arrivata una signora, forse mamma Vesnina. Vika inizia a conversare anche con lei. Poi arriva la Govortsova, sembra si sia un pò ripresa. E l’Azarenka chiacchare con la connazionale.
Nel box opposto, tutta sola c’è la ex-campionessa di Roland Garros, Virginia Ruzici che adesso segue le giovani giocatrici rumene. Le segue con passione, visto quanto soffre quando guarda il match. Sbuffa quando la Dugheru perde un punto, applaude convinta sui bei colpi della rumena.
Alza gli occhi al cielo su errori banali come a dire ‘Quando giocavo io questo non l’avrei mai sbagliata’ Le scappa un ‘Ooooh’ di sdegno quando i giudici di linea osano chiamare fuori palle vicino alla linea della sua protetta.
La Vesnina però sbaglia molto di meno e il primo set finisce 6-1, la Dulgheru gioca meglio ma la russa continua ad essere un pò migliore e chiude 6-4.
L’Azarenka allora manda un messaggio su twitter:
“watching vesnina at gaz de france pretty cool to be in the stands cheering lol”
Cheering?! Su non scherziamo ragazza, hai parlato tutto il tempo stile pentola di fagioli. In realtà sei felice perchè non è tardi e potete andare subito a cena. A vedere come è vestita Azarenaka, una specie di tuta da sci bianca con tutti ghirigori dorati, pensi che a cena debba andare con l’orso bianco della Golia.
Nel primo pomeriggio c’era stata la conferenza stampa di Elena Dementieva, testa di serie n.1.
Racconta che in Australia non si aspettava di uscire così presto dal torneo e dopo la sconfitta con la Henin ha passato il tempo guardando molti match (e magari anche mangiandosi le mani visto l’ennesima occasione persa). E adesso ha una gran voglia di giocare. Cambiarebbe la formula della Fed Cup, preferendo giocare in un solo posto, come era la Fed Cup fino al 1995.
E su Amelie Mauresmo, con un sorriso, aggiunge ‘Ha raggiunto ogni traguardo, deve essere molto orgogliosa di quello che ha fatto. Mercoledì (giorno dove ci sarà una cerimonia in onore della campionesa francese) sarà emozionante per lei, per il pubblico, per le giocatrici (per la serie, tenete pronti i fazzoletti che si rischia di allagare il campo dalla lacrime). Amelie non è solo una grande giocatrice ma una splendida persona, sono sicura ci mancherà.
Ma qualche ricordo particolare sull Mauresmo? “Lo ascolterai nel mio discorso di Mercoledì durante il saluto a Amelie”. (Di la verità Elena, ancora non ti sei preparata cosa dire)
Insomma è stata una giornata un pò così, di lenta attesa per il vero inizio di martedì. Dove probabilmente il costo del biglietto (dai 25 ai 50 euro) sulla carta, vale la pena.