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Coppa Davis

British shame vicini all'abisso

C'e' un pizzico di Italia nella peggior sconfitta di sempre subita dalla squadra britannica di Davis. Il capitano Lloyd rischia di saltare e al suo posto si parla di Rusedski. Difficile salvare qualcuno dal disastro. Enrico Riva

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Povera Gran Bretagna. Talmente imbarazzata e mortificata dalla sconfitta con la Lituania da rendere dannatamente complicato capire cosa sia andato storto e di chi siano le colpe.
Certo, come sempre in queste occasioni a farne le spese sarà con tutta probabilità il capitano, quel John Lloyd che passettino per volta ha accompagnato la nazionale di Davis alla quinta sconfitta consecutiva e nel punto più basso della sua storia. A oggi Greg Rusedski appare il grande favorito per una poltrona decisamente poco ambita anche se la Federazione si e’ subito premurata di smentire contatti con l’ex canadese.

Le responsabilità di ciò che è successo ieri a Vilnius coinvolgono dirigenti, giocatori e in qualche modo anche la stampa britannica. I vertici della Lawn Tennis Association, che dal 2006 hanno impostato un piano decennale di trasformazione del tennis nazionale sulla spinta dell’esperienza manageriale di Roger Draper hanno sicuramente sottovalutato l’impatto negativo che le sconfitte di Davis hanno sul movimento amatoriale. La gente in Gran Bretagna gioca per emulazione, Wimbledon e le recenti finale Atp di novembre sono periodi in cui e’ quasi impossibile trovare un campo libero per allenarsi. I disastri della nazionale al contrario allontanano decisamente la voglia di prendere in mano la racchetta.

I giocatori inglesi sono francamente imbarazzanti per mancanza di preparazione fisica e abitudine a giocare i match importanti. Nel 2009 quel geniaccio di Lloyd si inventò i playoff per scegliere chi avrebbe affiancato Murray contro la Polonia. Prese le 6 speranze inglesi e fece disputare loro 3 match ciascuno al meglio dei 5 set per farli entrare nell’atmosfera della sfida e per sperimentare una distanza a molti di loro totalmente sconosciuta. Risultato: Evans arrivò fisicamente cotto all’evento e becco 3 set a zero sia da Przysiezny che da Janowicz. Nonostante le due vittorie di un Murray a mezzo servizio i polacchi portarono a casa la sfida aggiudicandosi il doppio.

Alla stampa è imputabile il fatto che Lloyd non abbia schierato in Lituania la migliore formazione possibile. Incolpevole dell’assenza di Andy, infortunato ma anche stufo di difendere i colori della regina in incontri senza alcun tipo di prestigio, il capitano si è fatto convincere dai giornalisti inglesi della necessità di lasciare a casa anche il numero 2 Alex Bogdanovic. Ora, è vero che Bogdo in passato si è reso protagonista di prestazioni imbarazzanti in Davis, soprattutto a causa di un carattere troppo fragile, ma non si può non notare che attualmente in classifica precede Ward ed Evans di almeno un centinaio di posizioni. La testa di Alex rotolò dopo il match perso in casa e sull’erba contro l’Austria nel 2006: la campagna contro di lui fu così violenta che costrinse addirittura la LTA a togliere i finanziamenti al giocatore.

Poi la sorte si sa, in questi casi ci mette un attimo a diventare beffarda. Per evitare l’ignominia della prima retrocessione nella “serie D” della coppa Davis (l’ultima disponibile per intendersi), la Gran Bretagna affronterà a luglio la Turchia di Ilhan, sconfitta nel fine settimana indovinate da chi? Dall’Irlanda!!! Stiracchiare la logica un tanto al chilo e’ esercizio peculiare dei cronisti e l’assunto l’Irlanda ha battuto la Turchia, noi abbiamo perso con Lituania, ergo l’Irlanda e’ più forte di noi e’ diventato un tormentone. E poi pensate all’umiliazione e allo sconforto. Ma come, noi che abbiamo Wimbledon, il torneo più bello e prestigioso del mondo siamo caduti così in basso? Noi che abbiamo una federazione che ha budget di milioni e milioni di sterline sconfitta da quella lituana che non arriva ai 100.000 pound?

In tutto ciò, giusto per rendere il tutto ancora più affascinante, nel dramma britannico c’e’ un pizzico di responsabilità italica. Il punto decisivo è infatti opera di Laurynas Grigelis, 18enne che si allena da quattro anni alla Future Talent di Brusaporto e che recentemente aveva ricevuto una wildcard al challenger di Bergamo. Lloyd di lui ha detto: “Grigelis è stato a tratti incredibile, con un rovescio in giocabile”. Un piccolo miracolo quello compiuto dal 521 del mondo al suo esordio in Davis.

Come potete immaginare i giornali locali non si sono lasciati sfuggire tanto "dramma" e ci hanno gettato benzina. Neil Harman sul Times, da sempre ai ferri corti con l'attuale amministrazione Lta, ha subito titolato Embarrassing defeat shames LTA (Sconfitta imbarazzante per una federazione senza pudore). Senza giri di parole Harman si chiede: "Cos'hanno i giocatori delle altre nazioni che ai nostri mancano? Fame? Desiderio? Talento? L'attuale regime LTA ha avuto abbastanza tempo per trovare queste risposte e ha fallito. E' tempo che si faccia da parte". Paul Newman sull'Independent rincara la dose: "Davis Cup humiliation is new low for Britain" (L'umiliazione in Davis il nostro punto piu' basso). Non tutti a dire il vero si sono lanciati a spada tratta: il Guardian per ora si limita a lanci di agenzia mentre il Telegraph ha aperto da poco un sondaggio con cui chiede ai lettori di stabilire i responsabili della Caporetto. Non si sono risparmiati i tabloid che tuttavia per loro natura puntano su titoli ad effetto per vendere. Il Daily Mail esagera con "A disgrace to Britain!" (Una disgrazia per la Gran Bretagna) mentre e' molto piu' spiritoso il Sun che gioca tra il gomito del tennista e la discesa agli inferi e di Lloyd scrive: "Britain's tennis hellbow!!"

Enrico Riva

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