Inizia Indian Wells e la pattuglia azzurra si presenta nutrita. Ma alle spalle si intravede ben poco. Rino Tommasi
Dopo la parentesi della Coppa Davis, snobbata da quasi tutti i più forti giocatori del mondo, il grande tennis riprende la sua attività coi due tornei americani di primavera, quelli di Indian Wells, in California, e di Key Biscayne in Florida.
Naturalmente, ad ecceezione dell’argentino Del Potro, tutti i giocatori che si erano dichiarati indisponibili per la Davis, (senza che le loro Federazioni abbiano mai pensato di prendere provvedimenti) sono improvvisamente guariti e figurano nel tabellone di Indian Wells. In particolare nel singolare maschile mancano solo sei tra i primi 40 giocatori del mondo e solo due (oltre a Del Potro, il cileno Gonzalez) dei primi dieci. Come quasi sempre nei tornei dello Slam l’Italia è presente con un maggior numero di giocatrici (6) che di giocatori (4).
Stupisce la totale assenza dei nostri tennisti nei tabelloni di qualificazione dove invece troviamo 14 tennisti europei e ben 30 ragazze europee. La California è lontana ma l’impressione è che, soprattutto nei paesi dell’Est ci siano maggiori iniziative e forse maggiori aiuti a favore dei giovani che vogliono tentare la difficile ed onerosa strada delle qualificazioni. Ricordato che da alcuni anni a questa parte è dal settore femminile che il nostro tennis ha avuto la maggiori (se non uniche) soddisfazioni non si può fare a meno di sottolineare che le nostre giocatrici sono mediamente abbastanza anziane. Non è elegante parlare di età per le donne ma mi pare che non ci sia un grande ricambio in questo settore se si considera che tra le sei tenniste italiane che sono ad Indian Wells solo Sara Errani, che ha 22 anni, è nata prima del 1983. Flavia Pennettra ha appena compiuto 28 anni, la Schiavone ne compirà 30 a giugno, la Garbin ne ha 32.
A loro bisogna fare soltanto i complimenti ma preoccupa che mentre negli altri paesi nascono ogni tanto delle bambine prodigio, la nostra macchina pare si sia inceppata. Anche nel settore maschile la situazione, da questo punto di vista non è brillante. Seppi ha 26 anni, Bolelli 25. Sono ancora giovani, naturalmente, e suscettibili di progressi, ma sotto i 22 anni non abbiamo un giocatore che giustifichi grandi speranze. Matteo Trevisan che aveva ottenuto buoni risultati da junior, è quasi scomparso e l’unico italiano che ha partecipato alla prova giovanile in Australia è stato nettamente sconfitto al primo turno.
Rino Tommasi