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Chi vuole una wild card?- Ubitennis, Charles Bricker

E’stato tutto stabilito dall’Atp book, che dice chiaramente che le wildcard sono a completa discrezione del torneo. Ma la scelta non è sempre stata molto convincente.Charles Bricker. Trad. di Christian Turba

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E’stato tutto stabilito dall’Atp book, che dice chiaramente che le wildcard-sia per il torneo principale che per le qualificazioni- sono a completa discrezione del torneo

Ma ciò non ha creato meno confusione, dopo che i direttori del BNP Paribas Open di questa settimana a Indian Wells, California, hanno scelto di ripartire tre delle loro cinque wild card del torneo di qualificazione a giocatori vecchi o sconosciuti e una quarta al 35enne Vince Spadea, che ha giocato un solo match quest’anno, ha perso sei match di fila, dal 2009, ed è forse vicino al ritiro dopo aver vinto solo 2 dei suoi ultimi 16 incontri.

Come talvolta è il caso nel circuito ATP e Wta, le wild card non vanno a giovani promettenti o vecchi campioni, ma come favori a giocatori conosciuti agli ufficiali del torneo
Nessuno dei 5 che hanno ricevuto wild card di qualificazione a Indian Wells, come prevedibile, ha superato I due turni richiesti per arrivare al main draw, sebbene il 18enne serbo
Filip Krajinovic, il solo dei cinque per cui una forte argomentazione a favore di una wild card potesse essere sostenuta,abbai vinto un turno prima di perdere mercoledì dall’americano Tim Smyczek.
Si potrebbe pensare che le wild card dovrebbero essere distribuite solo in base alla performance –passata in caso di vecchie star. Ma a coloro che controllano le wild card non è richiesto di fare il loro caso a tutti. E’ a loro discrezione, ecco perchè il n.773 Roman Borvanov ha ricevuto una wild card per le qualificazioni.

Il rnaking di Boryanov non sarebbe un problema se fosse un giovane 17enne, appena diventato pro, con speranze di avere un forte future nel tennis. Ma Borvanov, che giocava per l’università del Portland, avrà 28 anni il 31 marzo: è così oscuro che il sito ufficiale ATP non ha informazioni personali, compreso se sia destro o mancino”.

"Ha un gran seguito qui intorno” ha spiegato il direttore del torneo Steve Simon. Questa connessione locale è stato il biglietto d’ingresso, per Boryanov, per un giro libero nelle qualificazioni, davanti a numerosi giovani americani promettenti che avrebbero potuto usare la wild card.

Borvanov ha perso da Lu Yen-Hsun 6-3, 6-4 nel turno d’apertura, vincendo solo 6 dei 43 punti al servizio di Lu. Ma Borvanov, nato in Moldavia e ora cittadino Americano, non era il solo tennista anonimo ad aver ottenuto una wild card nelle qualificazioni di Indian Wells. Ecco gli altri:

* Brian Battistone, 30 anni, di Las Vegas. Numero 853 lo scorso novembre, da allora ha perso tutti I suoi punti, il che significa che non ah più un ranking in singolare. Comunque, è numero 245 in doppio. Malgrado i suoi anni da pro, non ha mai giocato un match in tabellone principale nell’ATP. Ha perso dall’americano Jesse Witten 3-6, 6-2, 6-4, al primo turno.

* Jose de Armas, venezuelano, 28 anni, numero 416. E’ stato numero 236. Questa stagione ah raggiunto le semifinali e I quarti di due Futures, terzo e ultimo livello di qualità dei tornei nel circuito maschile. Non ha mai giocato in tabellone principale a Indian Wells. Ha perso da Bjorn Phau, 6-2, 7-6 (4), nel turno di apertura.

* Spadea di Boca Raton, Florida, 35 anni, numero 410. Ha giocato un solo match quest’anno, perdendo a Delray Beach, Florida, dove ha avuto una wildcard nel main draw per la vicinanza a casa sua. Spadea è stato semifinalista di Indian Wells nel 2003, ma, in totale, ha solo un record di 9-12 nel torneo. Ha perso da Thiago Alves 6-1, 6-7 (4), 6-0 al primo turno.

* Krajinovic, serbo, 18 anni, numero 351. Ha raggiunto il numero 6 da junior e ha due vittorie, quest’anno,su giocatori classificati nelle prime 100 posizioni. E’ un prospetto significativo che giustifica una wild card basata sulla sua abilità. Ha sconfitto l’ex vincitore del Roland Garros Gaston Gaudio 6-7 (2), 7-5, 7-5 nel turno di aperture, poi ha perso da Smyczek per 6-1, 6-0.

Il Master 1000 di Indian Wells 1000 sarà seguito, tra due settimane, dal Sony Ericsson Open 1000 on Key Biscayne, Florida, dove sembra vigere una diversa filosofia sulla distribuzione di wild card

Nel 2009, i capi di key Biscayne avevano allo stesso modo 5 wild card da dare nelle qualificazioni. Andarono agli ex vincitori di Slam Gaudio e Thomas Johansson, entrambi dei quali avevano visto precipitare il loro ranking a causa di infortuni; ai giovani prospetti americani Alex Domijan di Tampa e Michael KcClune di Irvine, California; infine a un altro americano, Taylor Dent, ex numero 21 che aveva combattuto contro due operazioni alla schiena e due anni e mezzo di inattività per tornare al tennis pro.

Il Sony Ericsson Open aderisce alla stessa filosofia di molti tornei, che danno wild card a forti e giovani prospetti di ogni nazionalità ed ex campioni riconoscibili per il gran nome.

Ma quando un torneo ha discrezione complete, una wild card può essere assegnata per ogni ragione

Nel 1999, Jan-Michael Gambill fece il miglior torneo della sua carriera, battendo il numero 1 Pete Sampras, Andre Agassi in semifinale e Lleyton Hewitt in finale per vincere a Scottsdale, Arizona. Un anno dopo, assediato dagli infortuni, il suo ranking declinante al numero 86 era troppo basso per entrare direttamente nel torneo, così chiese una wild card. Il campione uscente non ottenne la wild card e le tre wild card del main draw furono assegnate a clienti dell’IMG, proprietaria del torneo.. Gambill era rappresentato da una firma diversa.

E’ come il libro guida dice. Completa discrezione.
 

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