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21/07/2010 12:00 CEST - ATP&WTA

Us Open series: corsa verso NY

E' scattata con il torneo di Atlanta (che sostituisce Indianapolis) la serie di tornei che porta allo Us Open e che dal 2004 costituisce una specie di circuito nel circuito. Caratteristiche, protagonisti e storie di una competizione che non porta benissimo a chi la vince: solo Federer e Clijsters capaci di aggiudicarsi la Series e lo Slam Roberto Paterlini

 

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Il tennis desiderava una maggiore copertura televisiva per l’estate, ma per offrirla in quel periodo così ostico per l’audience i network americani ambivano a qualcosa in più dei soliti tornei, e che anche le tappe minori venissero quantomeno visitate dai giocatori e dalle giocatrici più forti. Per convincere questi la contropartita poteva essere soltanto una, il denaro, per cui la USTA, nel 2004, salvò capre e cavoli inventandosi la US Open Series.
L’idea ha funzionato, e in pochi anni non solo i contratti televisivi sono più che raddoppiati (con oltre 200 ore trasmesse tra ESPN, Tennis Channel e CBS, spesso con copertura simultanea, in chiaro ed a pagamento, per le finali), ma il monte-premi complessivo per i tornei di questo mini-circuito ha superato i 40 milioni di dollari, oltre ai 2,6 milioni extra potenzialmente distribuiti in occasione dello US Open.
La formula è nota ed abbastanza semplice: una serie di tornei su suolo americano - grossomodo identici ai medesimi che si giocavano anche prima, fatti salvi alcuni ingressi e altre defezioni, ma come d’altra parte è fisiologico nel tennis in qualsiasi stagione - che precedono lo US Open, ne condividono la superficie persino cromaticamente ed assegnano dei punti (chissà per quale motivo diversi e in proporzioni variate rispetto ai ranking ATP e WTA?) che vanno a comporre una classifica, seguendo i criteri della seguente tabella:

Ripartizione punti nella Us Open series

Al termine di queste 6 settimane (5 per le signore), e sulla base di tale graduatoria, ai primi 3 giocatori e giocatrici di ciascuna - in linea teorica i più forti, ma non sempre è stato così - che abbiano preso parte ad almeno due dei tornei in questione vengono poi assegnati dei bonus in dollari allo US Open, ma ancora in ragione della loro prestazione nel quarto Slam della stagione, come indica invece questa seconda tabella:

Bonus prize money della Us Open Series

Grazie alla US Open Series, nel 2005 Kim Cljisters stabilì un record, portandosi a casa l’assegno più sostanzioso mai elargito ad una donna in qualsiasi sport professionistico: 2,2 milioni di Dollari, in quei primi anni in cui non vi erano ancora dei bonus prestabiliti, ma percentuali sul prize-money vinto a Flushing Meadows, per cui il primo classificato della Series lo raddoppiava, il secondo poteva aggiungervi il 50%, mentre il 25% spettava al terzo.

Nel 2007, Roger Federer fece persino meglio della belga, e al milione e quattrocentomila dollari di premio per aver vinto il quarto Slam della stagione, poté aggiungere un milione di bonus grazie alla US Open Series, raggiungendo il totale di 2,4 milioni: il più grande premio in assoluto nella storia del tennis.

Quest’anno, visto anche l’aumento in generale del monte-premi, il record di Federer potrebbe essere abbondantemente superato, e se il vincitore della Series dovesse poi trionfare anche allo US Open assommerebbe il totale - identico per uomini e donne, naturalmente - di 2 milioni e settecentomila dollari.

In realtà, pare che vincere la US Open Series non porti molta fortuna in vista di New York, se pensiamo che Federer e Clijsters sono proprio gli unici due riusciti a trionfare in entrambi gli appuntamenti, e che solo in altre due occasioni (Maria Sharapova, seconda nel 2006, e Juan Martin del Potro, terzo lo scorso anno), uno dei piazzati da podio è poi riuscito a sollevare la coppa dello US Open. In questa particolare fattispecie, Il peggiore di tutti, o il più deludente, fu Andy Roddick nel 2005 - avrebbe realizzato anche lui la doppietta nel 2003, anno in cui vinse Indianapolis, Open del Canada, Cincinnati e US Open, ma ahilui la US Open Series non esisteva ancora - primo classificato nei tornei estivi, ma sconfitto all’incontro d’esordio a New York (in tre tie-break dal lussemburghese Gilles Müller); mentre tra le signore ha fatto appena meglio Elena Dementieva lo scorso anno, capolista nella Series (vinse Toronto), ma sconfitta al secondo turno nello Slam.

Qualche curiosità: per ben 3 volte nella pur breve storia dell’iniziativa ci sono stati due primi classificati a pari merito: Roddick e Hewitt, Mauresmo e Davenport nel 2004 (vennero scelti l’australiano e l’americana per aver vinto più incontri), Nadal e Murray nel 2008 (prevalse Nadal per aver vinto l’unico confronto diretto); il giocatore ad aver primeggiato per più volte (2) nella graduatoria è stato Roddick, che detiene anche il record per il maggior numero di piazzamenti tra i primi tre (4); il margine più ampio sul secondo classificato (125 punti) lo inflisse Kim Clijsters a Mary Pierce nel 2005, realizzando anche il massimo totale dei punti ad oggi (225); gli Stati Uniti sono il paese con più vittorie in assoluto (16 tornei, 12 grazie agli uomini, 4 alle donne), e detengono anche il record per il maggior numero di primi classificati (4) e piazzati (9). Pur avendo vinto la serie una sola volta - l’unica in cui è giunto tra i primi tre, nel 2007 - Roger Federer è però il giocatore ad avere trionfato in più tornei (5: 3 a Cincinnati e 2 all’Open del Canada) da quando la Series è stata istituita.

Non è esattamente una curiosità, ma fa lo stesso piacere ricordare che lo scorso anno Flavia Pennetta fu la prima italiana a piazzarsi tra le prime tre giocatrici di questo mini-circuito, concludendo al secondo posto grazie alla vittoria di Los Angeles ed alla semifinale a Cincinnati, e confermando poi l’eccelso momento di forma - che coincise con la sua prima visita tra le Top 10 - allo US Open, dove raggiunse i quarti di finale e fu sconfitta solo da Serena Williams. Purtroppo il suo torneo preferito - naturalmente Los Angeles, dove già era stata finalista nel 2008 - da quest’anno non si giocherà più, sostituito da San Diego, ex Tier I che torna dopo due anni di assenza. L’augurio - per lei e Francesca Schiavone, ma anche tutte le altre, e perché no pure i maschietti - è che l’aria californiana le porti comunque bene. O in alternativa lo facciano quella canadese, georgiana, dell’Ohio... Newyorchese.

Per chi volesse invece dare un’occhiata ai minispot - tutti intitolati “It Must Be Love”- con i giocatori più rappresentativi che prenderanno parte alla US Open Series 2010, eccone alcuni: Federer, Murray, Wozniacki, I gemelli Bryan, Cljisters, Nadal, Venus Williams.

 

Roberto Paterlini

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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker