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30/08/2010 17:14 CEST - TENNIS WTA

La lotta tra i sessi secondo McEnroe

John McEnroe accusa la WTA di un calendario troppo fitto per le giocatrici che non sono in grado di reggere gli stessi ritmi dei maschietti. Ma il problema è davvero solo del circuito femminile? Sara Cecamore

 

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Chi dice che le donne rappresentano il “sesso debole”? John McEnroe, se non in assoluto quanto meno nel tennis. L’americano, al quale – sappiamo - piace rilasciare dichiarazioni controverse e schiette, si è fatto scappare quest’altro pensiero a voce alta in un intervento telefonico ad un programma di CBS Sports: il calendario WTA dovrebbe essere “sfoltito” di eventi perché il tennis femminile non sembra in grado di reggere gli aspetti fisici e mentali del gioco.

Insomma, il tennis starebbe chiedendo troppo alle protagoniste in gonnella, “più di quanto sono in grado di fare”. Preoccupato per la salute delle donzelle oppure maschilista convinto? La dichiarazione scaturisce dalla riflessione sull’evoluzione “fisica” del nostro sport alla quale l’americano aggiunge le “aspettative che le donne hanno da se stesse”. Come se dovessero provare di essere all’altezza dei loro colleghi maschi….”Sembra che ci sia bisogno di farle sciogliere sul campo o farle ritirare poi tutte insieme prima di capire che c’è bisogno di cambiare calendario” ha continuato Big Mac.

Eppure, questo calendario è stato già cambiato. L’anno scorso è stato il primo anno della “Roadmap”, progetto lanciato dalla WTA proprio per dare alle giocatrici un nuovo calendario, ridotto e razionalizzato, per trovare una mediazione tra gli interessi del pubblico e la salute delle giocatrici. “Con la Roadmap”, spiegava Scott quando era CEO del Sony Ericsson WTA Tour, “è possibile avere una off-season più lunga, di 9 settimane, ed un calendario con una struttura semplificata ed ottimizzata che permette loro una programmazione che le mantenga il più possibile lontane da fatica e guai fisici”. A vedere i numeri presentati dalla WTA sembra, infatti, che la Roadmap abbia avuto i suoi effetti positivi riducendo del 36% i ritiri (tra 2008 e 2009).

Stacey Allaster, da brava attuale CEO della WTA, ha cercato di portare acqua al suo mulino consigliando a McEnroe di andarsi a vedere i numeri. E la canadese ha trovato sostegno anche nelle dichiarazioni di Mary Carillo, anche lei come John opinionista della CBS e ESPN: "Monica Seles è stata una delle più forti mentalmente. Steffi Graf, Chris Evert e Martina Navratilova…si sono mantenute in forma fisicamente e mentalmente per così tanto tempo perchè è quello che volevano. Non mi sembra proprio si stia chiedendo troppo alle donne”.

Peccato, però, che queste dichiarazioni arrivino all’indomani di uno Slam, lo US Open, che mai come quest’anno porta con sé la maledizione degli infortuni: Serenona fuori dopo essersi squarciata un piede su dei vetri rotti in un ristorante; Justine non si è ancora ripresa dall’infortunio al braccio procuratosi a Wimbledon che la terrà fuori per tutto il resto della stagione; Masha, che è in tabellone, lotta ancora con il solito problema alla spalla; Clijsters arriva a New York con un problema all’anca; Pennetta è alle prese con un’infiammazione ad un dito del piede sinistro che l’ha costretta al ritiro nei quarti di New Haven.

Considerando però l’intera stagione i maschi non sembrano affatto cavarsela meglio, come dimostrano i casi di Del Potro, Tsonga e Gonzalez quest’anno, Nadal e Nalbandian nel 2009, e via discorrendo. Ma non erano le donne a non reggere questi ritmi forsennati?
 

Sara Cecamore

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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker