01/09/2010 16:11 CEST - Rassegna Stampa del 1 Settembre 2010
Federer sempre in vena di magie (Torromeo), Federer il replay del colpo impossibile è ancora più bello (Martucci), Depressione e infortuni la maledizione del record (Piccardi), Federer incanta New York (Semeraro), Rafa Roger un trono per du (Rossi)
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Rubrica a cura di Daniele Flavi
Federer sempre in vena di magie
Dario Torromeo, il corriere dello sport del 1.09.10
L'ha fatto ancora. Roger Federer ha realizzato quello che gli spettatori stavano aspettando, quello per cui avevano pagato. Per quale altro motivo se ne sarebbero stati lì a vederlo giocare contro Brian Dabul, un argentino che rientra a stento nei primi cento del mondo e si trova a suo agio solo sulla terra rossa? L'ironia di Roger ci aveva regalato appena qualche giorno fa il colpo a sorpresa in uno spot pubblicitario girato per la Gillette. Un servizio con cui aveva buttato gi la boccetta sulla testa di un ragazzo, in posa a 22 metri dallo svizzero. Ma quella scena da novello Guglielmo Tell aveva lasciato mille dubbi sulla sua autenticità. Ieri Federer è tornato a fare il mago. La differenza è che stavolta era sicuramente tutto vero. Un attacco a rete dell'uomo che ha già in bacheca 16 titoli dello Slam era stato contrastato da un pallonetto di rovescio di Dabul. La pallina rimbalzava vicina alla linea di fondo e poi si avviava lentamente verso le prime file della tribuna. Roger la rincorreva e, di spalle, sparava un colpo incrociato che centrava l'angolo alla destra di Dabul. Punto che portava la partita sul 6-1 5- 3 40-40 per lo svizzero. Dabul stringeva le spalle, scuoteva la testa e si chiedeva perché mai fosse toccato proprio a lui affrontare quel marziano. Il pubblico impazziva e dedicava una standing ovation di tre minuti a un Federer visibilmente felice per quello che aveva appena fatto. Non è la prima volta che il gesto, un misto di talento, tecnica e magia, gli riesce. Proprio lì a New York, un anno fa, era già accaduto. Solo che all'epoca era in semifinale e davanti aveva Novak Djokovic. I tocchi da illusionista catturano la simpatia del pubblico. Accade nel calcio dove una rabona l'elastico o il no look di Ronaldinho (spiegazioni nel pezzo accanto) strappano l'applauso pi forte. Sono colpi come questi che rimangono nella testa della gente. Pensate a Becker e vi accorgerete che la prima cosa che vi verrà in mente del tedesco saranno i suoi tuffi sull'erba verde di Wimbledon. E quando direte Panatta, per associazione di idee la prima parola che andrà ad affiancare il fuoriclasse italiano sarà veronica . Stavolta l'esercizio di stile ha esaltato anche chi l'ha fatto. «L'importanza del colpo dello scorso anno era decisamente superiore. Ero a due punti dal match, in una semifinale. Ma in termini di difficoltà tecnica, questa era superiore. Ho dovuto correre per una distanza più lunga ed ero in un certo senso ancora più di spalle dell'altra volta. ho dovuto dare un gran colpo di polso. Quando mi sono girato non potevo credere che la pallina fosse andata proprio nell'angolo. Pazzesco». Gli hanno chiesto: Ti alleni per questo colpo? . ha risposto: «Non so se si possano chiamare allenamenti. Non vado certo in campo dicendo: fatemi fare un paio di questi tiri. Accade di tirarne qualcuno, in allenamento più che in partita Tutto qui». Inevitabile la domanda su quanto ci fosse di vero in quella performance da Guglielmo Tell dello spot. «La gente non crede sia vero? Posso solo rispondere: non provate a imitarmi. Certo che fare un tiro così davanti a 22.000 persone è un pò pi difficile che farlo sul set di una pubblicità». Roger, riusciresti a ripetere lo spot tirando la pallina da dietro, come hai fatto stavolta? «Rischierei di colpire qualsiasi cosa prima della lattina. No, non riuscirei a farlo». Roger Federer passa il turno. A New York ha già vinto cinque volte, e una volta ha perso in finale. Quello di ieri è stato un match facile, reso memorabile da un gioco di prestigio. Il resto del programma per lui sarà più serio, ma forse non pi complicato di quel colpo messo a segno in modo così spettacolare.
Federer il replay del colpo impossibile è ancora più bello
Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 1.09.10
Accadde domani... Pallonetto di Djokovic, rincorsa all'indietro di Federer, che è sotto rete, ma corre all'indietro e, da sotto le gambe, schiena al campo, tira un passante incrociato di dritto, che diventa un'imparabile demi-volée. «Noie» scivola nel baratro di 3 match point, irrecuperabili, e del 7-6 7-5 7-5 finale, Roger urla la sua gioia insieme alla folla di Flushing Meadows. «Incredibile, il miglior colpo della mia vita», commenta a caldo... Stesso campo, stesso torneo, nella prima night session dell'anno dopo, ti stropicci gli occhi e ti dai un pizzicotto: sul 6-1 5-3, il re dei re è nella medesima situazione, scavalcato da un pallonetto, corre a ritroso e, spalle al net, replica quel «Federer moment». Come allora? Meglio di allora. Lasciando a bocca aperta il povero Brian Dabul e l'Arthur Ashe Stadium, e sancendo in anticipo, con quel «15» impensabile, il 6-1 6-4 6-2 finale con un altro miracolo di equilibrio, tempismo, eleganza e tecnica. Segreto I pionieri del colpaccio sono stati quei saltimbanchi di Ilie Nastase e Yannick Noah. Ce l'hanno fatta anche wonder-women come Gabriela Sabatini, Patricia Tarabini e la nostra Francesca Schiavone. E ci hanno provato in tanti, molti con scarso successo, come una volta lo stesso Federer nelle semifinali degli Australian Open 2005 contro Marat Safin. «Ma, certo, davanti a 22mila persone, certi colpi sono un po' pi difficili della pubblicità Gillette in cui colpisco col servizio una mela sulla testa», spiega il Fenomeno. «Come importanza, fu pi bello il colpo della semifinale dell'anno scorso. Ma questo, come difficoltà, è stato pi duro. Perché correvo da pi lontano, non sapevo dove avrei trovato la palla, e ho dovuto darle l'ultima grande spinta proprio all'ultimo». Un colpo così non s'allena e non si prevede: «Io sapevo solo che impatto, velocità; colpo e tutto erano perfetti, che mi era proprio piaciuto quando la palla si era allontanata e che l'avevo colpita bassa, dandole ancor pi forza. Ma non ho fatto in tempo a vedere esattamente dov'era finita, la risposta me l'ha data la gente. Quando mi sono girato, ero io il primo che non riusciva a credere che il col- Relax Papà-Federer, che s'ammala dietro i figli e la moglie subito dopo il trionfo agli Australian Open perché va in vacanza sulle nevi svizzere senza baby-sitter (altro che schiena), è veloce, reattivo, brillante, pi propenso ad attaccare che mai (grazie al nuovo coach Paul Annacone e a qualche telefonata con Pete Sampras). Dopo le due finali di fila sul cemento nord-americano (k.o. con Murray a Toronto, successo con Fish a Cincinnati), qui agli Us Open, si esalta, come confermano le ultime 6 finali consecutive (e i 5 titoli 2004-2008), con addirittura un luccicante bilancio di 16-0 nelle famose «night session»: «Le luci sono davvero buone, c'è tanta gente e io ho tanta esperienza, sorto pressione. Eppoi c'è la velocità del campo che avvantaggia il mio gioco. Ecco perché adoro questo o La sequenza di ieri: quasi sulla rete, dopo un attacco in chop di dritto, sul 6-1 5-3, Federer deve scattare fin oltre la riga di fondo per recuperare un lob dl rovescio di Dabul e trasformarlo in un dritto vincente, con una frustata di polso. Grazie ancora, Roger. po era finito nell'angolo. E l'ovazione è stata fantastica: la gente è impazzita, come me». Un colpo così non si classifica, malgrado i 3 minuti di applausi all'in piedi dell'intero stadio: «Su You-Tube tengono una graduatoria dei miei colpi pi belli. Ma qualcuno l'avranno perso»
Depressione e infortuni la maledizione del record
Gaia Piccardi, il corriere della sera del 1.09.10
Quando hanno capito che l'impresa stava diventando una persecuzione, ormai era troppo tardi per tornare indietro. Due mesi dopo la partita di tennis pi lunga della storia (Wimbledon, primo turno, John Isner batte Nicolas Mahut 6- 3-6, 6-7, 7-6, 70-68 in ii ore e cinque minuti spalmati su tre giorni), John e Nicolas sono ancora dentro quella bolla sospesa nello spazio e nel tempo, marchiati a fuoco dall'enormità del fatto, perseguitati dalla maledizione del record, stravolti nella psiche (Mahut, il perdente) e nel fisico (Isner, il vincente), e per sempre uniti. A New York è in corso l'Us Open. Mahut non c'è. a provato a qualificarsi, è caduto al turno decisivo. Confessando in una bella intervista aIl'Equipe, e soprattutto a se stesso, di aver lasciato qualche brandello d'anima tra i punti, i game e i set di quella creatura mostruosa che gli ha dato la fama e tolto tutto il resto: «Il problema è che non ho pi un briciolo di autostima». Cosa te ne fai di una junior suite nel migliore albergo di Manhattan se non riesci a dormire bene perché hai la schiena indolenzita dal 24 giugno (già, quel match)? Ma è la testa di Nicolas ad aver riportato i postumi pi pesanti. «La sconfitta di Wimbledon è onnipresente nella mia vita. Ci penso ogni giorno, ogni momento. Se avessi vinto, dopo aver servito una sessantina di volte (!) per restare nel match, forse mi sentirei pi sicuro di me. Mi dicono tutti che sono entrato nella storia del tennis, ma a me risulta soltanto di aver perso». John Isner, testa di serie numero 18 nel tabellone dell'Us Open, gioca oggi il primo turno contro il portoghese Gil. Arrivarci, per , è stato un calvario. Bloccato nella ripetizione meccanica degli eventi come BiU Murray in «Ricomincio da capo», dopo Wimbledon Isner ha partecipato soltanto a maratone tennistiche: tre set con Muller (4-6, 7-6, 7-6), Anderson (6-3, 6-7, 6-3) e Fish (4-6, 6-4, 7-6) ad Atlanta (k.o. in finale); de Bakker (7-6, 7-6) e Ma- fisse (6-4, 3-6, 7-6) a Washington (k.o. nei sedicesimi); ritiro a Montreal per persistenti problemi a una spalla (già, quel match); ritiro con Nalbandian a Cincinnati. Ed eccolo qui, 113 ace dopo la partita che l'ha consegnato alla gloria eterna sderenandogli le articolazioni, perché lo sforzo di quei tre giorni di corpo a corpo con Mahut sull'erba di Londra devono ancora essere metabolizzati dall'all american boy alto 2.06, che finì completamente disidratato. La ricompensa per la vittoria sono state tre comparsate ben scelte: un'ospitata a Good Morning America, lo show che dà il buongiorno agli States, il lancio inaugurale sulla montagnetta dello Yankee Stadium e un indimenticabile passaggio sulla Cbs da David Letter L'impresa E il 24 giugno scorso: a Wimbledon, John lsner e Nicolas Mahut sorridono stremati accanto al tabellone che certifica il record del match pi lungo della storia del tennis (Reuters/Grant) man, che al vincente di insuccesso ha dedicato la «lista dei io pensieri che hanno attraversato la mente di John Isner durante una partita di tennis che è durata n ore». 11 migliore: «Ma perché non ho trovato Federer al primo turno? Sarebbe finita in un quarto d'ora..». Fino a domenica, vigilia dell'Us Open, gli organizzatori non erano certi di poter contare sulla presenza di Isner in tabellone. Ma ci speravano, perché da oggi fino a quando durerà la sua avventura a Flushing John sarà un sicuro motivo di richiamo: a vedere i suoi incontri, ormai, si va sperando che durino l'inverosimile. Mahut, ripartito per la Francia, farà il tifo per il suo migliore nemico: «Da Wimbledon ci sentiamo quasi ogni giorno. Da quando ci siamo stretti la mano a rete non ci siamo pi visti, ma via email ci siamo raccontati le conseguenze della partita che ci ha resi un po' speciali, so che John è infortunato, l'ho incoraggiato a giocare a New York davanti al suo pubblico, non so lui per io non riesco pi a sorridere, e non m'importa se all'ingresso dello stadio mi hanno riconosciuto e fatto entrare senza pass, perché da Wimbledon non sono pi lo stesso...». Già, quel match.
L’ultima magia del solito Federer incanta New York
Stefano Semeraro, la stampa del 1.09.10
Stavolta il colpaccio gli è riuscito sotto gli occhi di Thierry enry, altro. fuoriclasse che possiede notoriamente una mano micidiale. Secondo set dei 1 turno contro l'argentino Bryan Dabui, 6-1 5-3 Federer, vantaggio Dabul. L'orologio del centrale dice 23.12 quando Da- bui, in apnea, alza un gocciolone difensivo. Il Genio scivola indietro sprinta sui muscoli setosi, spalle alla rete, e voilà!, frusta con lo scafoide un passante incrociato da sotto l'inguine che fila via secco e crocifigge a fondocampo il povero gaucho, le ginocchia flesse, i sopraccigli sollevati a significare: «madre de Dios». Boato del pubblico, estasi dell'autore. Un colpo che vale il biglietto. Ma non provate a imitarlo, se non volete parlare per il resto della vita su un'ottava pi alta. L'anno scorso un «wicked shot» quasi identico Federer se l'era conservato per guadagnarsi un matchpoint in semifinale, contro Djokovic, il joker serbo che pochi scambi prima, dopo l'ennesima magia dell'avversario gli aveva mostrato, con sorriiente sdegno, il retro dei pantaloncini. «Il miglior colpo della mia vita», lo griff Federer. Anche i Geni migliorano. «Che ne pensate di quello cli oggi?», ha ridacchiato sotto il nasone dopo aver impacchettato Dabul in tre set. «Rispetto all'anno scorso ho dovuto correre di pi , sentiv di essere in ritardo e ho dovuto dargli una spinta all'ultimo. Mi sono voltato e non volevo credere neppure io che mi fosse riuscito. È stato pi difficile, anche se quello contro Djokovic era pi importante per il punteggio». Va ricordato che di simili gesti borderline, nei quali l'arte tennistica struscia su quella circense, Rog in passato ne ha tentati altri. Un contro smash in salto stile Matrix, nel 2002 contro Rodclick a Basilea - Andy prima gli scagli dietro la racchetta, poi and a stringergli la mano -,riuscito alla perfezione. Un passante sotto le gambe, fallito miseramente, su un matchpoint della sciagurata semifinale contro Marat Safin agli Australian Open 2005. Pochi giorni fa, fra l'altro, lo svizzero si era esibito in un video in cui faceva saltare una bottiglietta sulla testa di un tecnico con una prima di servizio, modello Guglielmo Tell. Un falso, quasi per tutti: «La sola cosa che vi posso dire», ha gongolato il mago di Basilea, «è che fare un colpo come quello di oggi, davanti a 22 mila spettatori sul centrale, è stato molto pi difficile che girare quello. spot. Ma non vi dir se il colpo dello spot è vero. Gli illusionisti non svelano mai i loro trucchi. Continuate pure a parlarne». Molti continuano anche a ripetere che il copyright del colpo sub-inguinale spetta a Yannick Noah; il giocoliere Mansour Baharami ne rivendicata anni la paternità, e del resto due argentine di talento, Gaby Sabatini e Patricia Tarabini, molto prima di Federer, sapevano eseguirlo (peraltro rischiando meno) con perfezione seriale. Ma come spieg un tempo un altro gaucho di fama, i geni creano sempre i loro precursori. Clima torrido a New York. Maschile, 10 turno: dement-Baghdatis 6-3 2-6 1-6 6-4 7-5, Chardy-Gulbis 6-2 7-6 6-4. lunedì sera: Federer-Dabui 6-1 6-4 6-2.
Rafa Roger un trono per due
Massimo Rossi, libero del 1.09.10
Lunedì è partito l'ultimo Slam della stagione e mai come quest'anno il torneo americano servirà a fare chiarezza in una situazione che si è fatta decisamente confusa. Rafael Nadal - che dopo Wimbledon si è giustamente risparmiato - deve fugare definitivamente i dubbi sullo stato di salute delle sue ginocchia e deve comunque vincere per poter puntare in gennaio a chiudere in Australia il poker dei quattro slam consecutivi, anche se non proprio nell'ordine del grande Slam. PUNTODISVOLTA Roger Federer a sua volta deve cercare di dimostrare ai pi scettici (me compreso) di avere ancora la possibilità di tornare il re. Lo scozzese Andy Murray deve uscire da una crisi che la vittoria a Toronto non ha risolto, mentre Nole Djokovic ha ancora un'occasione per abbandonare finalmente il molo di attor giovane e l’eterno secondo, bello da vedere ma incapace di compiere l'ultimo passo - pi che altro mentale - per diventare un vincente vero. Dietro questi quattro poco o niente se non il solito Roddick, prontamente e meritatamente rientrato nei dieci. Lo svedese Soderling ha infatti sudato già sette caniice al primo turno contro uno scarso australiano e gli altri, assente ancora Del Poiro, non seta- veri outsider. Una volta tanto appare bello anche il tabellone femminile dove, grazie all'assenza di Serenona Williams, sarà interessante assistere al confronto generazionale tra l'emergente - e per me favorita - Caroline Wozniacki e la veterana rientrante Kim Cljisters. La danese ha solo vent'anni ma è ormai vicina a conquistare la prima poltrona in classifica. Neanche da trascurare saranno i tentativi della agguerrita Jankovic di tornare grande e, per noi italiani, il ritorno allo Slam di Francesca Schiavone dopo la vittoria a Parigi. Il resto del colore azzurro - temo Pennetta compresa - non promette altro di buono e come sempre mi auguro di essere smentito. Passando ad altro, ma per restare in Italia, nella mia ricorrente veste estiva di turista per tennis sono incappato anche quest'anno in una piccola oasi felice in quel di Forte dei Marmi, località Vittoria Apuana. Dietro la bella chiesa di San Francesco ho scoperto due deliziosi campi in terra rossa dedicati ovviamente anch'essi al poverello di Assisi. Lì la bravissima maestra Sara Innocenti dispensa buoni consigli a costi contenuti nonostante l'effetto Versilia. Una disponibilità rara in un Paese dove il tennis sembra ridotto a un'attività puramente commerciale e sempre meno sportiva
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05/02/2012 11:21
ha deciso? :D
AndreaMP
05/02/2012 11:13
mi sa che la più bella del 2012 per ora è di meloccaro....
rudolph
05/02/2012 11:12
Anzi correggo, pardon, einsfestivalHd. Come si impostano le frequenze manualmente sul decoder sky? S [...]
daniele
05/02/2012 11:10
Ma voi col decoder Sky vedete eins plus? Io vedo solo einsplusfestivalHD.
daniele
05/02/2012 11:07
Ma dai imformatevi bene, ho la registrazione della partita Julia e Petra di unanno fa a indo [...]
Yumak
05/02/2012 11:07
@ Luca : piacevole articolo, diversi ricordi..Ovviamente nell'indimenticabile Parigi, Seles-Graf, an [...]
Giuliano
05/02/2012 10:53
Veramente i diritti sbagliati di Kohlschreiber erano li', tutti potevano vederli.
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“Sono svizzero, andiamo avanti a minuti, non a settimane.
Roger Federer risponde scherzando a chi gli chiede quante settimane ci vogliono prima che Annacone lavori full-time con lui
30 Agosto 1988
Un diciottenne Jim Courier e un diciassettenne Pete Sampras fanno il loro debuto agli US Open. Courier batte l'austriaco Skoff, mentre Sampras perde in quattro set dal peruviano Yzaga.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker


