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03/09/2010 22:40 CEST - US Open 2010

Un’italiana salva
gli USA dalla crisi?

Beatrice Capra, 18 anni, vincitrice del Bonfiglio, ha battuto la Rezai in 3 set. Gli americani la sognano nei quarti come la Oudin un anno fa. Ma l’aspetta la Sharapova. Ha il passaporto italiano e Palmieri l'ha contattata per naturalizzarla. Da New York, Ubaldo Scanagatta

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NEW YORK _ Si dice che il tennis americano è in crisi e poi spunta fuori un’italiana a salvarlo? Sconfitto Roddick, unico top-ten made in USA, assente Serena Williams (così impara a camminare a piedi nudi!), unica vera American Hope Venus a meno che ci si illuda per via del dimagrimento di Fish, spunta all’orizzonte la stella di…Beatrice Capra. Il papà, Giovanni, è milanese di... Monza dove lei va “almeno tre volte l’anno”, il passaporto è italiano, come qualcuno avrà già scoperto avendola vista vincere il Trofeo Bonfiglio.

“Non parlo italiano ma lo capisco. Mio padre (che frequentava la scuola media milanese di via Moscati, a 300 metri dal Tennis Bonacossa di Milano) è venuto qui negli USA 23 anni fa per il suo business per una società italiana che si chiama Tenax e produce macchinari ad aria compressa. Nel Maryland la mia mamma dava lezioni di tennis, dopo aver giocato nel college della South Florida University. Mio padre voleva imparare, imparò da lei…ed eccomi qua!” sorride la brunetta dagli occhi azzurri e svegli suscitando la risata dei presenti. Anche lei, naturalmente, ha imparato a giocare dalla mamma Laurie McGill: “Avevo 8 anni…poi ho avuto a lungo un coach, Frank Salazar…ma ora mi alleno alla Chris Evert Academy a Boca Raton. (spesso con un tecnico italiano che si chiama Federico Ricci. Ma io e Frank siamo molto vicini, resteremo sempre amici”.

Giovanni Capra aveva conosciuto Laurie all’università. La mamma di Laurie era stata campionessa dello stato delle Hawaii e suo marito, nonno di Beatrice, aveva giocato per la squadra dell’aviazione, quella di Boulder-Colorado Springs in Colorado (dove ho giocato anch’io, da avversario per i colori dell’Oral Roberts University di Tulsa Oklahoma.

Ok, Beatrice è soltanto n.371 del mondo, ma lei, kid di Elliccot City (“Città piccolissima e noiosa a un’ora di macchina da Washington, una fattoria dopo l’altra”) ha 18 anni ed è ancora incerta se iscriversi al torneo junior che comincia domenica, ma nel primo round dell’US Open aveva lasciato appena 4 games alla Karolina Sprem e oggi ha compiuto un exploit ancora più significativo: ha battuto Aravane Rezai, la franco-iraniana n.20 del mondo e testa di serie n.18, 7-5,4-6,6-3, giocando un gran match durato due ore e un quarto. Correndo e riprendendo tutto: “Sì in difesa oggi sono stata davvero brava…ma devo imparare a giocare più aggressiva e chiudere qualche punto a rete. Devo migliorare nel servizio e nella risposta”.

Gli americani la vedono già capace di imitare Melanie Oudin, grande delusione quest’anno, ma l’anno scorso capace di raggiungere i quarti facendo stragi di russe, Pavlyuchenkova, Dementieva, Sharapova…Già proprio la Sharapova sarà l’avversaria di Beatrice Capra al prossimo turno, ma Beatrice deve giocare anche il "misto" e il suo allenatore, Federico Ricci, dice: "Se avessimo immaginato che sarebbe andata così avanti, il misto non lo avrebbe giocato...ah domani dovrebbe piovere (ribatte ad una mia informazione), speriamo non le facciano giocare sabato il misto prima del singolare!"

Federico, 29 anni, negli USA da 7 e da quattro headcoach alla Evert Academy (dove per un periodo ha seguito Jessie Levine), è stato "un b3 o un b4, non ricordo bene" _ dice _ e ricorda i buoni risultati di Beatrice: "ha vinto il Banana Bowl, poi ha fatto il secondo turno ad un torneo del Midland da 100.000 dollari in Michigan...è stata quella la svolta". Giovanni? No, lui non c'era altro che nel weekend scorso...ma si innervosisce troppo, le partite non le guarda mai. Sua madre invece quando può c'è...non è venuta soltanto in Sud America perchè non era dietro l'angolo!"

Di Beatrice, che è qui con la sorella Pia (21 anni), Ricci dice: "E' la tipica teenager. Era eccitata all'idea di giocare il suo primo Slam grazie alla wild card, ma lo era ancora di più per andare a vedere i Jonas Brothers, un gruppo pop che si è esibito qui durante l'Ashe Kid's Day".

Ma la cosa più interessante Rizzi me la dice al termine dell'intervista, al momento dei saluti (succede sempre così!), quando gli dico che ho chiesto a Beatrice se aveva il passaporto italiano e lei era parsa quasi imbarazzata prima di dire sì: "Per forza, Palmieri mi ha chiesto se potrebbe interessare a Beatrice essere naturalizzata italiana...".

Trovo che Palmieri abbia fatto bene a fare questo passo (se Abete e Prandelli accettano Amauri, e pensano a Thiago Motta e Taddei...perchè noi non possiamo pensare ad una ...Capra dopo essersi fatti sfuggire la Capriati?).

Dato a Cesare quel che è di Cesare e a Palmieri quel che è di Palmieri, sarà più difficile convincere Beatrice a diventare italiana dopo questi risultati. Magari si sarebbe potuto tentare di agganciarla già all'epoca del Bonfiglio.

Aggiungo che non ho ancora letto il pezzo di Bud Collins che comparirà sulla English Home page di Ubitennis.com, ma lui mi ha anticipato di aver riferito della conferenza stampa con Beatrice e delle mie "interessate" (non ho detto interessanti) domande sul suo background e il suo passaporto.

Amico di Ricci e del clan Evert, è Max Eisenberg, manager della Sharapova per conto della IMG. Ricci gli ha detto scherzando:"Abbiamo appena battuto la Rezai dell'Accademia Mouratoglou, ora ci tocca la Sharapova dell'IMG..." e Beatrice li ha interrotti per dire: "E batteremo anche lei e l'IMG!".

Ubaldo Scanagatta

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4 Settembre 1959

Un sedicenne Arthur Ashe fa il suo debutto agli US Open e perde da un ventunenne Rod Laver 6-2 7-5 6-2 al primo turno.

 

Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker