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03/09/2010 18:24 CEST - INTERVISTE

R.Federer - 02.09.10

Trad. di Cecilia Pelucchi

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Q: Puoi parlarci delle condizioni di oggi? Del caldo all’inizio della partita, e del vento verso la fine del match.
ROGER FEDERER: Si era un po’ più caldo all’inizio della partita rispetto alla fine, penso che il vento abbia aiutato a raffreddare un po’ l’aria. Non so se era piu caldo oggi o ieri. Non lo so davvero, ma per me, in ogni caso non è stato un problema.

Q: In questo caldo estremo hai perso un po’ di peso? So che molti commentatori hanno detto di averti visto un po’ più magro
RF: Non lo so. La partita non è stata molto lunga, e ho giocato quasi un ora negli ultimi due giorni. Quindi non penso sia molto – ho mangiato molto di piu di quanto ho giocato, quindi..
Voglio dire, ho pensato che fosse caldo, ma non così eccessivo. Sicuramente là fuori sul campo è sempre piu caldo rispetto agli altri posti, dipende, come sai, dal cemento e tutte le altre cose che trasmettono indietro tutto il calore. Ovviamente se hai degli scambi molto duri e lunghi – sono duri in ogni caso – ma specialmente quando è umido e caldo, puoi sentire meglio queste sensazioni. Ma non lo so, ci allenaimo duramente per essere pronti a queste condizioni.

Q: Hai detto di aver avuto un dolore muscolare a Toronto; all’inizio di questa settimana ne hai parlato di nuovo. Come ti senti ora?
RF: Tutto bene, il corpo è abituato a servire e giocare partite una dopo l’altra, per tornare a giocare subito dopo un partita, dopo 3 ore, o per ore di file. Perciò, ora non ho nessun risentimento muscolare, e come voi sapete questo è solo per conservare energia per il prossimo duro match che verrà, magari il prossimo.

Q: A questo punto della tua carriera, è molto importante essere sicuro di finire il match il prima e il piu velocemente possibile?
RF: No, non proprio. Penso sia lo stesso. Credo che ora sia più facile gestire le partite pi dure, solo perché, sai quanto il tuo copro può dare. Sai quando è solo un dolore muscolare, quando è una lesione più grave, quando è solo stanchezza; mentre quando sei giovane questo tipo di cose le senti come un camion e tutto ad un tratto ti rendi conto che non hai più energie e mentalmente è una grande botta.
Sai, io l’ho provato per due volte a l French Open contro Corretja. Penso che entrambe le volte ho portato la cose dentro queste sensazioni. Una volta entrato nel 3° o 4° turno del torneo mi sentivo così stanco di giocare. Penso che oggi sia molto più facile far fronte a cose come queste.

Q: Dopo l’incontro di ieri sera l’avversario di Andy Roddick ha detto che Roddick non è stato aggressivo quanto doveva essere in quel match. Cosa pensi del grado di aggressività di Roddick e del suo approccio al campo?
RF: Penso che abbia giocato meglio Indian Wells e Miami. È chiaro che lui sa quello che fa. Se continua a stare su, lui sa che ha le possibilità di vincere un titolo qui. Ovviamente è stato strano per me vederlo uscire, anche se Tipsarevic è un buon giocatore. Ho giocato con lui in Australia ed ho vinto 9-7 al quinto set. Ma era un periodo in cui io avevo la mononucleosi, e penso che questa sia una situazione molto simile. Anche Andy ha avuto i sintomi di questa malattia. Credo che lui e il suo coach devono capire cosa è meglio per lui. Il ragazzo ha giocato bene ieri. È stato un duro match per Andy, e mi sono sentito male per lui.

Q: Hai accennato in precedenza alla breve durata delle tue due prime partite, con dei set vinti molto facilmente. È questa la strada giusta, in termini di ricerca di un modo in cui iniziare questa particolare impresa? Pensi di aver avuto una buona o una cattiva partenza?
RF: No, è il miglior modo di iniziare. Ho giocato lunedi e ho avuto due giorni di riposo. Ho auto un’latra giornata facile fisicamente oggi. E ora che sono al terzo turno mi sento totalmente dentro il torneo. Ho la percezione di quanto sia veloce il campo, di come sono il pubblico e il vento. Ho giocato la sessione nutturna e quella diurna. Ho tutte le risposte dopo due partite. Ovviamente, non sono state partite così difficili. Non ho mai dovuto salvare molti breakpoint o altro. Anche se oggi ho rotto, mi sento veramente bene. Le partite ora saranno sempre più dure, non sottovaluto nessuno. Ma oggi era già un avversario un po’ più pericoloso. Colpisce duro, piatto e con il vento non è facile per nessuno controllare bene la palle e devi giocare con più attenzione.

Q: La testa di serie femminile del torneo e la Wozniacki, una delle giocatrici più giovani. Cosa ne pensi del suo successo?
RF: Non l’ho vista giocare molte volte. Sicuramente non è così giovano come quando Martina, Capriati o Serena sono uscite fuori. Avevano 15, 16 anni e tutti sapevamo che sarebere diventate numero 1 del mondo e avrebbero vinto degli Slam. Questo non accade molto nel mondo femminile, e attualmente a livello maschile non c’è nessun teenagers tra i primi 100 del mondo.
Ma sembra che lei stia facendo bene. È la testa di serie numero 1 qui anche perché Serena non è presente, ma ha fatto molto bene anche in tutti gli altri tornei, giocando molto, avendo un programmo pieno. Son sicuro che questa ia una delle ragioni per cui la sua classifica sia così alta.

Q: Hai notato dei miglioramenti nel tuo stile ultimamente, ora che Paul è nel tuo team?
RF: No. Voglio dire, quando sto giocando bene, a prescindere da chi c’è nel mio box giocatori, posso battere chiunque. Riguarda il modo di essere costante e di essere fiducioso nel mio modo di giocare. Non è che tutto ad un tratto inizierò a giocare un rovescio a due mani o un serve and volley sulla mia seconda di servizio, non accadrà. È nei dettagli, è molto importante per me ciò che Paul mi dice, ed ache quello che mi dice Severin, che è con me da 3 ani ormai. Sai, si tratta di un interessante momento per me ora, perché ho passato dei momenti in cui ho pensato ogni volta che fosse strano per me, ho passato dei momenti in cui non avevo un coach, a dei momenti in cui avevo due coach, o meglio, un coach.
Qui siamo in un momenteo dove abbiamo qualcuno di nuovo nel team, e penso che sia ancora una volta uno di quei periodi.

Q: Sei l’unico rimasto nel tabellone maschile che ha già vinto qui in passato. Quanto questo è un vantaggio, o un aiuto, sapendo quello che tu hai fatto in passato rispetto agli altri giocatori che ci stanno provando ma non sanno se possono, perché non hanno un passato?
RF : Si, voglio dire, è sicuramente un vantaggio, pensavo, anche alle condizioni atmosferiche qui a New York. Molti giocatori possono davvero fare bene qui a New York perché è davvero un tipo di campo giusto, è n campo molto veloce, e se non ti senti bene, puoi facilmente scivolare. Percio è dvvero pericoloso giocare qui, ma tutti sanno che è l’ultima prova dello Slam. Credo sia questo il perché è molto difficile vincere. Puoi essere sfortunato e scendere in campo n una giornata molto calda, o molto ventosa, e niente rimane sotto il tuo controllo e ogni tanto puoi anche perdere la partita. Ed è importante far scivolare via la partita facilmente come oggi, invece di fare un match di 5 ore, ed uscire dal torneo per colpa di una partita in queste condizioni.
Si, voglio dire, io lo considero un vantaggio, ma non un match point, c’è ancora molto lavoro duro da fare.

Q: Negli ultimi due giorni mote persone hanno parlato del colpo sotto le gambe che hai fato due giorni fa.
RF: Yeah!

Q: Ma Novak Djokovic ha detto di non aver bisogno di vedere quel colpo. Quello che hai fatto lo scorso anno…
RF: Era abbastanza per lui? Yeah!

Q: Guardando indietro al colpo che hai fatto contro di lui lo corso anno, cosa lo ha reso cosi speciale?
RF : beh, essendo sul campo centrale, questo aiuta perché da li puoi trovare tutti gli angoli di un colpo. Ed una cosa così improvvisa stupisce gli spettatori, i media, me e i giocatori. Voglio dire, potete vederla in tanti modi differenti, e questo è fantastico. Anche se quest’anno l’ho fatto dall’altra parte del campo, quindi non sono sicuro ci fossero cosi tante telecamere come lo scorso anno.
Ma è stato solo un momento, semifinale sul campo centrale contro Novak, zero 30 e andavo a prendermi il match point, e dopo questo su una palla alta, ho strappato un dritto vincente sulla seconda di servizio di Novak ed ho vinto il match. Tutto è stato proprio come un esplosione, con i fuochi d’artificio su in alto, sai. Penso che sia per questo che sia stato così speciale.

Q: Cos’è passato nella tua mente quando hai visto il replay di quel colpo?
RF: Mi è piaciuto ed ho sorriso, come avrebbe fatto chiunque altro.

Q: In primavera, Parigi c’è stato un gran parlare riguardo delle nuove corde
RF : Riguardo cosa?

Q: I progressi di nuove corde della Babolat. Sei un ragazzo che quando sente parlare di nuove rachette o nuove corde, o nuove apparecchiature, prova subito queste cose, o sei molto prudente e quando hai un equipaggiamento rimani con quello? Pete ha sempre…
RF: Si, mi ricordo, Pete non era molto flessibile quando si trattava di tutte queste cose. Penso che sia difficile, penso che se avessimo un off-season di 5 mesi, si potrebbe anche provare qualsiasi cosa. Sai, il lavoro che fai sul tuo gioco esce fuori completamente 5 mesi dopo, è come dire, sai, questo ragazzo gioca differentemente da come giocava 5 mesi fa.
Noi non abbiamo questo tempo, ed abbiamo la tendenza ad essere molto cauti su quante prove si facciano, perche non si vogliono perdere giorni a fare test su tutte quelle cose. Onestamente sono molto aperto a queste cose, e parlo con la Wilson molto apertamente, c’è qualche rachetta che voi ragazzi credete che io debba provare? Ho provato molte cose, sapete, gli altri anni.
E con le corde è la stessa cosa. Ormai gioco con le stesse corde da 8 anni.è quello che molti ragazzi fanno, metà budello, metà sintetiche, Luxilon. E così funziona molto bene per me.
Gli altri parlano di qualcos’altro. Ovviamente se qualcuno tra i top ne fa usa diventa piu importante di quanto possa essere se ne faccia uso un giocatore come un numero 75 dl mondo. Ma penso che si debba sempre essere aperti al cambiamento e non rimanere solo chiusi in una bolla pensando che quello che si ha sia perfetto. Sapete, magari c’è qualcosa di veramente buono là fuori che tu non hai ancora visto.

Q: Cosa ne pensi del tennis Russo. Magari hai qualche amico Russo nel tour?
RF: Si, voglio dire il tennis russo è sempre stato forte, specialmente dalla parte del femminile. Quando sono uscito fuori, Yevgeny era lì, c’era Marat. Ho passato con Marat il periodo Juniores, e poi una volta passati in alto abbiamo avuto Davydenko al top per 5 anni. Credo che se lui non si fosse fatto male sempre nei momenti cruciali, forse sarebbe stato tra i top 3 del mondo, tra i top 2, se solo le cose fossero andate meglio per lui. Sono tutti molto bravi, molto talentuosi. Sono sicuro che questo non cambierà in futuro. Saranno sempre molto forti, hanno una volontà fortissima.

Q: Volevo chiederti una cosa riguardo ad una tua abitudine, un tipo di aiuto verso i raccattapalle durante le partite, e lo fai come una fuoriuscita di troppa cortesia o di giocosità, o questo aiuta il tuo gioco? Ti aiuta durante le partite? Puoi commentarlo.
RF: Si, voglio dire, non lo so. Dipende da come i punti sono stati giocati. Se la palla finisce dalla mia parte del campo, poi mi piace avere le palle da loro e che le prendono dall’altra parte del campo molto velocemente. Questi ragazzi prendono molto bene le palline qui agli US Open, tutti quanti. Sai, non hanno 10 anni, e sanno di essere molto, molto bravi, ed è per questo che puoi giocare un po’ con loro. Non so se a loro piaccia. A me piace. In ogni caso sono sempre pronti a prendere la pallina. Sembra che non stiano aspettando altro.
Non lo so, mi piace avere una atteggiamento molto “scorrevole”, così gli spettatori non devo aspettare molto, e neanche il mio avversario. Mi piace pensare che sia una bella cosa.

Q: Due partite buone, ti senti come se il tuo gioco e il tuo corpo siano esattamente dove vorresti che fossero?
RF: Yeah, il mio corpo sta bene. Ovviamente anche mentalmente sono fresco. Non ho giocato molto, quindi sono molto impaziente, sai, sto guardando avanti, comunque sono pronto per le partite dure che potrebbero arrivare. È buono che stia risparmiando molte energie, e il mio gioco è ottimo. Sapete, oggi era difficile da giudicare perché alla fine era un po’ ventoso. È solo una questione di prendere qualcosa da questo tipo di partite.

 


 

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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker