04/09/2010 14:14 CEST - Rassegna stampa del 4-9-2010
Schiavone da urlo con un passante alla Federer (Martucci). Gulbis e Cilic, i giovani non crescono (Tommasi). Schiavone show alla Federer (Azzolini). Baby Capra conquista gli Usa (Rossi)
..............
- Grandi nomiriempionola stagionedel teatro Comunale
- Dal 3 al 5 settembre i 'Tre giorni del Sangiovese a Predappio'
- Pennetta ed Errani: “Più forti degli uomini” (Martucci). Roddick resta un esempio ma non vince più (Tommasi). Federer: “Certi colpi? Io stesso mi chiedo come ho fatto” (Semeraro). Schiavone all’esame Bondarenko (Azzolini). Harrison il sogno Usa (Torromeo)
- Vocealle passioni,dai classicial monologo
- Federer sempre in vena di magie (Torromeo), Federer il replay del colpo impossibile è ancora più bello (Martucci), Depressione e infortuni la maledizione del record (Piccardi), Federer incanta New York (Semeraro), Rafa Roger un trono per du (Rossi)
Rubrica a cura di Alberto Giorni
Schiavone da urlo con un passante alla Federer (Vincenzo Martucci, La Gazzetta dello Sport del 4-9-2010)
Macché Earl, l’uragano che si abbatte sugli Us Open non è quello minaccioso che sale da Portorico, ma Francesca (Schiavone), che spazza via gli ostacoli con l’irresistibile impetuosità di mille venti: Ayumi Morita al primo turno in 58 minuti (6-1 6-0), Maria Elena Camerin al secondo in 64 (6-2 6-1) e Alona Bondarenko al terzo in 88 (6-1 7-5). Per volare agli ottavi contro Anastasia Pavlyuchenkova, obiettivo più che possibile per la 30enne di Milano, neo campionessa del Roland Garros e numero 7 del mondo, contro la 19enne russa (n. 22), potente, ma ancora acerba. Dopo tre mesi di passione per digerire la sbornia del primo trionfo di un’italiana nei tornei dello Slam, la Schiavone ritrova d’incanto il gioco tutto potenza e varietà del Roland Garros, con le violente sbracciate in top spin e repentine discese a rete. Con un simile armamentario, più una ritrovata lucidità tattica, per Alona Bondarenko non c’è scampo. L’ucraina, più giovane di 4 anni (26 contro 30), ma lontana in classifica (n. 33), qualità e risultati, può solo sperare nella complicità, cioè nei nervi dell’azzurra. Così com’era successo quest’anno in Fed Cup, dopo 3 k.o. di fila. Approfittando anche della superficie particolarmente veloce di New York. E così è, a tratti, nelle prime battute, quando il rovescio di Francesca stecca come negli anni bui. Manon frena la volata fino al 5-0 e set point, che si conclude col perentorio 6-1 in 33 minuti. La pressione è davvero tutta sulla favorita, cioè la Schiavone, ormai lanciata verso obiettivi connessi al suo talento tecnico e atletico. E ormai inquadrata da Corrado Barazzutti e Renzo Furlan, dal preparatore atletico Stefano Barsacchi e da quello mentale, Giovanni Parmigiani. E, infatti, malgrado il punteggio, è lei quella che, nella successiva mezz’ora, cede (1-3), quella che manca le palle-break del 2-3, quella che scivola 1-4, esaltando le qualità atletiche della maggiore delle professioniste ucraine del tennis. Capace di un passante di rovescio molto stretto che strappa gli applausi anche alla Leonessa. Ma da un anno in qua, Francesca è davvero un’altra. Come tutti, ha i suoi cali, non più così decisivi. Ha i suoi scatti di nervi, come sul 2-4 30-30, con il giudice di sedia, mali canalizza nel modo ideale. Così, prima che il set le scappi di mano, si carica di adrenalina in modo positivo e rovescia la situazione. Il dritto le dà il 3-4. Lo spettacolare passante sotto le gambe, «alla Federer», che piazza, sul 4-4, spalle al net, quand’è ormai superata dal lob della povera Bondarenko, per poi chiudere il « 15 » in avanzamento, le dà la spinta decisiva verso il 7-5 conclusivo. Il tocco magico, infatti, manda nello stesso tempo in sollucchero la folla del suo campo preferito, il Grand Stand, spedisce in cielo Francesca e spegne le speranze dell’ucraina. Che butta via il dritto del 5-6, ormai convinta di giocare contro Justine Henin e non contro Francesca Schiavone. Che chiude con la volée di dritto (…)
Gulbis e Cilic, i giovani non crescono (Rino Tommasi, La Gazzetta dello Sport del 4-9-2010)
Probabilmente non basta l’eliminazione nei primi due turni del singolare maschile di otto teste di serie (ma di cinque delle prime sedici) per definire questo torneo ricco di sorprese anche perché i primi quattro favoriti, malgrado qualche piccola concessione, sono ancora saldamente in corsa. Alle delusioni provocate all’avvio da Gulbis e da Cilic, si sono aggiunte quelle di Berdych, Roddick e Davydenko ad evidenziare il buco che si è creato alle spalle dei grandi favoriti che sono naturalmente, in ordine di preferenza, e di precedenti in questo torneo, Federer e Murray, senza poter escludere, per ragioni di classifica e di prestigio, Nadal e Djokovic. Insomma c’è il pericolo, per l'interesse generale di questo sport, che l'intervallo che si è determinato alle spalle del numero quattro tenda a dilatarsi piuttosto che a ridursi. Per ognuno dei giocatori che hanno deluso c’è una spiegazione accettabile ma che non elimina il problema. Roddick è ammirevole per come resiste al declino, Davydenko paga la fatica che gli è costata rimanere a contatto dei primi senza averne il talento, Berdych la mancanza di continuità. L’anno scorso proprio in questo torneo c’era stata la novità Del Potro a muovere le gerarchie di vertice ma l’argentino, tradito da un polso, è al momento in officina. Altri giovani non se ne vedono anche perché Cilic, coetaneo di Del Potro ed alfiere della generazione del 1988 (i due sono nati a cinque giorni di distanza), sembra essersi un po’ perso. Comunque prima di arrivare alle semifinali perfette (Nadal-Murray e Federer-Djokovic) la strada è ancora lunga ma un arrivo in volata di quel tipo non dispiacerebbe a nessuno.
Schiavone show alla Federer (Daniele Azzolini, Tuttosport del 4-9-2010)
Cinque a zero, sei a uno, poi un gran recupero da uno a quattro nel secondo set. A stupire è la facilità da cui sgorgano simili punteggi, gli stessi dei primi due match di questi Open. Sei-uno-sei-zero alla Morita, sei-due-sei-uno alla Camerin, prima del 6-1 7-5 alla Bondarenko, Alona, non Katerina, dunque la più forte delle due sorelle ucraine. Francesca Schiavone è in pieno controllo del suo tennis, i colpi fluiscono che è un piacere vederli. E comprensibile che lei, per prima, non gradisca troppo immediati confronti con i giorni del trionfo parigino, ma è altrettanto difficile negarlo ai nostri lettori: questa Schiavone non è lontana da quella, e la sensazione forte è che le avversarie lo sappiano bene. Siamo agli ottavi, dunque a metà percorso. Eppure Francesca vi è giunta di slancio, meglio di qualsiasi altra, Wozniacki a parte. Buon segno. E anche la tranquillità con cui progetta geometrie e colpi insospettabili. Uno su tutti, per il 15 a zero nel decimo game del secondo set. Un colpo alla Federer. O alla Schiavone? Attacco, pallonetto della Bondarenko, rincorsa a missile di Francesca, palla raccolta fra le gambe spalle alla rete. Alona ha replicato con una volée timida. Su quella Francesca è piombata per chiudere il punto. Replica della finale di Fed Cup. Lo stadio, il Grand Stand, è venuto giù per la gioia. Avrà Anastasja Pavlyuchenkova, negli ottavi. Numero 20 del seeding ,grossa il doppio di lei. Ultima russa di una serie infinita. Francesca l'ha già incontrata e battuta in Fed Cup. L’azzurra vi arriva col giusto trasporto. Dopo l'estate di appannamento vacanziero, Francesca è tornata. Si aspetta Earl, il tifone. Gira dalle parti di New York e promette pioggia. Nell'attesa si raccolgono spunti. Si perde Sara Errani, battuta dalla Stosur che ha più colpi di lei. Roddick avrà comunque il successore, Ryan Harrison. Prima di servizio a 219 km orari, seconda a 180. Diciotto anni, californiano, ora cittadino del Texas. S'è fatto battere da Stakhovsky, che ne sa tanto più di lui, ma solo al tie break del 50, dov'è stato spinto da un pubblico a dir poco osannante (e assai poco sportivo verso l'ucraino), e dopo aver sprecato 3 match point. Gioca bene. E ha la faccia da simpatico coattone. In linea col torneo che lo ha lanciato. Del resto, quali aggettivi sarebbe possibile usare per lo Slam del Corona Park? Rissoso, cinico, maleducato. Torneo scorbutico, tutto ribellioni alle regole e scatti di nervi. Lo è da sempre stato. E forse lo vollero così, quando decisero di spingere il tennis pi verso la città, alla portata di tutti, dall'erba british di Forest Hills. Al cemento appiccicoso di Flushing Meadows si va col cestino per la merenda al sacco, e si pretende di farlo apparecchiando un pezzo di tribuna. Cercavano un tennis nazional popolare, più incassi, l'hanno trovato. Dalle risse dell'ultima ora, fra spettatori pronti a contendersi il posto (giovedì sera, con Djokovic fermo in campo a guardare come sarebbe finita), a quelle coi gabbiani che cercano di rubare il cibo, sugli spalti più alti, la vena di follia che scorre nel ventre degli Us Open molto ricorda il fiume di magma dal potenziale distruttivo che agitava le viscere di New York in Ghostbusters. Pure il tennis ha fantasmi da acchiappare.
Baby Capra conquista gli Usa (Paolo Rossi, la Repubblica del 4-9-2010)
«Guarda, c'è la Capriati!» hanno esclamato in tanti giovedì sera, al National Tennis Centre di Flushing Meadows, nel vedere giocare sul campo quella ragazzina. No, non era Jennifer Capriati (che sta giocando un'altra partita, ben più seria), ma una diciottenne con tante analogie: Beatrice Capra. E' la storia degli US Open 2010: gli americani si sono eccitati, sperano che possa ripetere l'exploit 2009 di Melanie Oudin. Difficile possa superare il fine settimana, con la Sharapova che l'attende al varco. Ma chi se ne importa: la favola è iniziata, è ancora in corso. E per la parola fine c'è tempo. Quando è cominciata? Una ventina d'anni fa, quando Gianni Capra, milanese ma negli Usa per lavoro già da un paio d'anni, decise di prendere delle lezioni di tennis nel Maryland. E scelse, buon per lui, un coach di sesso femminile: Laurie (McGill), hawaiana d'origine. «Così loro s'incontrarono ed io sono qui» ha confermato Beatrice, spanciandosi dalle risate. Italo-americana dunque, che ha passaporto italiano ma neanche se lo ricorda. «Credo di sì...». Che capisce la nostra lingua, «ma non la so parlare. Però la sto studiando...». Capace, però, di tenere incollata alla televisione Chris Evert, della cui Accademia fa parte a Boca Raton. Capace di infiammare Flushing Meadows superando la francese Rezai, numero diciotto del mondo. Lei, Beatrice, che invece è n.371. La classifica più bassa di sempre. Lei, Beatrice, che ha vinto due turni dello Slam senza sapere perché. «Avevo giocato un torneo juniores, avevo perso, ero tornata a casa. Ha squillato il telefono, era la Usta: Vuoi una wild card per New York?». Inviti del genere non si rifiutano. Anzi, si onorano. Il divertimento è appena cominciato: «Maria Sharapova era il mio mito, quand'ero più giovane...». Furba e irriverente, avrà il Centrale tutto per sé, «spero di saper trattenere le emozioni». L'attendono tutti, questo match. Tutti lo vedranno. Non solo negli Stati Uniti: a Monza ci sarà una persona pronta a tutto pur di vederla: se Eurosport non darà la diretta del match, si collegherà su Internet per vedere in streaming la partita: è nonno Angelo che, a 80 anni, ha imparato a barcamenarsi con la tecnologia pur di coccolarsi la nipotina. Comunque finisca questo capitolo («il momento più bello della mia vita»), l'importante è che Beatrice, sosia della Capriati (per certi colpi e atteggiamenti), la imiti solo in campo. Si fermi al tennis. Il resto verrà da sé, e peccato che quel passaporto italiano sarà utile solo a lei, per evitare le file aeroportuali.
05/02/2012 11:05
Fed Cup, Russia-Spagna: Petrova al posto della Sharapova
05/02/2012 10:27
Fed Cup, World Group II: Giappone-Slovenia 5-0
04/02/2012 23:47
FED CUP, World Group II: Tutti i risultati
04/02/2012 19:00
Fed Cup, Usa-Bielorussia: Forfait Azarenka
04/02/2012 17:56
ITF: Quinzi iscritto al Future di Santiago
04/02/2012 17:54
ITF: finale turca per la Di Giuseppe
04/02/2012 14:49
Fed Cup, Germania-R.Ceca: Pala fa arrabbiare la Benesova
04/02/2012 14:08
Fed Cup, Rezai: "Mi è stato chiesto di andarmene"
05/02/2012 11:21
Non è Francesca, ma almeno la Errani c’è (Martucci). La Schiavone addormentata (Valesio). Il crollo di Francesca, forse le serve un coach (Giua)
04/02/2012 11:33
La Errani scommette sulla terra promessa (Martucci). La Errani per merito, le Williams per i Giochi (Valesio)
02/02/2012 08:56
«lo, Sara Errani Sono piccola, si ma non fragile» (Valesio), Federer, Wozniacki, Tomic: tre casi... open (Martucci)
01/02/2012 11:38
La Kvitova e il baby fidanzatino, quando l'amore è... ceco (Semeraro)
31/01/2012 10:14
Djokovic, tennis oltre l'infinito "Il segreto? Studio le mie onde" (Semeraro), Uomini a senso unico, donne in ordine sparso (Viggiani), Djokovic, la potenza passa anche dal cuore (Crivelli)
04/02/2012 00:05
Nadal: "La mia residenza fiscale è alle Baleari" (Marca)
01/02/2012 10:44
Ricardo Sanchez: "Io e Piotr Wozniacki come Mourinho e Guardiola"
31/01/2012 00:26
La stampa mondiale ai piedi di Djokovic
29/01/2012 00:58
Azarenka, la predestinata (Marca)
26/01/2012 19:45
La Wozniacki si rilassa, il baby-friend della Kvitova è in semifinale (The Age)
05/02/2012 11:21
ha deciso? :D
AndreaMP
05/02/2012 11:13
mi sa che la più bella del 2012 per ora è di meloccaro....
rudolph
05/02/2012 11:12
Anzi correggo, pardon, einsfestivalHd. Come si impostano le frequenze manualmente sul decoder sky? S [...]
daniele
05/02/2012 11:10
Ma voi col decoder Sky vedete eins plus? Io vedo solo einsplusfestivalHD.
daniele
05/02/2012 11:07
Ma dai imformatevi bene, ho la registrazione della partita Julia e Petra di unanno fa a indo [...]
Yumak
05/02/2012 11:07
@ Luca : piacevole articolo, diversi ricordi..Ovviamente nell'indimenticabile Parigi, Seles-Graf, an [...]
Giuliano
05/02/2012 10:53
Veramente i diritti sbagliati di Kohlschreiber erano li', tutti potevano vederli.
L.I.T.
22 Jan 2012 16:33
Ubitennis Virtual Tour 2012: Futures Egitto 1
22 Jan 2012 15:44
Ubitennis Virtual Tour 2012: Challenger Honolulu
22 Jan 2012 15:44
Ubitennis Virtual Tour 2012: Challenger Heilbron
21 Jan 2012 17:36
Ubitennis Virtual Tour 2012: Australian Open 2012
14 Jan 2012 17:57
Ubitennis Virtual Tour 2012: Futures Francia 1
Fotogallery a cura di Giacomo Fazio
Il Genio bussa sempre due volte.. sotto le gambe!
A cura di Giacomo Fazio
“Sono svizzero, andiamo avanti a minuti, non a settimane.
Roger Federer risponde scherzando a chi gli chiede quante settimane ci vogliono prima che Annacone lavori full-time con lui
3 Settembre 2006
Andre Agassi gioca l'ultimo match della sua carriera, perdendo dal tedesco Benjamin Becker 7-5 6-7 6-4 7-5 nell'Arthur Ashe Stadium. Riceve una colossale standing ovation prima e dopo il match, che si zittisce solo quando lo stesso Agassi parla alla folla.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker


