22/12/2011 15:30 CEST - L'ANGOLO DEL PRO
Il "magico" quinto elemento
TENNIS - Un articolo di Claudio Pistolesi apparso su "Il Tennis Italiano" di agosto 2006, quando la rivista era meno legata di oggi all'orbita federale. Il giocatore, il coach, la famiglia, il manager. Sono questi i personaggi principali della vicenda tennistica. Ma c’è un quinto elemento che fa la differenza e senza il quale i successi più importanti saranno preclusi. Il segreto vincente si chiama...

E’ stato uno dei fi lm più strani che io abbia mai visto. “The Fifth Element”, il quinto elemento, con Bruce Willis, in fondo è un film che parla d’amore e, nella sua assurdità, offre delle possibilità di riflessione anche riguardo al nostro pazzo mondo del tennis. Nella giostra di personaggi e interpreti, che si avvicendano nella vicinanza e nell’assistenza di un giovane tennista, è facile individuare gli elementi principali di cui il ragazzo ha bisogno per sopportare le inevitabili pressioni che la vita viaggiante per i cinque continenti produce. La famiglia e gli affetti in genere sono il 1° elemento. Genitori in primis, mogli o mariti nel tennis femminile, fratelli e sorelle, fidanzate/i più o meno stabili e spesso anche amici del cuore e semplici tifosi privilegiati che sono al seguito del tennista. E’ evidente che spesso la famiglia che sa essere equilibrata può determinare un’arma in più per il giovane giocatore perché fa da contrappeso alla delusione per la sconfitta (“Mon ti preoccupare, siamo lo stesso fi eri di te e le vittorie arriveranno”) e alla esaltazione della vittoria ("ok, siamo felici che hai vinto ma ora è ancora più importante non esaltarsi troppo e lavorare bene senza montarsi la testa”). Allo stesso modo la famiglia può essere un elemento di involontario ostacolo alla sana crescita del ragazzo. Se, come purtroppo succede spesso (ne abbiamo testimonianza tutte le settimane), applica le emozioni contrarie, cioè depressione per la sconfitta e esaltazione esagerata per la vittoria, molto più pesante e a rischio sarà la carriera del tennista agli inizi della sua carriera. “Ha telefonato il manager e ha detto che se Antonio gioca quel piccolo torneo prende dei soldi di sottobanco”. Oppure “Ma allora andiamo tutti a Parigi a vedere Antonio che gioca!”. O ancora “Ma Antonio non può saltare un torneo solo visto che c’è il compleanno della cugina Assunta? E dai, un torneo solo! Sono cresciuti insieme!”. Per sua fortuna questo giocatore di tennis disgraziato, di nome Antonio, è solo una mia invenzione che mi è utile per spiegare i pericoli che corrono i tennisti se non sono guidati bene da colui che ha la responsabilità della cosa più importante: la motivazione e l’atteggiamento nella loro carriera, che determina poi lo stato d’animo con cui entreranno in campo.
Parlo ovviamente della famigerata figura del “coach” che sarà il 2° elemento del quale parleremo e di cui posso dare testimonianza diretta visto che è il mio mestiere. Nel compimento del decimo anno da “coach” di tennis, o, se preferite, allenatore o tecnico, e purtroppo nell’avvicinarsi inesorabile della fatidica data in cui sarà oltrepassata la soglia dei quaranta, mi è sembrato giusto scrivere alcune certezze che ho maturato in questi anni. E’ fondamentale anche per noi non commettere “invasione di campo” nei confronti di compiti che spettano ad altri elementi della “squadra” di cui si circonda il giocatore. Però è altrettanto importante non permettere a nessuno degli altri elementi di invadere decisioni che spettano in maniera assoluta e incontrovertibile al coach e basta. Il coach deve saper far fronte a tutti gli aspetti, anche avvalendosi di altre figure professionali come i preparatori atletici, tecnici, mentali e organizzativi. Per questo ultimo aspetto è necessario che il coach abbia la fiducia assoluta del tennista per non essere prevaricato nelle decisioni di programmazione, di solito delicatissime e decisive per la buona crescita del ragazzo. A esempio il manager deve essere consapevole che i contratti economici, per quanto validi, devono essere assolutamente subordinati alla programmazione che fa il coach.
Ed ecco il 3° elemento: il manager, o agente, o procuratore. Anche in questo caso, come per gli altri elementi, un bravo manager rispettoso dei suoi confini può dare un’ottima mano alla carriera di un tennista. Allo stesso modo ho visto agenti, o procuratori avidi e incapaci, tagliare le gambe a tennisti per i quali era evidente stesse per avverarsi una carriera piena di soddisfazioni sportive prima ed economiche poi. Purtroppo, vediamo l’esempio pessimo del calcio; la cupidigia e la cecità sportiva, anche nel tennis, hanno portato a volte dei danni irreversibili e chi ha a cuore il nostro sport e il futuro dei nostri ragazzi non deve aver paura di combattere questi sciacalli, con le buone o con le cattive.
Il 4° elemento è il giocatore, o giocatrice, stesso. A volte parliamo di adolescenti che hanno tutto il diritto di crescere con i loro problemi e i loro errori, ma con l’aggravante di accelerare i processi di maturazione che il tennis di alto livello richiede. Quindi, mettiamo ordine: il giocatore, depositario delle decisioni
anche se parliamo di un giovane con un’esperienza di vita limitata. Il coach, responsabile del gioco e soprattutto dello stato d’animo con cui il giocatore va in campo e quindi destinatario, fino a prova contraria, della fiducia totale degli altri tre elementi. La famiglia, colonna portante della vita affettiva del giocatore, che incide in modo determinante sul rendimento. Il manager, che ha il delicato compito di trasformare l’immagine e i risultati tecnici del giocatore in soldi, mantenendo un’etica e un rispetto degli altri elementi che a volte lo costringeranno a guadagnare magari qualcosina di meno ma lo faranno arricchire di credibilità.
E, come nel film, il 5° elemento: l’amore. Il collante dei quattro elementi che nel film racchiudono in loro l’universo - aria, acqua, terra e fuoco - ha lo stesso ruolo nell’universo tennistico. L’amore per il proprio lavoro, la voglia di operare nel rispetto degli altri, la passione di dare un qualcosa che faccia crescere non solo il tennista ma anche l’uomo (o la donna ). Tutto questo lo racchiudo nella parola amore. Il vero segreto di chi, se si va a vedere bene, vince nel tennis e lascia un segno bello e completo, che sia da esempio per i nuovi campioni.
I firmatari del manifesto di Tennis for Italy
In questa sezione trovate i nomi dei firmatari del Manifesto di Tennis for Italy. Chiunque desideri apparire, può contattarci all'indirizzo tennisforitaly@gmail.com segnalandoci nome, cognome e professione. Sarà inserito nella lista. In maiuscolo segnaleremo i nuovi aderenti che si aggiungono ai primi firmatari.
Emiliano Amato, avvocato
Alberto Castellani, coach internazionale
Quirino Cipolla, coach internazionale
Pietro Faloni, tecnico uisp
Luigi De Fraia, imprenditore
Paolo Nicodemo, avvocato
Massimo Rossi, avvocato e giornalista
Fabrizio Di Meo, imprenditore
Roberto Sordini, imprenditore
Ferdinando Enrico Pomarici, magistrato
Giancarlo Lombardi, avvocato
Franco Bonaiti, maestro e coach internazionale
Elia Chiari, coach G.P.T.C.A , istruttore F.I.T, istruttore U.I.S.P
Alessandro Motti, giocatore professionista
Adriano Panatta, ex numero 4 del mondo
Tonino Rasicci, ex direttore della Scuola Nazionale Maestri
Alessandro Baldoni, ex vicedirettore della Scuola Nazionale Maestri
Claudio Pistolesi, ex professionista ed attuale top coach ATP e WTA
Giacomo Paleni, coach internazionale
CHIUNQUE SI RITROVI NEI CONTENUTI E NELLE IDEE DEL MANIFESTO, E VOGLIA VEDERE IL SUO NOME TRA I SOTTOSCRITTORI, può comunicarlo scrivendo a tennisforitaly@gmail.com
Puoi contattarci all'indirizzo e-mail tennisforitaly@gmail.com. Noi ti garantiremo l'anonimato nel caso tu lo richieda, ma ti chiediamo di lasciarci alcuni dati (nome, cognome, circolo e regione di appartenenza, ruolo nel circolo, numero di telefono e le indicazioni necessarie per contattarti ove siano necessari ulteriori chiarimenti), in modo da avere una comunicazione più efficace ed evitare spiacevoli inconvenienti.
Avendo preventivato un piano economico da qui a fine 2012, che prevede un esborso di 12.000 euro, di cui circa 4.000 necessari a coprire le spese iniziali di registrazione dell'associazione "Tennis for Italy" e sito internet, per lo spazio acquistato sul sito di riferimento, per la copertura redazionale, mailing e svariate operazioni di comunicazione, chiediamo agli aderenti una somma di partecipazione di 100 euro per ogni società o ciascun singolo simpatizzante. L'adesione potrà essere fatta attraverso bonifico da intestare sul conto di Tennis for Italy, il cui codice IBAN è IT17Y0572812700622570851857
Ecco cosa potete trovare su Tennis for Italy
IL MANIFESTO: pubblicazione del manifesto di Tennis for Italy e i dieci punti di programma firmati dai fondatori del movimento. Più saranno le firme di adesione che potrete manifestare contattando Tennis for Italy. e più incisiva potrà essere l'azione del movimento stesso.
ESPERIENZE: Questa sezione sarà creata da voi lettori: vi troveranno spazio tutte le esperienze che avete vissuto e che avete voglia di raccontarci. Qualsiasi vicenda legata alla vostra regione, al vostro circolo o anche in prima persona. Dalla quota di iscrizione troppo alta alla sanzione che pensavate di non meritare, qui potrete raccontare tutto in assoluta libertà. E' garantito l'anonimato di chi lo richieda, ma abbiamo bisogno di sapere chi siete per potervi chiedere - eventualmente - altre informazioni, per non pubblicare inesattezze, per verificare l'oggettività delle vicende cui vi riferite. Sulla destra di questo sito vedete quel banner con su scritto contatti e sotto, fra le informazioni di servizio, le istruzioni riguardo a quel che dovreste fare per segnalarci quello che volete. Sappiate che questo sito è a vostra disposizione e che l'inviare i propri suggerimenti, proposte di migliorie e quant'altro, non significa voler prendere una posizione federale o antifederale, non significa schierarsi pro o contro chicchessia. L'obiettivo è costruttivo e non polemicamente distruttivo. Soltanto se si conoscono i problemi, le eventuali storture, si può pensare a indicare soluzioni ad hoc. Ciò premesso, poichè, anche segnalare una qualche defaillance del sistema può far temere a qualcuno la possibilità di essere individuato come il latore di una critica non costruttiva e di subire reazioni comunque negative da parte di chi fosse eventualmente criticato, garantiamo la privacy di chi vorrà segnalare qualunque cosa, purchè verificabile.
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