04/01/2012 11:38 CEST - STORIE ITALIANE
Festa FIT...
con distrazione
TENNIS – Serata di gala della FIT presso l'Auditorium di Roma. Condotta da Max Giusti, è stata una “sfilata” di premiazioni e riconoscimenti. Con una curiosa distrazione: nessuno si è ricordato che proprio il 18 dicembre di 35 anni prima l’Italia aveva vinto la sua unica Coppa Davis. Le campionesse d'Europa Under 16 sono la risposta a chi "Vorrebbe far credere che il tennis italiano non ha futuro"

Adriano Panatta serve da sinistra, poi gioca una volèe bassa. Il passante si ferma sul nastro. E’ il 18 dicembre 1976 e l’Italia ha appena vinto, a Santiago del Cile, la prima e unica Coppa Davis della sua storia. L’abbraccio è con Paolo Bertolucci, poi si uniscono Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli, il capitano Nicola Pietrangeli e Mario Belardinelli. E’ uno dei giorni più belli nella storia del tennis italiano. Il 18 dicembre di 35 anni dopo, l’auditorium di Roma è la sede del tradizionale gala natalizio della Federazione Italiana Tennis. Uno spettacolo di due ore, condotto da Max Giusti e scivolato via senza grossi sussulti. Ma con un macigno pesantissimo: neanche una parola sulla ricorrenza di Santiago. Una mancanza talmente grande che probabilmente è arrivata in buona fede, anche perché all’Auditorium c’erano sia Pietrangeli che Barazzutti, gli unici due che a vario titolo sono legati alla FIT di oggi. Al di là di questo, vale la pena ripercorrere quello che Max Giusti ha definito il “Gala della Federazione Italiana Tennis”, festa in tono minore rispetto alla pomposa “Festa del Secolo” di 12 mesi fa ma ugualmente patinata e autocelebrativa.
Binaghi: “Vogliamo una medaglia olimpica”
Dopo la sigla iniziale, una versione con il testo storpiato de “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese cantata dallo stesso Giusti, hanno parlato le due massime autorità sportive presenti: Angelo Binaghi, presidente FIT, e il presidente del CONI Gianni Petrucci (molto solidale con Binaghi nei giorni dell’inchiesta cagliaritana, proprio come Max Giusti). Binaghi: “E’ bello essere con voi a festeggiare i successi in campo internazionale del tennis italiano. E’ un momento difficile, ma noi del tennis abbiamo qualcosa di più. Il movimento continua a crescere, la federazione è sana e abbiamo due spettacoli meravigliosi: la TV SuperTennis e gli Internazionali BNL d’Italia (durante la serata si apprenderà che il title sponsor ha rinnovato per altri 5 anni, ndr). Ma abbiamo obiettivi sempre più grandi: una recente ricerca del CONI ha detto che il tennis è il quarto sport in Italia. Noi abbiamo gli strumenti per diventare il primo sport dopo il calcio. L’altro obiettivo è una medaglia olimpica: nel 2011 i nostri atleti hanno raggiunto per quattro volte almeno la semifinale di un torneo del Grande Slam. Dobbiamo puntare a una medaglia a Londra: dovessimo farcela, diventeremmo una federazione ‘pesante’”. Dopo i ringraziamenti di rito al CONI, ha preso la parola proprio Gianni Petrucci. “Ci tenevo ad esserci: la FIT e Binaghi lo meritano. La presidenza Binaghi ha portato il tennis italiano a ottenere grandi risultati. Il tennis è il quarto sport in Italia, ma può puntare in alto. E’ una medaglia olimpica sarebbe un grande risultato, anche perché le Olimpiadi sono l’obiettivo massimo per ogni sportivo. Si dice “ex campione del mondo”, ma un campione olimpico lo è per tutta la vita”. Difficile che il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano non esaltasse i Giochi Olimpici…
Carrellata di celebrazioni
A seguito dei due interventi, Max Giusti ha introdotto la “valletta”. Stefania Chieppa, 28 anni, best ranking al numero 359 WTA, è oggi uno dei volti di SuperTennis: insieme a Giorgio Galimberti, conduce la trasmissione “Circolando”. Gioca ancora: quest’anno ha disputato il campionato di Serie A1 con lo Sporting Stampa di Torino. Per tutta la sera, le è spettato il compito di leggere le motivazioni delle varie premiazioni. Ogni premiazione era anticipata da un breve clip filmato, mostrato sia in TV che ai presenti all’Auditorium (tutt’altro che pieno). Il clima non era particolarmente vivace, tanto che Giusti ha più volte sollecitato gli applausi e ha anche detto: “Meno male che questa è la festa del tennis italiano. Se fosse stato il funerale…”.
I PREMIATI
La prima a salire sul palco è stata Roberta Vinci, celebrata per i tre titoli WTA conquistati (nessuna italiana ci era riuscita in un anno solo) e il ranking a ridosso dalle top 20. “L’anno scorso non me lo sarei mai aspettato. Questi risultati sono frutto di una nuova convinzione nei miei mezzi”. Il premio le è stato consegnato da Gianni Petrucci.
Alberta Brianti ha vinto a Fes il primo titolo WTA in carriera: “Ho dovuto aspettare tanto per avere un’annata così. La vittoria a Fes l’ho dedicata alla mia zia scomparsa” Grande tifosa milanista, ha espresso il desiderio di conoscere Gattuso. Il premio per la Brianti è stato consegnato da Lea Pericoli, che ha preso il microfono appositamente per dire: “Sono molto orgogliosa di queste meravigliose nipotine”. La Pericoli è poi rimasta sul palco per cantare e ringraziare Binaghi per averle assegnato il ruolo di “Ambasciatrice del tennis italiano”.
Il premio “Guido Oddo” riservato alla stampa è andato a Roberto Perrone del Corriere della Sera, premiato direttamente da Binaghi. “Era da anni che sognavo di vincere questo premio. Come spesso accade, è successo nell’anno in cui ho scritto meno di tennis. Però ero in Cile per raccontare il ritorno in Serie A”. Il premio Guido Oddo era stato consegnato in passato, fra gli altri, a Gianni Clerici di Repubblica (2006), Dario Torromeo del Corriere dello Sport (2007), Ubaldo Scanagatta de La Nazione, il Giorno, Il Resto del Carlino (2008), Piero Valesio di Tuttosport (2009) e, alla memoria, a Roberto Lombardi nel 2010.
Un riconoscimento è arrivato per le ragazze che hanno vinto il campionato europeo Under 16: Camilla Rosatello, Giorgia Marchetti e Giulia Pairone (guidate da Tathiana Garbin). Curiosa la motivazione del premio: con il loro successo, “Hanno dato una bella e sonora smentita a chi vorrebbe far credere che il tennis italiano non ha futuro”. Strumentalizzare tre ragazze di 16 anni, francamente, non ci è sembrato il massimo.
A seguire Alessandro Giannessi, reduce da una stagione straordinaria in cui è partito al numero 499 per poi chiudere a ridosso dei top 100. Lo spezzino è stato accompagnato dalle note di “Walk of life” dei Dire Straits, la stessa canzone dedicata 12 mesi fa a Potito Starace (all’epoca premiato come numero 1 d’Italia). Giannessi, che ha effettuato la preparazione invernale in Argentina (“A spese della FIT”, ha precisato Giusti) è stato premiato da Aurelio Regina, presidente di Unindustria.
Ernesto Albanese, presidente del comitato per Roma 2020 ha premiato Fabian Mazzei e Marco Innocenti, tra i nostri migliori esponenti nel Wheelchair Tennis. Mazzei, il più spigliato tra i vari premiati (l’anno scorso mise in mostra le sue doti da tenore), ha lanciato un appello affinchè non vengano tagliati i fondi per lo sport paralimpico.
Da qualche anno, la FIT è particolarmente attenta al mondo del beach tennis. Hanno dunque trovato un loro spazio Simona Briganti e Luca Meliconi, campioni mondiali della disciplina premiati dal vicentino Gianni Milan. Vicepresidente FIT.
“Amore vedessi com’è bello il cielo a Via Margutta”
Prima delle due celebrazioni “pesanti” c’è stato un intermezzo con Luca Barbarossa. Il cantautore romano è un vero appassionato di tennis ed ha tenuto un mini-concerto, in cui ha proposto alcuni dei suoi più grandi successi: “Roma spogliata”, “Via Margutta” e “Portami a ballare”. Tra un brano e l’altro, Barbarossa ha parlato della sua passione per il tennis ed è stato l’unico a menzionare Adriano Panatta, sia pure di sfuggita. “Quando ero un ragazzino saltavo la scuola per andare al Foro Italico, e cercavo di recuperare i polsini dei giocatori. Una volta mi infilai anche nello spogliatoio e Adriano disse: ‘Ragazzì, che stai a fare qui’”. Prima delle ultime premiazioni, Barbarossa ha cantato “Come dentro un film”, “Fino in fondo” (presentata a San Remo 2011) e ha duettato con Giusti riproponendo “Vita” di Lucio Dalla (ma scritta da Mogol e Mario Lavezzi).
Italia in Serie A
Premio anche per Francesca Schiavone e la sua seconda finale al Roland Garros. Vestita in modo piuttosto informale (e giunta a galà già iniziato), la Schiavone ha ammesso di essere ancora un po’ seccata per la sconfitta contro Na Li. Il “Gran Finale” è stato tutto per Potito Starace, Fabio Fognini, Simone Bolelli e Daniele Bracciali più Corrado Barazzutti, coloro che con la promozione in Serie A “Hanno restituito al tennis italiano l’attaccamento ai valori fondanti”. Sono stati tutti omaggiati di una “A” di cristallo. La FIT sa bene che il ritorno nel World Group di Coppa Davis vale molto sul piano dell’immagine: per questo le vittorie contro Kavcic, Zemlja e Capdeville (più il ritiro di Gonzalez) sono diventate più “omaggiabili” della finale parigina della Schiavone. Tra i più felici c’era Simone Bolelli. Dopo aver ammesso di aver avuto una stagione difficile, ha detto che la Davis “E’ un valore aggiunto, offre a un giocatore qualcosa in più”. Tre anni fa non la pensava esattamente così…Ha festeggiato anche Nicola Pietrangeli (“Lo lanciavano in aria 37 anni fa con la Davis in mano” ha detto Giusti, sbagliando di un paio d’anni), e neanche in questa occasione è stato fatto un accenno alla ricorrenza. Pietrangeli ha solo detto che l’Italia dovrebbe sempre giocare a Santiago “Perché lì non perdiamo mai”. Nessun riferimento agli altri tre componenti di quella trasferta. La festa di fine anno è ormai un appuntamento fisso, reso molto più visibile (e messo a nudo) da quando è nata SuperTennis. Detto che si può discutere sull’utilità, quella del 2011 è stata certamente meno “pomposa” di quella del 2010. Meno persone (probabilmente meno invitati), meno effetti speciali. “Abbiamo voluto fare una cosa tra di noi, anche visto il difficile momento che attraversa il paese” dicevano i presenti. Di certo non la si può definire” la festa del tennis italiano” a tutti gli effetti. Si tratta piuttosto di una (auto)celebrazione della FIT attuale, attentissima a selezionare gli invitati e gli argomenti da “trattare”. Ad ogni modo, l’importante è non sedersi e pensare che una serata di gala cancelli i problemi del nostro tennis, quelli che l’attuale dirigenza chiama “criticità”. Che ci sono, e sono parecchi.
I firmatari del manifesto di Tennis for Italy
In questa sezione trovate i nomi dei firmatari del Manifesto di Tennis for Italy. Chiunque desideri apparire, può contattarci all'indirizzo tennisforitaly@gmail.com segnalandoci nome, cognome e professione. Sarà inserito nella lista. In maiuscolo segnaleremo i nuovi aderenti che si aggiungono ai primi firmatari.
Emiliano Amato, avvocato
Alberto Castellani, coach internazionale
Quirino Cipolla, coach internazionale
Pietro Faloni, tecnico uisp
Luigi De Fraia, imprenditore
Paolo Nicodemo, avvocato
Massimo Rossi, avvocato e giornalista
Fabrizio Di Meo, imprenditore
Roberto Sordini, imprenditore
Ferdinando Enrico Pomarici, magistrato
Giancarlo Lombardi, avvocato
Franco Bonaiti, maestro e coach internazionale
Elia Chiari, coach G.P.T.C.A , istruttore F.I.T, istruttore U.I.S.P
Alessandro Motti, giocatore professionista
Adriano Panatta, ex numero 4 del mondo
Tonino Rasicci, ex direttore della Scuola Nazionale Maestri
Alessandro Baldoni, ex vicedirettore della Scuola Nazionale Maestri
Claudio Pistolesi, ex professionista ed attuale top coach ATP e WTA
Giacomo Paleni, coach internazionale
CHIUNQUE SI RITROVI NEI CONTENUTI E NELLE IDEE DEL MANIFESTO, E VOGLIA VEDERE IL SUO NOME TRA I SOTTOSCRITTORI, può comunicarlo scrivendo a tennisforitaly@gmail.com
Puoi contattarci all'indirizzo e-mail tennisforitaly@gmail.com. Noi ti garantiremo l'anonimato nel caso tu lo richieda, ma ti chiediamo di lasciarci alcuni dati (nome, cognome, circolo e regione di appartenenza, ruolo nel circolo, numero di telefono e le indicazioni necessarie per contattarti ove siano necessari ulteriori chiarimenti), in modo da avere una comunicazione più efficace ed evitare spiacevoli inconvenienti.
Avendo preventivato un piano economico da qui a fine 2012, che prevede un esborso di 12.000 euro, di cui circa 4.000 necessari a coprire le spese iniziali di registrazione dell'associazione "Tennis for Italy" e sito internet, per lo spazio acquistato sul sito di riferimento, per la copertura redazionale, mailing e svariate operazioni di comunicazione, chiediamo agli aderenti una somma di partecipazione di 100 euro per ogni società o ciascun singolo simpatizzante. L'adesione potrà essere fatta attraverso bonifico da intestare sul conto di Tennis for Italy, il cui codice IBAN è IT17Y0572812700622570851857
Ecco cosa potete trovare su Tennis for Italy
IL MANIFESTO: pubblicazione del manifesto di Tennis for Italy e i dieci punti di programma firmati dai fondatori del movimento. Più saranno le firme di adesione che potrete manifestare contattando Tennis for Italy. e più incisiva potrà essere l'azione del movimento stesso.
ESPERIENZE: Questa sezione sarà creata da voi lettori: vi troveranno spazio tutte le esperienze che avete vissuto e che avete voglia di raccontarci. Qualsiasi vicenda legata alla vostra regione, al vostro circolo o anche in prima persona. Dalla quota di iscrizione troppo alta alla sanzione che pensavate di non meritare, qui potrete raccontare tutto in assoluta libertà. E' garantito l'anonimato di chi lo richieda, ma abbiamo bisogno di sapere chi siete per potervi chiedere - eventualmente - altre informazioni, per non pubblicare inesattezze, per verificare l'oggettività delle vicende cui vi riferite. Sulla destra di questo sito vedete quel banner con su scritto contatti e sotto, fra le informazioni di servizio, le istruzioni riguardo a quel che dovreste fare per segnalarci quello che volete. Sappiate che questo sito è a vostra disposizione e che l'inviare i propri suggerimenti, proposte di migliorie e quant'altro, non significa voler prendere una posizione federale o antifederale, non significa schierarsi pro o contro chicchessia. L'obiettivo è costruttivo e non polemicamente distruttivo. Soltanto se si conoscono i problemi, le eventuali storture, si può pensare a indicare soluzioni ad hoc. Ciò premesso, poichè, anche segnalare una qualche defaillance del sistema può far temere a qualcuno la possibilità di essere individuato come il latore di una critica non costruttiva e di subire reazioni comunque negative da parte di chi fosse eventualmente criticato, garantiamo la privacy di chi vorrà segnalare qualunque cosa, purchè verificabile.
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