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12/01/2012 15:19 CEST - IL CASO

River Vicenza, il circolo scomparso

TENNIS – Da Ubitennis.com, la storia dell’ex River Club di Vicenza. Gli ex gestori del circolo hanno subito tre procedimenti della Procura Federale. Le durissime sanzioni hanno portato alla sparizione del club che oggi si chiama “Tennis Comunali” ed ospita un Centro Tecnico FIT. Una strana vicenda con curiose fughe di notizie nella città del vicepresidente FIT Gianni Milan e del capo della procura federale Maurizio Ravaglia.

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Una brutta storia può iniziare anche con una bella immagine. Il racconto parte dagli occhi blu di Petra Cetkovska, una delle giocatrici più avvenenti del circuito WTA. Nel 2009, il River Club di Vicenza partecipa al Campionato femminile di Serie A1 e sceglie la ceca come numero 1 di una squadra di cui fanno parte anche Giulia Remondina e Alberta Brianti. A sorpresa, le vicentine arrivano alla finale di Bra e per poco non sgambettano la corazzata del Tennis Club Viterbo (di Schiavone, Garbin e Floris). Un piccolo miracolo sportivo. L’anno dopo il campionato di Serie A1 femminile vede ai nastri di partenza solo 6 squadre. Manca proprio il “Veneto Banca Sol Faraplan River Club”. Nessuna spiegazione, nessuna comunicazione. Niente di niente. Spulciando tra i documenti ufficiali della Federtennis emerge finalmente qualcosa. La sentenza 19/2010 della Corte Federale, datata 29 maggio 2010, mette letteralmente in ginocchio il club. Al club vicentino viene imputata l’infrazione di 7 (sette!) articoli del Regolamento di Giustizia e 3 del Regolamento Organico. Si accenna anche a frode sportiva, come esplicitamente menzionato dall’articolo 9 del Regolamento di Giustizia. Le sanzioni sono pesantissime: 4.000 euro e 2 anni di squalifica al circolo, 3.000 euro e 2 anni di squalifica al maestro Luca Costalonga, 1.000 euro e 6 mesi di squalifica all’altro maestro-dirigente Filippo Schiavo e 600 euro di multa. Una pena durissima, solo in parte ammorbidita dalla sentenza della Corte d’Appello. Oggi il River non esiste più. Se vi recate a Vicenza, in via Monte Zebio 42, troverete un impianto che si chiama “Tennis Comunali” e al cui interno si trova uno dei vari Centri Tecnici Periferici della FIT, l'unico in Veneto.

Il bando e una curiosa clausola
Gli impianti di Via Monte Zebio erano gestiti da qualche anno dal River Club di Filippo Schiavo, Luca Costalonga e Giuseppe Sartori (fratello di Massimo, il coach di Andreas Seppi). Il presidente del sodalizio era Sergio Pitacco. Nel 2009, la convenzione con il Comune di Vicenza per la gestione dell’impianto era già scaduta da un paio d’anni, quando fu indetto un bando per la gestione della struttura (in cui si trovano nove campi da tennis). In precedenza, la Federazione Italiana Tennis aveva mostrato un vivo interesse ad acquisire l’impianto, in particolare tramite il suo vicepresidente, il vicentino Gianni Milan. E’ stato un periodo concitato, difficile da ricostruire. Alcune fonti sostengono che la Federazione volesse semplicemente affiancare la vecchia gestione e poter creare il nuovo Centro Tecnico mantenendo ciascuno la propria autonomia. Altre dicono che la FIT volesse subentrare in toto e che avesse cercato di farsi assegnare il circolo dal Comune.

Di certo l’interessamento c’era. Nel corso di una conferenza stampa, preso atto del fatto che il Comune aveva invece deciso di indire l’asta, Gianni Milan dichiarò _ tra le altre cose _  che la federazione non vi avrebbe partecipato per non mettersi in concorrenza con i suoi affiliati. All’asta si presentarono così 3 soli soggetti.
- Old Tennis Club Vicenza (cioè i vecchi gestori: Schiavo, Costalonga e Sartori)
- Una società di cui facevano parte Chiara Brogliato-Costalonga (moglie di Luca, in veste di rappresentante legale dell’ASD Palladio Tennis Team 2) e Lauro Pillan (titolare del CT Camisano).
- L’AS 98 di Enrico Bettini, Andrea Mantegazza ed Enrico Zen. Quest’ultimo già gestiva (e lo fa tuttora) l’altro circolo cittadino, il Tennis Palladio, nonché (allora e non oggi) il Tennis Club Padova. Zen, attualmente, fa parte di una commissione FIT (“Campionati e Classifiche”).

All’apertura delle buste è il River di Costalonga e Sartori a proporre l’offerta migliore. Venne offerto un canone complessivo di 182.000€ e un pacchetto di investimenti ulteriori per € 200.000€. La vecchia gestione, dunque, aveva acquisito il diritto a proseguire la propria attività. Nell’asta, tuttavia, c’era una curiosa clausola: se il vincitore avesse subìto provvedimenti o condanne da parte della giustizia sportiva federale, avrebbe perso il diritto alla gestione del circolo acquisito all’apertura delle buste. Ancora oggi ci sono ancora tanti dubbi sul perchè di questa clausola poi rivelatasi fondamentale.

Maestra di tennis “abusiva”
In data 18 dicembre 2009 (giorno particolare, come vedremo poi), il River Vicenza subisce un’ispezione federale in cui si accerta che stava insegnando un’istruttrice “abusiva”, la giovane Nicol Velo. La Velo, in realtà, non era un’abusiva vera e propria. Era iscritta al Corso Maestri da un mese e non aveva ancora sostenuto l’esame (poi brillantemente superato). Oggi è regolarmente iscritta all’albo, tanto che recentemente è diventata istruttrice di 2° grado. In un’articolo apparso su “Il Giornale di Vicenza”, la Velo dichiarò: “Per me è stato un trauma, tanto che ho fatto quasi fatica ad affrontare i primi tornei. La squalifica alla fine non l’ho avuta ma è come se l’avessi fatta perché non avevo nemmeno il coraggio di entrare in campo […] Si parlava di frode verso i bambini: non farei mai una cosa del genere. L’impressione è stata quella di sentirmi un moscerino manovrato da un meccanismo di potere da cui non vai fuori. Amo il tennis ma un’esperienza del genere non la auguro a nessuno”. Se i regolamenti vietano l’insegnamento del tennis a chi non è (ancora…) iscritto all’albo, è legittimo che ci sia una sanzione. Benissimo. Tuttavia sappiamo che in quel periodo, negli altri circoli della zona e non solo, davano lezioni senza appartenere all’albo almeno quattro “maestri”. Questo accadeva al Tennis Club Padova, all’AS 98 di Bettini e Mantegazza ed al CT Vicenza di cui sono soci Milan, Ravaglia e l’altro procuratore federale Fabio Geremia (il cui padre, Gianfranco, è presidente). Questi quattro “maestri”, ancora oggi, non risultano nell’albo degli insegnanti di tennis “Certificati dalla FIT” (alcuni non insegnerebbero più). Nell’albo, al contrario, si trova Nicol Velo. Noi di Ubitennis siamo a conoscenza dei nomi: non li citiamo, perché non vogliamo provocare altri 4 “Casi Velo” ma semplicemente sottolineare l'evidente disparità di trattamento.

L’ispezione è avvenuta il 18 dicembre 2009, giorno in cui a Milano si era tenuta una riunione tra i circoli partecipanti alla Serie A1 (maschile e femminile) con l’obiettivo dichiarato di stilare un documento comune per esprimere il proprio dissenso contro le nuove norme regolamentari. Fra i club presenti alcuni avevano manifestato il desiderio di costituire una Lega. A quella riunione partecipò anche il River Vicenza, rappresentato da Giuseppe Sartori. La FIT si dimostrò a conoscenza dello svolgimento della riunione: infatti uno dei presenti informò che il suo club era stato contattato proprio da un esponente FIT (che citò). La richiesta era chiara: venire a sapere se il suo club avrebbe partecipato alla riunione. Insomma: con Sartori a Milano per la riunione e Costalonga bloccato a casa ammalato, quel 18 dicembre, effettivamente, a insegnare sui campi del River Vicenza c’era proprio la Velo. La tempistica dell’ispezione, in questo caso, è parsa abbastanza curiosa.

Frode sportiva e violazione di norme
Ma il caso di Nicol Velo non è l’unico ad essere finito nell’occhio della giustizia sportiva. Altri due procedimenti hanno colpito l’ex River. Il primo riguardava il numero dei tesserati. L’iscrizione al campionato di Serie A1 costava 2.500 euro (oggi è salita a quota 3.000). Tuttavia, erano esentati dal pagamento i circoli con almeno 500 soci. Il River superò la quota grazie ad alcune “tessere doppie”. In altre parole, alcune persone avevano fatto due tesseramenti (tessera socio più tessera atleta). Gli interrogativi di questa vicenda sono numerosi. Se erano consapevoli di commettere un illecito, perché i dirigenti del River hanno corso questo rischio? Se mancavano poche tessere per sforare quota 500, perché anziché le “doppie tessere” non sono stati associati amici, parenti, passanti? Sarebbe stato più semplice. E così facendo non ci sarebbe stato alcun rischio. Chiaramente è stato commesso un errore. Forse non così grave come ha sostenuto il capo della Procura federale Maurizio Ravaglia che, in un intervista uscita lo scorso settembre sempre su “Il Giornale di Vicenza”, disse: “La società, compiendo quello che io non posso definire un errore né tecnico né in buona fede, ha commesso un illecito molto grave per la giustizia sportiva. Ha rischiato anche che la FIT scegliesse la strada del giudice ordinario, perché in fin dei conti parliamo di quattrini che non sono affluiti nelle casse della federazione”. Ravaglia ha pure respinto la versione secondo cui il numero di tessere irregolari fosse di appena 7. “Semplicemente il nostro Sostituto Procuratore (il torinese Fulvio Brizio, ndr) s’è fermato. Tanto bastava”. Su questo ci permettiamo di dissentire: la gravità è diversa se il numero di tessere irregolari sono 7, 20, 100 o 300. Ad ogni modo, pare che anche in questo caso ci sia stato un “trattamento particolare” per il River. Altri club in situazioni più o meno analoghe avrebbero ricevuto lettere o avvisi dalla FIT in cui si invitava a regolarizzare varie posizioni onde evitare le sanzioni previste. Di certo il River Vicenza non ha ricevuto nessun avviso di questo tipo.

L'altro procedimento aperto nei confronti del River Vicenza riguardava proprio l’asta vinta. Se in una delle tre società era presente Luca Costalonga, in un’altra era presente Chiara Brogliato, moglie dello stesso Costalonga. I verbali dell’asta, tenutasi nell’aprile 2010 (e ancora reperibili sul sito del Comune di Vicenza), riportano lo scenario (piuttosto aspro) in cui si è tenuta l’asta. A un certo punto, dopo la lettura delle buste, sul verbale viene riportato quanto segue:

"L’aggiudicazione definitiva è subordinata all’approvazione di formale provvedimento, previa verifica della sussistenza dei requisiti autocertificati in sede di gara (l’assenza di procedimenti disciplinari aperti dalla FIT, nota di Bisti).

Sempre nel verbale si legge: "Il Signor Bettini Andrea chiede che venga messo a verbale quanto segue: 'Il Signor Costalonga Luca, consigliere di Old Tennis Club Vicenza s.r.l., e la Signora Brogliato Chiara, legale rappresentante di ASD Palladio Tennis Team 2, sono marito e moglie. In base a questa situazione soggettiva potrebbe essere venuta meno la condizione di segretezza delle offerte presentate dai candidati'"”

Sempre nel verbale: "Il signor Filippo Schiavo chiede che venga messo a verbale quanto segue: '“Nella seduta del 13.4 u.s. il Signor Mantegazza Andrea, Presidente dell’Associazione Sportiva 98 Dilettantistica di Vicenza, avrebbe insinuato che altri concorrenti non fossero in possesso di tutti i requisiti richiesti dal bando, essendo stato avviato da parte della Federazione un procedimento di infrazione, subito zittito dal Signor Bettini Andrea. L’avviso di avvio del procedimento di infrazione dovrebbe essere conosciuto solo dall’interessato e dalla Procura Federale”

Insomma: gli uni (quelli che hanno vinto) sottolineano l'indebita presenza di marito e moglie in due cordate diverse, il che avrebbe precluso la segretezza delle offerte.

Gli altri (quelli che avevano visto l'asta ma hanno ugualmente perso il circolo) sostengono che il presidente dell’AS 98 (poi definitiva assegnataria) non avrebbe dovuto sapere che i concorrenti del River non avevano i requisiti per vincere l’asta (vedi la clausola già descritta). Infatti come avrebbe potuto saperlo? I procedimenti della Procura Federale sono o non sono soggetti a riservatezza? Chi lo avrebbe informato?

Ad ogni modo l’assegnazione dell’impianto – in virtù (recita ancora il sito del Comune) "dell’insussistenza dei requisiti contrattuali previsti dal bando di gara e violazione delle norme in materia di pubblici appalti"– era automaticamente andata all’AS 98 di Bettini, Mantegazza ed Enrico Zen, amico di vecchia data di Gianni Milan. In passato, Zen, discreto giocatore, è stato sponsorizzato dalla Diadora (quando Milan lavorava per questa azienda) e dalla Dunlop, quindi successivamente anche da Lotto e Wilson, le aziende di cui Gianni Milan è oggi rappresentante. Oltre ad essere componente della Commissione “Campionati e Classifiche”, oggi Enrico Zen è anche consigliere del Comitato Regionale Veneto (carica ricoperta anche da Mantegazza). Attualmente, sia presso il “Comunali” (il nuovo nome del River) che presso il Palladio, sono in esposizione i prodotti Lotto e Wilson (che dà in prova anche le racchette). Il circolo Comunali, consegnato ai nuovi gestori nel settembre 2010 è diventato sede del Centro Tecnico Federale del Veneto dove si svolgono gli stage e dove si è tenuto anche il corso maestri di primo livello lo scorso inverno. Recentemente presso il “Tennis Comunali” sono stati costruiti 4 campi in sintetico nell’ambito del “Progetto Campi Veloci” lanciato lo scorso anno dalla FIT. Ad oggi Luca Costalonga e Filippo Schiavo hanno trovato ospitalità presso il Country Club, un circolo non affiliato alla federazione. Nel frattempo, la bella Petra Cetkovska non gioca più le gare a squadre in Italia. Completamente ignara di quanto è accaduto al suo ex circolo.

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Questa storia è rimasta nel cassetto per troppo tempo, ma ha rischiato di restarci per sempre. Se è emersa a livello pubblico, gran parte del merito è di Antonio Simeone, giornalista e collaboratore de “Il Giornale di Vicenza”. Simeone è stato l’unico, dalle colonne del suo giornale, a cercare di approfondire la questione. Il suo articolo del 18 agosto scorso ha causato la reazione di Maurizio Ravaglia (capo della Procura Federale), il quale ha chiesto al giornale un’intervista-rettifica. Ravaglia, tuttavia, ha rifiutato di farsi intervistare da Simeone e ha chiesto che a realizzarla fosse un altro giornalista (Andrea Mason). Antonio Simeone è regolarmente tesserato per la federtennis: a lui il merito, da tesserato, di aver pubblicato un articolo e raccolto testimonianze sicuramente “delicate”. Non tutti l’avrebbero fatto. (Ri. Bi.)

Riccardo Bisti

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