01/02/2012 13:29 CEST - Rassegna Stampa del 31 Gennaio 2012
Djokovic, tennis oltre l'infinito "Il segreto? Studio le mie onde" (Semeraro), Uomini a senso unico, donne in ordine sparso (Viggiani), Djokovic, la potenza passa anche dal cuore (Crivelli)
31.01.2012
Rubrica a cura di Daniele Flavi
Djokovic, tennis oltre l'infinito "Il segreto? Studio le mie onde"
Stefano Semeraro, la stampa del 31.01.2012
Vi spiace se rimango a sedere qui? Non credo di essere in grado di alzarmi...». Dieci ore dopo aver steso Nadal nella più lunga finale di un torneo dello Slam, 5 ore e 53 minuti, Novak Djokovic avrebbe ancora bisogno di un letto. I serbi sono famosi per i loro party scatenati, ma Nole scuote la testa: «Sono arrivato in hotel alle cinque meno un quarto di mattina, e non avevo un grammo di energia per festeggiare, anche se non sono riuscito a dormire fino alle 8. La mia fidanzata dormiva già da un pezzo, io ho letto un po' e poi mi sono messo a guardare gli highlight della partita: da non crederci, vero? Però va bene così. Un conto è quello che senti tu sul campo, un conto quello che vedono gli spettatori. Ora posso dirlo: è stato un gran bel match». Molti si chiedono come lei abbia fatto a recuperare dopo i cinque set con Mur24 5 193 Anni Slam vinti Punti Nole Djokovic Da Djokovic: Messi a segno ènato Australian da Djokovic a Belgrado Open 2008, nella finale evive 2011 e2012, in Australia a Montecarlo Wimbledon, contro Us Open 2011 i 176 di Nadal ray, con un giorno di riposo in meno rispetto a Nadal, e vincere lo stesso una maratona del genere... «Andando al giardino botanico. Ho passato un sacco di tempo al parco, perché amo la natura. E poi sonno, stretching, massaggi». Ha vinto tre Slam di fila: quest'anno riuscirà a vincerli tutti e quattro, compreso il Roland Garros che ancora le manca, e chiudere il Grande Slam? O Nadal, almeno sulla terra, rimane più forte? «Il Grande Slam è l'obiettivo più alto che puoi chiedere a te stesso. Dipende da quanto ci credi. Nell'ultimo anno e mezzo ho avuto momenti straordinari, sto giocando il miglior tennis di sempre, e l'anno scorso sulla terra sono riuscito a battere Rafa, anche a Roma. Parigi è alla mia portata, allo Slam ci sto pensando, non è un segreto. Ma la strada è lunga». E gli impegni sono tanti: la Coppa Davis, gli Slam, le Olimpiadi... «Gli Slam sono la mia priorità. E una questione di programmazione, devi studiare le "onde" del tuo rendimento in base agli obiettivi. Seguirò la strategia delle onde anche quest'anno, anche se per me sarà difficile sacrificare qualche torneo. Non giocherò in Davis, ma forse tornerò a Montecarlo». Quando ha capito che era diventato l'uomo da battere? «Dopo gli Us Open dello scorso anno. In nove mesi ho vinto tre Slam e perso appena un paio di match. Anche in passato mi concentravo soprattutto sugli Slam, per due o tre anni sono stato il n.3, ma quando arrivavo ai turni decisivi non riuscivo mai a dare il meglio, a giocare il mio tennis di serie A. Specialmente contro Federer e Nadal: perché non avevo la loro forza mentale. Ora credo più in me, so cosa devo fare nei grandi match. Ho imparato da Rafa e Roger a mantenere la calma e tirare i colpi migliori al momento giusto. Sono stati loro a insegnarmi come batterli, come vincere gli Slam». Domenica notte, in campo, si è reso conto del livello che ha raggiunto? «Ci sono momenti in cui ti sembra di giocare senza sforzo. Tutti i grandi tennisti conoscono la sensazione, noi diciamo "essere nella Zona". Senti di non avere altra scelta che giocare al massimo. E ci riesci». La fede ha qualcosa a che fare con la sua forza interiore? Lei è molto religioso, il patriarca Ireneo l'ha insignito della più alta onorificenza della Chiesa Ortodossa serba, la croce di San Sava, e anche prima del torneo è andato a messa. «E il premio più importante che ho ricevuto. Da atleta e da persona religiosa non so spiegare quanto sia importante per me la fiducia che mi trasmette il Sinodo. I miei successi sono frutto di un duro lavoro, della fiducia in me stesso, e dell'amore verso i miei cari e verso Dio». Ha vinto dappertutto: qual è la sua superficie migliore? «Il cemento, è lì che ho ottenuto i miei successi più importanti. In Serbia sono cresciuto sulla terra, ma dall'anno scorso ho iniziato a pensare che la mia seconda superficie preferita sia l'erba...». Qualcuno dice che il suo è un tennis da videogame. D'accordo? «Lo prendo come un complimento. Mi sono già scusato con Rod Laver perché non gioco mai serve&volley, ma contro tipi come Murray o Nadal non c'è tempo e modo di farlo, rispondono in maniera pazzesca. Mi spiace gente, ma il nostro è un tennis da fondocampo». Le verità del serbo Trance Ci sono frangenti in cui senti di non avere altra scelta che tirare al massimo Fiducia Ora credo più in me stesso, so cosa fare nei momenti importanti Fede Dietro i miei successi c'è il lavoro, l'amore verso i miei cari e verso Dio.
Uomini a senso unico, donne in ordine sparso
Mario Viggiani, il corriere dello sport del 31.01.2012
Da Wimbledon 2003 il "triunvirato" domina gli Slam In campo femminile, invece, le vincitrici sono ben 14! Prima della Azarenko tre tenniste al primo posto della classifica senza aver mai vinto un titolo che conta di Mario Viggiani. Qualcuno dovrebbe sempre spiegare perché negli Slam i monte-premi pan sono, per uomini e donne. I tornei maschili sono al meglio dei tre set su cinque e facilmente le partite durano il doppio di quelle femminili, ma tant'é... Se i soldi in palio sono gli stessi, i risultati dei quattro Slam sono ben diversi, sui due fronti. Tra gli uomini, ormai non si scappa: mettete in bussolotto tre bigliettini con i nomi di Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer, tanto il nome del vincitore uscirà sempre e solo tra questi. Se invece c'è da pronunciarsi sulle donne, tutto si fa più difficile. II gruppo delle candidate alla vittoria è sempre molto numeroso: comprende più o meno tutte le Top Ten, con l'aggiunta di altre giocatrici a ridosso delle migliori dieci del momento (la nostra Francesca Schiavone per tutte) e qualche nobile decaduta in classifica solo per problemi fisici di ordine vario (le sorelle Williams più di altre). I numeri sono sempre la fotografia perfetta di discorsi come questi. E quelli dall'avvento di Roger Federer, ovvero dal primo dei 16 Slam vinti dallo svizzero, ovvero Wimbledon 2003, illustrano chiaramente le due facce della medaglia tennistica. UOMINI - Qui un numero dice tutto, o se preferite ha un peso specifico irraggiungibile da tutti gli altri: da allora, partendo quindi dal torneo sull'erba londinese, ben 31 Slam su 35 sono stati vinti dai tre tenori della classifica Atp: 16 per Federer, primatista assoluto nella storia di questo sport, 10 per Nadal e 5 per Djokovic. Solo quattro giocatori sono riusciti nella difficile impresa di farli steccare: ovvero Marat Satin agli Australian Open 2005, Gaston Gaudio al Roland Garros 2004, Andy Roddick agli US Open 2003 e Juan Martin Del Potro a quelli del 2009. Come si vede, "Delpo" è anche l'ultimo ad avercela fatta: da allora sono 9 gli Slam consecutivi che si sono spartiti i tre più forti, peraltro lo stesso Federer solo una volta (Australian Open 2010) si è inserito in quello che sembra ormai un duetto tra Djokovic e Nadal, i quali dall'ultimo Slam vinto da Roger si sono spartiti gli otto successivi. D'altronde, con quella di Melbourne sono tre le finali di fila disputatesi tra il serbo, numero 1 dal 4 luglio 2011, e lo spagnolo, precedente leader della classifica dopo aver spodestato a sua volta lo svizzero. Alle loro spalle, e da un pezzo, c'è il povero Andy Murray: etichettato ormai con un bel perdente, ma forse lo scozzese ha solo la colpa di non arrivare agli acuti dei tre tenori. DONNE - Gli Slam femminili, invece, danno poche certezze. E meno male che la 21' leader della classifica Wta, Victoria Azarenka, ha piazzato a Melbourne un colpo doppio: il primo Slam vinto in carriera l'ha lanciata davanti a tutte le altre direttamente dalla terza posizione, dopo che prima di lei erano arrivate al numero 1 ben tre giocatrici (Jelena Jankovic, Dinara Safina e Caroline Wozniacki) anche successivamente mai vincitrici di almeno uno dei quattro *** tornei che contano. Sulla roulette delle donne, la pallina stavolta si è emata sulla casella del-15 énka dopo che già i tre appuntamenti precedenti erano stati vinti da tenniste mai a segno in uno Slam prima del 2011: nell'ordine Na Li (Roland Garros), Petra Kvitova (Wimbledon) e Samantha Stosur (US Open). E con questo, sono cinque gli ultimi Slam con una vincitrice sempre diversa.
Djokovic, la potenza passa anche dal cuore
Riccardo Crivelli, la gazzetta dello sport del 31.01.2012
Calimero è cresciuto. Novak adesso porta ali da rapace. Quando conquistò l'Australian Open nel 2008, il primo Slam della carriera, Djokovic passò più tempo a rispondere alle domande sul perché non avessero vinto Federer o Nadal che non sulle ragioni del suo successo. Tutti, pur riconoscendogli qualità eccellenti, lo consideravano l'intruso che avrebbe raccolto le briciole lasciate dai due fenomeni. Motivazioni Per due anni, Nole ne ha sofferto, ma dalle ceneri di molte sconfitte è sorto il dominatore di oggi, l'uomo dei tre Slam consecutivi, delle 70 vittorie in una stagione, capace di annichilire sette volte di fila Nadal anche sul terreno della pura battaglia fisica e agonistica. Novak è stato un campione anche nell'etica della sconfitta: «Credetemi, è frustrante trovarsi di fronte due dei più grandi giocatori della storia, essere considerato il perenne numero tre. Però, ogni volta che perdevo con loro, mi chiedevo cosa potessi fare per raggiungere quel livello, senza arrendermi all'idea che non ci fossero soluzioni». John McEnroe ci passò e sa cosa significhi: «Quando arrivai sul circuito, mi sentii dire che non potevo pensare di avvicinarmi a Borg e Connors. Non sapete che motivazioni mi diede una frase del genere. La stessa cosa è successa a lui». L'ambienta Del resto, non possono esistere ostacoli, psicologici o tecnici, per chi se ne è andato di casa a 6 anni per diventare un campione, ha conosciuto le bombe a Belgrado nel 1994 e a 12 era già in giro per il mondo con una racchetta in mano. Eppure, il legame con la famiglia e la Serbia, che trova in una spiccata religiosità un formidabile senso di appartenenza (è ambasciatore della Chiesa ortodossa), nel tempo è diventato un propellente quasi mistico. Novak ama ricordare che «è stata la vittoria in Davis nel 2010, con un paese in delirio, a farmi capire che ero sulla strada giusta per provare a diventare numero uno», mentre Dejan Petrovic, australiano, uno dei suoi primi allenatori, ora tornato a Belgrado, prova a spiegare cosa significhi Djokovic per il suo paese: «Quello che sta facendo è incredibile, non si può quantificare quale clamoroso impatto abbia avuto sulle migliaia di bambini che vogliono imitarlo». ON andai Con queste premesse, si capisce come Nole riponga una fiducia cieca negli amici e nel team che ha creato negli anni. La fidanzata, Jelena Ristic, un trascorso da studentessa alla Bocconi, in Australia ha molto colpito per l'eleganza sobria e un tifo appassionato ma non sguaiato in tribuna: «La guardavo lassù e non potevo perdere». Dopo le 4 ore e 50 di battaglia contro Murray e un giorno in meno di riposo rispetto a Nadal, «Djoker» ha elogiato coach Vajda e lo staff medico, di cui non fa più parte Igor Cetojevic, l'uomo che nel 2010 ne scopri la celiachia e lo fece diventare cultore dell'agopuntura: «Sono sicuro che grazie a loro disputerò una grande finale». Milan Amanovic e Gebhard Phil-Gritsch, i fisioterapisti che già seguirono Muster, non fanno mistero sui motivi della trasformazione: «Una nuova dieta, lo yoga e un mental trainer». Poi serve qualcos'altro: «Io spesso gioco con il cuore. Credo sia meglio della testa». Parola di rapace.
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Syl
23/05/2012 00:16
Bellissimo articolo... E' stato scritto da un italiano? :-P
A parte la domanda retorica, chi [...]
Syl
23/05/2012 00:12
Tantissimi auguri anche da parte mia... penso io allo spumante... No bollicine no party! ;)
Syl
23/05/2012 00:09
Impossibile fare un pronostico. Dipende da quale versione di Nadal, Djokovic e Federer entrano in ca [...]
carla
23/05/2012 00:09
Ha già lasciato dei traccianti nella storia del tennis, impossibile cancellarli... ;)
Syl
23/05/2012 00:08
Non sono tanto d'accordo sul fatto che giochi senza pensare... Non è senza pensare che ha battuto R [...]
Syl
23/05/2012 00:05
Wow, dare del meticcio a un giocatore in senso dispregiativo, è un pò come dare dell'africano a Ts [...]
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