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01/02/2012 10:15 CEST - L'INCORDATORE RISPONDE

Questi piccoli e grandi trucchi

TENNIS - Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata al mondo delle racchette e delle attrezzature. Dopo la finale Slam più lunga della storia, andiamo ad analizzare gli effetti sul gioco di Nadal dei 3 grammi aggiunti sulla testa della sua Aeropro Drive. Passiamo poi a scoprire il piccolo segreto di Ferrer: come avrebbe detto Beppe Viola, è questione di centimetri... Gianmarco Righi

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Novak Djokovic è stato di nuovo l’avversario di Rafael Nadal in finale. Ancora loro…. Sembra quasi un prosieguo della stagione passata, col serbo che vince in una semi finale da 5 ore e di altissima intensità, con lo scozzese Andy Murray (e proprio come lo scorso anno sfoderando prodezze balistiche in momenti del match in cui sembrava finito), e con Rafa che sembra aver ritrovato la freschezza fisica degli anni d’oro, battendo un Roger Federer dato da molti per favorito.

Dopo la finale più lunga nella storia degli Slam, rimangono gli interrogativi sul 2012 di Rafa.Sta recuperando le forze, dopo una stagione al di sotto delle sue aspettative ed ambizioni, è scattato qualcosa, sta cercando qualcosa di nuovo che gli permetta di emergere nei momenti di difficoltà? Lo scorso anno tutti hanno potuto osservare gli eccellenti risultati della dieta ”anti-celiachia” di Novak Djokovic : infatti fu proprio il grandissimo lavoro di pianificazione alimentare svolto dal nutrizionista Igor Cetojevic a dare all’attuale numero uno al mondo ciò che gli mancava per poter prevalere sui due colossi del tennis mondiale Roger Federer e Rafael Nadal; ora ci si chiede, anche se per certi aspetti potrebbe essere un po prematuro, se anche lo spagnolo abbia giocato qualche asso nella manica, per cercare di imporsi su Novak Djokovic che l'ha sconfitto per sette volte di fila.

A dir la verità qualche piccolo cambiamento nella “routine” sportiva di Nadal c’è stato, e gia ce lo si poteva immaginare se si ripensa alle dichiarazioni post US Open 2011 del maiorchino: in cui egli stesso affermava di voler perfezionare il servizio, poiché gli sarebbe stato di grande aiuto per districarsi dai momenti difficili di un match. Ebbene le variazioni di cui parlavo poco fa, non riguardano né l’allenamento, né il regime alimentare: ma sono inerenti alla racchetta; sono infatti state apportate piccole ma significanti modifiche alla sua Aeropro Drive, sono stati aggiunti 3 grammi di peso, sulla testa della racchetta. Apparentemente potrebbe sembrare una modifica dell’importanza molto relativa, in effetti se gia il telaio (non incordato) pesa attorno ai 300 grammi, potrebbe sembrare strano che 3 gr cambino radicalmente, o comunque in modo incisivo, molte proprietà della racchetta, ed invece è un cambiamento che merita un approfondimento.

Tanto per quantificare il cambiamento inziamo col dire che la racchetta in esame, a seguito delle modifiche, è passata dai 311 gr di prima ai 314 gr di ora: come prima ed inevitabile conseguenza della piombatura sulla testa avremmo un cambiamento del bilanciamento del telaio, che passerà dai 32.50 cm di prima ai 32.63 cm di adesso. Per capire fino in fondo l’entità di questo cambiamento occorre citare un concetto che forse non tutti conoscono, e che è fondamentale in queste circostanze : SWINGWEIGHT (primo momento). Lo swingweight è il più importante parametro che determina la manovrabilità di una racchetta: più questo valore è alto, meno manovrabile sarà l’attrezzo; certo la scelta dello spagnolo lo porterà ad avere una sensazione iniziale di minor padronanza sullo strumento, ma questo andrà a vantaggio della spinta che sarà trasferità sulla pallina, infatti il bilanciamento alla testa conferirà più potenza alla racchetta ( si noti infattti che lo swingweight della racchetta Aeropro di Nadal è passato dai 308 gr del 2011 ai 316 gr di ora).

Sicuramente con tale variazione si potrà veder risolto il problema dello scorso anno: il maiorchino,infatti, che è dotato di un top spin esasperato, giocava spesso colpi che di poco superavano la linea del servizio, dando così l’opportunità all’avversario di mettere i piedi in campo e chiudere lo scambio con poche speranze per Nadal (specialmente se ciò avviene in un periodo in cui fisicamente non si è al meglio); anche il servizio ne potrebbe trarre giovamento, in quanto il peso apportato alla testa gli permetterà di essere più incisivo sulla battuta, a causa della maggiore massa che si scarica sulla pallina e della rapida chiusura della testa della racchetta in fase di impatto con la palla.

Lo stesso ex numero uno del mondo si dice abbastanza soddisfatto di questo cambiamento, affermando (le dichiarazioni citate risalgono a Dicembre 2011) che quei 3 gr apportati alla testa potrebbero aiutarlo in molti aspetti del suo gioco, ma si riserva ancora un po di tempo per “approvare” in toto questa variazione, in quanto a dicembre non ha potuto effettuare una preparazione completa a Maiorca a causa di piccoli problemi alla spalla che lo hanno tenuto lontano dai campi per un paio di settimane; ha inoltre confermato di aver notato miglioramenti in termini di uscita di testa della racchetta e quindi maggior potenza. Nadal infatti gradisce molto, specialmente sulle palle alte, il fatto di poter permettersi di impattare con minor forza, in quanto la testa del telaio esce molto più velocemente, il tutto è andato un po’ a scapito del controllo, ma il primo impatto sembrerebbe essere stato positivo.

Sempre stando in terra iberica, ed a proposito di variazioni di telai, un altro atleta che ha apportato significanti cambiamenti all’attrezzo di gioco è David Ferrer: lo spagnolo è il tennista più basso della “top ten” del circuito ATP (1,75 m), e per compensare questa carenza gioca con una racchetta che supera, in termini di lunghezza, la media; infatti così come di regola le racchette si aggirano intorno ai 68.5 pollici o 68.6; quella dello spagnolo tocca i 70.8 pollici. E’ una scelta molto logica quella di Ferrer, che compensa la bassa statura (che lo penalizza senza dubbio per la copertura del campo) con la maggior lunghezza dell’attrezzo: infatti, per questo parametro, 1 pollice di lunghezza aggiuntivo ad una racchetta, può aumentare la copertura del campo da parte del giocatore circa del 5%, mentre 2 pollici arrivano ad offrire una maggior copertura di campo fino al 13%.

Sicuramente questa scelta avrà anche risvolti negativi, come ad esempio la minor padronanza dello strumento specialmente in fase difensiva e in situazione di volée: si pensi infatti alla racchetta da tennis come una leva; maggiore è questa leva, maggiore sarà la spinta esercitata sulla pallina, ma con conseguente perdita di manovrabilità e qualche difficoltà in più a muoverla nella’aria in fase di preparazione del colpo. D’altro canto, però, oltre alla maggior copertura di campo, un incremento di lunghezza della racchetta permette anche di raggiungere più rapidamente la palla (e questo per i giocatori di statura non particolarmente elevata è un gran vantaggio), ed in più con l’aumentare della lunghezza della “leva” aumenteranno anche potenza (nell’ordine del 10% per ogni pollice aggiunto al telaio) e lo spin (questo perché maggiori lunghezze aumentano la velocità della testa della racchetta) , con annesa diminuzione del momento torcente del telaio (che sarebbe il momento delle forze che agiscono perpendicolarmente all’asse di rotazione senza intersecarlo).

Si tratterà di vedere se tutte queste variazioni porteranno anche a veri e propri cambiamenti a livello di risultati, da parte degli atleti…. Staremo a vedere, la stagione è ormai iniziata, in bocca al lupo a tutti i giocatori e buon tennis a tutti…
 

 

Gianmarco Righi

Partnership

 

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