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04/02/2012 11:35 CEST - Rassegna nazionale

La Errani scommette sulla terra promessa (Martucci). La Errani per merito, le Williams per i Giochi (Valesio)

4-2-2012

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La Errani scommette sulla terra promessa (Vincenzo Martucci, Gazzetta dello Sport 4-2-2012)

Facce sorridenti e facce scure, anche in questo facile primo turno di Fed Cup. Da una parte Flavia Pennetta, che tenta invano il recupero dopo la lombosciatalgia, e Roberta Vinci, che sperava nella ribalta, dall'altra Francesca Schiavone, rinfrancata dal tepore di squadra dopo l'insolazione agli Australian Open (leggi Oprandi), e Sara Errani, l'eroina dei quarti di Melbourne e della prima finale Slam tutta azzurra, che oggi e domani, deve superare un altro test-qualità, più che in singolare e doppio, contro l'Ucraina, e sulla terra indoor del palasport di Biella, con se stessa: verso le prime 20 del mondo (da 34). «Intanto, mi sono preparata al "rosso", dove giocherò il primo torneo, a Bogotà. Il cemento mi piace, mi ha dato i maggiori risultati, ma la mia prima superficie resta la terra. Così come il sogno è un podio olimpico, in doppio, con Roby (Vinci)».

Cemento vuol dire Bollettieri Academy, a 12 anni, in Florida.

«Piangevo tutti i giorni, ma ho imparato a soffrire prima delle coetanee. Così, poi, ho sopportato meglio i problemi dei tornei».

Terra vuoi dire Valencia, dal 2004 ad oggi.

«E prima Lugo, Forlì, i maestri Pambianco e Casadei, e la scuola di Bruguera a Barcellona, finché non ho conosciuto Pablo Lozano e la Tennis Val dove sono transitati in tanti: dai Safin a Kirilenko, dalla Medina a Gimeno, ma soprattutto Ferrer. Che bello quando mi paragonano a lui perché lotto tanto in campo, David è un vero esempio».

La forza di Ferrer è non perdere coi più deboli.

«Costanza e continuità sono anche la mia forza. Prima il problema ce l'avevo soprattutto con le più forti. Sto migliorando. Sono molto contenta: allenandomi e dandomi sempre al massimo, tutta la mia vita, e non ponendomi mai limiti, ho avuto la conferma che posso fare ancora di più. E voglio continuare così, alla scoperta di me stessa».

Che cos'ha imparato da Schiavone, Pennetta e Vinci in Fed Cup?

«A gestirmi nei tornei, nelle situazioni, negli allenamenti. Mi hanno dato l'esperienza. E lo stimolo a far meglio».

Melbourne e Biella sono un passaggio di testimone: le pesa anche essere la prima delle giovani?

«Non riesco proprio a vedere Schiavo, Flavia e Roby che mollano. Dietro, crescono Burnett e Calegaro, altre verranno».

Qual è il segreto delle regine di tre Fed Cup?

«L'atmosfera del gruppo: siamo tutte contente di giocare a tennis e a Burraco, la sera. E tutte tentiamo di barare».

Lei pure bara un po': occhi celesti, dolci, appena 1.64 d'altezza, eppure ha una grinta pazzesca.

«Il tennis mi fa esprimere, ma sono sempre stata competitiva, anche a basket, calcio, nuoto e biliardo che mi piace tantissimo. In generale, quando mi metto in testa un obiettivo, divento "un martello pneumatico, al limite della pesantezza", come dice Roby (sempre Vinci), la mia migliore amica (…)

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La Errani per merito, le Williams per i Giochi (Piero Valesio, Tuttosport 4-2-2012)

DOVE eravamo rimasti? Alla sconfitta di Mosca contro la Russia dell'anno scorso quando Flavia Permetta e Francesca Schiavone non c'erano e toccò a Sara Errani e Roberta Vinci il compito indubbiamente ingrato di affrontare le russe a casa loro e sul loro terreno. Non andò bene e lo si sapeva. Ma vale la pena di ricordare che allora ci fu chi, anche legittimamente, si domandò se per l'Italia del tennis femminile fosse arrivata la conclusione di un'epoca. In realtà quel momento è ancora di là da venire: lo testimonia il fatto che la squadra che oggi e domani a Biella affronterà l’Ucraina nel primo turno della Fed è quella dei giorni migliori e anzi Corrado Barazzutti ha deciso di aprire una finestra verso il futuro concedendo a Sara Errani, fresca di un quarto di finale in singolare e di una finale di doppio a Melbourne, l'onore di giocare come prima singolarista contro la più minacciosa delle ucraine, Kataryna Bondarenko.

ABBORDABILE La pratica biellese va evasa con una semplice considerazione: si tratta di un turno abbordabilissimo la cui unica pericolosità sta nel fatto di essere abbordabilissimo. La più grossa e più bruna delle sorelle Bondarenko perse contro la Errani già nel confronto di Fed a Olbia quando Sara non era ancora quella capace di giocare quasi alla pari con Petra Kvitova all'Australian Open due settimane fa. Poi Francesca Schiavone affronterà la quasi carneade Lesia Tsurenko. Detto anche con un po' di scaramanzia che l’talia dovrebbe uscire vincitrice di questo confronto: lo sguardo vola al turno successivo, ad aprile, quando dovremo affrontare Repubblica Ceca o l'effervescente Germania: quasi una finale a anticipata. Nel frattempo Corrado Barazzutti ha spiegato la scelta di lasciare Flavia Pennetta in panchina con due semplici motivi: Flavia si sta riprendendo dall'infortunio alla schiena che ha pregiudicato anche l'Australian Open e Sara ha giocato un grande torneo a Melbourne. Merita questa opportunità.

STRANEZZE Ma il tema di oggi, ricorrente quando si parla di competizioni a squadre, è la Fed Cup nel suo essere. Il match di certo più appassionante di questo primo turno si giocherà negli Stati Uniti a Worchester. Da una parte ci saranno le sorelle Williams (proprio loro) che tornano a giocare le Fed dopo quasi cinque anni di assenza. Manco si fecero vedere due anni fa per la finale, quando l'Italia s'impose a San Diego. E dall'altra parte della rete ci sarà Vika Azarenka, la bielorussa fresca vincitrice di Melbourne. In pratica una bella fetta di gotha dei tennis mondiale. Noblesse oblige potrebbe dire qualcuno in riferimento alle sisters visto che se non avessero preso parte all'incontro avrebbero dovuto in buona sostanza dire addio al pass olimpico per Londra: resta il fatto che un tale concentrato di tecnica e possanza inserito in un match della serie B del tennis femminile (tabellone dove quest'anno albergano anche Australia e Francia) suscita un certa impressione (…)

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