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06/02/2012 12:57 CEST - Rassegna Stampa del 6 Febbraio 2012

L'Italia batte I' Ucraina e ritrova la Schiavone! (Martucci), Trionfo Italia. Rinasce la Schiavone. Decide il doppio (Valesio), Rocambolesca qualificazione con l'Ucraina a Biella (Piccardi), L'Italia si salva sul filo di lana (Palizzotto)

6.02.2012

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Rubrica a cura di Daniele Flavi

L'Italia batte l’Ucraina e ritrova la Schiavone.

Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 6.02.2012

Poteva essere molto più facile, doveva essere molto più facile questo primo turno di Fed Cup che proietta l'Italia alle semifinali del 21-22 aprile in trasferta, sul veloce indoor tanto amato dalla numero 2 del mondo, Petra Kvitova e dalla sua Repubblica ceca. Poteva essere molto più facile, questo soffertissimo 3-2, sulla terra rossa del palasport di Biella, deciso solo al doppio di spareggio dalla coppia azzurra più forte in assoluto e anche più affiatata, ma che s'è sciolta nei tornei juniores, quando Flavia Pennetta e Roberta Vinci vincevano il Roland Garros di categoria 1999, sposandosi poi, da pro, con altre compagne ma continuando ad avere successo. Ragazze, perché non rimettete insieme anche la vostra amicizia e non vi giocate la medaglia di doppio all'Olimpiade di Wimbledon? Siete migliori di Pennetta-Schiavone ed Errani-Vinci. Passione L'Italia poteva vincere 3-0 contro l'Ucraina-baby, senza la veterana Alona Bondarenko. Ma, se Francesca Schiavone…. «Sui punti importanti ho tirato fuori qualcosa in più, quando sei lì, un pochino ti lasci andare e le tensioni calano lasciando uscire il gioco. Nel momento in cui lei ha dubitato, grazie a un po' di esperienza, ho risolto. Ma quest'Ucraina ci porta male: ogni volta ci succede qualcosa», sottolinea la milanese dopo il 6-7 7-5 6-4, corso accelerato di 2 ore 50 minuti per i 5000 di Biella sui misteri del tennis donne e di quello a squadre. «Quanta passione, come quando mi batte forte il cuore perché voglio che vinca la nazionale di pallavolo: questo calore mi ha aiutato a portare a casa la vittoria». E, dopo l'emozione del quasi 1-2 che diventa 2-1, l'Italia poteva vincere 3-1, se il tennis fosse una scienza esatta e sommasse solo classifiche, risultati e precedenti come un freddo computer. Invece è «il gioco inventato dal diavolo», copyright Adriano Panatta. E, nelle gare a squadre, è ancora più diabolico. Perché mette le ali al trottolino Tsurenko che già nascondeva un cuor di leonessa - «È più forte del suo 121 del mondo», aveva scommesso il dottor Pierfrancesco Parra dopo averla vista in Australia — e azzoppa pure Sara Errani, l'eroina dei quarti a Melbourne. Perché magari la romagnola non avrebbe più recuperato da 1-6 0-1 con break. Ma, senza «la compressione meniscale al ginocchio destro», avrebbe lottato e non avrebbe alzato bandiera bianca sullo 0-3. Cedendo il punto del 2-2, e lasciando il campo «preoccupata» sulla via di Bogotà e dei tornei sulla terra in Sud America, adesso che era in formissima.

Trionfo Italia Rinasce la Schiavone Decide il doppio

Piero Valesio, tuttosport del 6.02.2012

La testa. Sta tutto lì. E' tra sinapsi e neuroni che si annidano i segreti dei successi e delle sconfitte. Come sarebbe tutto più facile se ce ne rendessimo conto sempre e se ce ne ricordassimo ogni mattina quando scendiamo dal letto. E' la testa che comanda, che guida, che influenza. A volte perfino a insaputa del suo proprietario, o della sua proprietaria. Se poi la succitata proprietaria gioca a tennis ecco che la testa gioca un ruolo fonda-mentalissimo, a volte totale. Ieri è successo, tanto per dire. RESURREZIONE La testa che ci ha permesso, pur con più di un patema d'animo, di superare l'Ucraina al doppio e accedere di nuovo alle semifinali di Fed Cup. Ma mai incontro fu più contrassegnato da sbalzi di rendimento, di umore, di concentrazione. Mai risultato fu più influenzato da eventi casuali come la Schiavone che il primo giorno praticamente non gioca, poi gioca e vince in modo assolutamente schoiavonesco; la Errani che forse tradita dalla tensione d'infortuna; il doppio Pennetta-Vinci inventato sul momento da Barazzutti (anche se in gioventù le due avevano giocato molto e con grande profitto) che vince il primo, quasi si rifiuta di giocare il secondo e poi risorge conquistando un match rocambolesco. Ci vuole testa oltre che un fisico bestiale per vincere una partita così. Na le ragazze del tennis italiano ne sanno una più del diavolo anche quando si tratta di dover sfidare la sorte sul proprio terreno. Cosa se non la testa ha permesso a Flavia e Roberta di risollevarsi dopo un umiliante set perso a zero e annichilare le avversarie (un doppio mica da buttare via peraltro) nel terzo? …Francesca lo ha fatto in perfetto stile William a grazie ad un foglio di carta piegato a metà e riposto nella sacca su cui erano indicate le linee guida per trovare il proprio centro di gravità permanente. Linee che quando si è su un campo da tennis a correre per ore magari dormono nell'inconscio. Leggerle serve a ridestarle, a far sì che, alla stregua di tanti piccoli Troll prendano ad agitarsi e condurre la loro proprietaria all'obiettivo prefissato. SCENA II fatto è che dopo la pausa e la mini seduta di autoanalisi la testa della Schiavone ha preso a funzionare e quella della Bondarenko è uscita di scena. Come definireste altrimenti il fatto che l'ucraina fosse in vantaggio 7-6 5-1 e che da quel momento si sia sciolta come neve (non quella di questi giorni che è ben salda) al sole? E non solo: nel terzo e decisivo set l'ucraina si è portata sul 4-2 e con una palla per andare 5-2: ha commesso un doppio fallo servendo una seconda così moscia e assurda che, se fosse rimasta in campo, avrebbe fatto la felicita di una giocatrice di circolo nemmeno di tenerissima età. Nel foglietto c'erano certamente quei concetti semplici che servono, alla stregua di zuccheri per il fisico, a trovare la forza di valicare le porte che quelle atlete che non sono campionesse aprono quando vengono colte dalla paura di vincere. ORALE CEKE Dopo il grande spavento ora ci si può concentrare sul match che a meta aprile ci attende in Repubblica Ceca. A Biella l'Italia ci ha messo testa e cuore ma la morale è una sola: la grande storia del tennis femminile azzurra non solo non è finita ma continua. E le sue protagoniste hanno imparato a essere letali. Sentite Francesca: •E' importante anche scrutare qual è la condizione psicologica dell'avversaria oltre a curare la propria. La Bondarenko, ad esempio: quando era in vantaggio 5-1 nel secondo set ha avuto dei dubbi. Io invece ho messo in campo la mia esperienza. E quando era avanti 4-2 mi sono accorta che non quella partita lei non sapeva come vincerla. E allora mi sono detto: meglio se me la vado a prendere io, la vittoria.. Capito a cosa può servire un foglietto di carta piegato e riposto nella tasca davanti della sacca?

Rocambolesca qualificazione con l'Ucraina a Biella.

Gaia Piccardi, il corriere della sera del 6.02.2012

La Schiavone si riscatta, la Errani si ritira, alla fine decide il doppio Federation Cup, tormento ed estasi: l'Italia in semifinale Il gineceo si salda in un unico gavettone alle 22.08 di un weekend infernale, nessuno immaginava che superare l'Ucraina a Biella e garantirsi la semifinale contro la Repubblica Ceca (4-1 alla Germania) fosse così complicato, la vera impresa è stata rimettere insieme Francesca, Flavia, Sara e Roberta e riscoprirsi squadra. L'Italia di Fed Cup, quel prodigio di cuori-mani-occhi-polpacci che aveva vinto 3 coppe in cinque anni e poi si era dissolta contro la Russia l'anno scorso (assenti, giustificate, Schiavone e Pennetta), è viva e lotta insieme a noi, sono serviti cinque match per averne certezza (3-2 il punteggio): il tormento e l'estasi di Francesca umiliata dalla n.121 del mondo Lesia Tsurenko (6-1, 6-2) e risorta ieri con Kateryna Bondarenko guardando in faccia i fantasmi (6-7, 7-5, 6-4), l'estasi e il tormento di Saretta Errani reduce dai quarti all'Australian Open, debuttante felice sabato e ritirata ieri contro la Tsurenko (problema al menisco del ginocchio destro: «Avevo fitte tremende») regalando all'Ucraina il punto del 2-2. Palla al centro e tutto da rifare. A quel punto, con la Errani k.o. e la Schiavone prosciugata da 2 ore e 50' di battaglia, accanto alla doppista Roberta Vinci capitan Barazzutti ha mandato in campo Flavia Pennetta, risparmiata in singolare per i postumi di una lombosciatalgia. Se cambiando l'ordine dei fattori il risultato ha sorriso alle azzurre (nel match decisivo Vinci-Pennetta hanno battuto Savchuk-Tsurenko 7-5, o-6, 6-i) è perché c'è una storia che tiene unita come colla le nostre signorine del tennis, ogni sfida è diversa e quella con l'Ucraina presentava insidie nascoste, emerse per strada. C'era da ritrovare la Schiavone dopo Il pessimo avvio di stagione a Melbourne («Il peggior Slam della carriera»), da metabolizzare la crescita esponenziale della Erravi, fino all'altro ieri considerata la mascotte del gruppo, da aver pazienza con i dolori della Pennetta, Il cui tennis atletico necessita di perfetta condizione fisica. Tra una partita a burraco, un'occhiataccia in tralice di Francesca («Ho giocato malissimo ma ho tirato fuori qualcosa che avevo dentro con sforzo incredibile»), grazie alla generosità di Flavia e alle certezze di Roberta, andiamo a sbattere contro la Cechia di Petra Kvitova, futura n.2 del mondo (21-22 aprile, fuori casa). Barazza gongola dentro il suo gineceo: «Con queste ragazze non si parte mai battuti».

L'Italia si salva sul filo di lana

Daniele Palizzotto, il tempo del 6.02.2012

Una paura ingiustificata, una gioia spropositata. Questa è Francesca Schiavone, questo è l'eroico doppio Pennetta-Vinci, questa è l'Italia dei record in gonnella, così distante dal dream team tre volte campione del mondo negli ultimi sei anni, ma comunque sopravvissuta alla trappola Ucraina in un primo turno di Fed Cup oltremodo complicato e risolto soltanto 3-2 in volata. Sulla terra rossa allestita all'interno del Lauretana Forum di Biella l'Italia ha tremato davvero, nonostante un avversario modesto già battuto due volte negli ultimi quattro anni, quando tra l'altro poteva schierare l'ex top 20 Alona Bondarenko. Stavolta, invece, all' Ucraina è bastata la semisconosciuta Lesia Tsurenko, giovane promettente ma ancora attardata nel ranking mondiale (numero 121), per spaventare le azzurre. Come è possibile? È possibile perché Francesca Schiavone, già in difficoltà all'Australian Open, si è dimostrata lontana parente della campionessa ammirata negli ultimi due anni al Roland Garros. Sconfitta, anzi umiliata nella prima giornata dalla Tsurenko, la milanese ha rischiato una seconda clamorosa debacle contro Kateryna Bondarenko, scivolando indietro 6-7 1-5 e sfiorando il baratro sommersa dagli errori gratuiti (78 alla fine). Per fortuna la 25enne Kateryna - ex top 30, oggi appena numero 89 mondiale -è giocatrice modesta tecnicamente ma soprattutto mentalmente. E allora si spaventa, sbaglia l'impossibile, regala il secondo set alla Schiavone, poi sale 4-2 nel terzo ma pasticcia ancora tra errori gratuiti (75 in totale) e doppi falli, mentre l'azzurra chiude 6-7 7-5 6-4 dopo quasi tre ore di gioco ed esulta rotolandosi nella terra come già sul Philippe Cha-trier. Finita? Macché. Perché il capitano ucraino ha l'asso nella manica, alias Lesia Tsurenko. «L'Ucraina non ci porta bene-aveva osservato profeticamente la Schiavone - ogni volta ci succede qualcosa». Quel qualcosa, stavolta, è ilpiccolo problema al ginocchio destro («compressione del disco meniscale» secondo il dottore della nazionale) che spaventa Sara Errani e la costringe al ritiro contro la sorprendente Tsurenko, tra l'altro padrona assoluta dell'incontro sul 6-13-0. A quel punto sono le otto di sera e un dubbio invade il Forum: chi schiererà Barazzutti in doppio? Rimetterà in campo la Schiavone oppure darà fiducia a Flavia Pennetta e Roberta Vinci, non al meglio della condizione ma pur sempre regine del Roland Garros under 18 nel 1999? Il capitano azzurro sceglie questa seconda opzione e viene ripagato. Flavia e Roberta soffrono, vincono in volata il primo set, subiscono l'ira della scatenata Tsurenko nel secondo, ma nel terzo disinnescano la mina ucraina con classe ed esperienza, chiudendo 7-5 0-6 6-1. La Pennetta è solida da fondocampo, la Vinci fantastica come sempre a rete. E così- in sottofondo l' inno di Mameli- l'Italia supera il primo turno. A metà aprile ci attende la Repubblica Ceca di Petra Kvitova: per tornare in finale servirà un'altra Italia. Davis Da venerdì a domenica I' Italtennis maschile sarà impegnata sul campo veloce di Ostrava, in Repubblica Ceca, per il primo turno del Gruppo Mondiale di Coppa Davis, dove manchiamo addirittura da 12 anni. Per sfidare il numero 7 mondiale Thomas Berdych, fresco vincitore del torneo di Montpellier, capitan Barazzutti ha convocato Seppi, Starace, Bolelli e Bracciali Francesca Schiavone La milanese sconfitta nella prima giornata dalla Tsurenko, ha rischiato una seconda clamorosa debacle contro Bondarenko
 

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