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07/02/2012 13:39 CEST - Rassegna nazionale

Sollievo Barazzutti: “Gestione comune, successo di squadra” (Martucci). Barazzutti le trascina, le ragazze lo seguono (Giua)

7-2-2012

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Sollievo Barazzutti: “Gestione comune, successo di squadra” (Vincenzo Martucci, Gazzetta dello Sport 7-2-2012)

Si fa presto a dire «La Squadra». C'è la fortunata serie di Rai3 e c'è la fortissima nazionale di Fed Cup, che è come un coltellino svizzero: ci trovi tutte le soluzioni. Anche se la sfortuna ci mette lo zampino, ancora mascherata da Ucraina nel week-end della Biella double-face, fredda come il -14 fuori, calda come i 5000 appassionati dentro il palasport-gioiello. Anche se le scelte non sono state granché, dalle palle (troppo veloci) al campo (poco lento come terra rossa), alla valutazione della numero 1, Francesca Schiavone, assolutamente fuori forma (e testa). Anche se Flavia Pennetta è convalescente dalla lombosciatalgia e manca di partite da 2 settimane, anche se Roberta Vinci ha un'infiammazione a un ginocchio e, anche se, a battaglia in corso, la più pimpante di tutte, Sara Errani, eroina dei quarti agli Australian Open, s'azzoppa a un ginocchio e si ritira contro la forza veloce di trottolino-Tsurenko. Eppure, ancora una volta, pur asfissiate dal pronostico, dalle baby ospiti che zompettavano sfrontate, e dalla stimolante prospettiva della semifinale del 21-22 aprile dalla numero 2 del mondo, Kvitova, in Repubblica Ceca, le azzurre rimediano alle crisi a ripetizione di Francesca: l'aiutano, la sostengono, la spingono oltre l'ostacolo da 6-7 1-5 fino al 6-7 7-5 6-4. Rimediano al k.o. della Errani. Rimediano un terzo doppio, che poi è il migliore possibile, Pennetta-Vinci, per il 3-2 della gloria.

«Sono l'ultimo dei mohicani», sorride a denti stretti Barazzutti, quando finalmente riesce a mandare in campo la Schiavone sull'1-1. Perché, anche se «Barazza» dice e non dice, il dibattito con Francesca e le altre azzurre, sabato sera, e le titubanze riemerse domenica mattina da parte della regina del Roland Garros 2010 sono le prove più dure di sempre da capitano di Fed Cup, al livello delle sciagure Davis: «E' stato uno dei giorni più difficili, un incontro durissimo. Le ragazze non erano tutte in condizione. Per fortuna hanno recuperato. Ma l'Ucraina è stata coriacea, con Tsurenko che ha giocato molto, molto bene, del resto i match di Fed Cup sono tutti difficili. E le scelte hanno avuto qualche difficoltà, ma sono stato aiutato dalla squadra, abbiamo parlato, c'è stata una gestione comunitaria. Francesca, domenica, doveva esserci, io semplicemente volevo che ci fosse. E, comunque, anche lei lo voleva. E la squadra è stata una squadra in tutti sensi, anche se poi io prendo l'ultima decisione, ma ci parliamo molto».

E, e, e: è stata durissima. Sicuramente Francesca è sconvolta. Sicuramente, la famosa «Squadra» le fa sentire affetto e fiducia. Sicuramente, l'amica-rivale, Pennetta, ha un ruolo fondamentale nel ricaricare la numero 1. Sicuramente, il gruppo riesuma i famosi artigli dai delicati labirinti interiori della sensibilissima Leonessa, accompagnandola poi a bordo-campo con una claque rumorosa ed irresistibile per l'orgogliosa milanese, fino a scatenare quei due-tre guizzi, «da Schiavone», che paralizzano la già atterrita Katerina Bondarenko. Poi, persa la Errani che ci lascia anche un ginocchio per fronteggiare l'inattesa Tsurenko, sul 2-2, ecco l'ultima trovata della «squadra»: il doppio Pennetta-Vinci, rispolverato dopo 9 anni, ma capace del titolo juniores al Roland Garros 1999. E, come ben sa Barazzutti, migliore dei doppi azzurri ufficiali, Pennetta-Schiavone ed Errani-Vinci (…)

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Barazzutti le trascina, le ragazze lo seguono (Claudio Giua, repubblica.it)

Tenete a mente questa frase: "Nel 2012 non voglio fare come finora, costretta a lottare e a soffrire ore per recuperare partite impossibili. Ora voglio vincere facile". Ne riparleremo più sotto. Intanto diciamo bravo a Corrado Barazzutti: mettere in campo oggi Pennetta o Vinci al posto di Schiavone sarebbe stato umiliante per la migliore giocatrice azzurra di sempre, l'unica capace di conquistare due finali consecutive dello slam parigino, vincendone una. Un'umiliazione che avrebbe avuto effetti negativi sull'autostima di Francesca, già ai minimi storici dopo la netta sconfitta di ieri con Lesia Tsurenko, 110 posizioni sotto di lei nel ranking WTA (10 peggio di quanto avevo scritto io, inguaribile ottimista).

Bravo Barazzutti perché, con la sua scelta, ha saputo tirare fuori tutta la grinta della milanese, che nel gioco è comunque apparsa lontanissima da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Kateryna Bondarenko (WTA 89), la leader della squadra ucraina di FedCup messa facilmente alle corde ieri da Sara Errani, s'è trovata così nel primo set a subire il doppio rientro di Francesca, in ritardo sia nei giochi sia nel punteggio del tie-break. Ma non era ancora scoccata l'ora del riscatto e alla fine l'ucraina s'è presa il set per 6-7.

Bravo Barazzutti - e brave Pennetta e Vinci in prima fila a tifare e a dare consigli, bravo il pubblico del Lauretana Forum di Biella a crederci - a tenere tranquilla Schiavone, afflitta da una incomprensibile tendenza a giocare troppo corto nello scambio e a mettere troppo lungo quando ha tentato di forzare. Per sei game il secondo set è stato un rapido calvario segnato dalle molte stazioni di errori incomprensibili: 1-5 per l'ucraina. A questo punto, perso per perso, Francesca s'è sbloccata e ha cominciato a giocare come sa. E' tornata quella del Roland Garros, tutto quanto non le era riuscito fino a quel momento - i lungolinea di rovescio, il tempismo delle discese a rete, l'eccezionale capacità di lottare su ogni palla - improvvisamente è diventato naturale e facile e ha infilato sei game consecutivi: 7-5.

Ma non è bastata tanta bravura dell'unico coach che Francesca accetta - il capitano delle nazionali maschile e femminile - a mettere il discesa il terzo set passato ad arrancare dietro l'ucraina, subito avanti per 4-2. E qui, di nuovo, la volontà ha fatto il miracolo. Quattro game consecutivi, con quattro servizi straordinari sul 5-4. Bravo Corrado, ma soprattutto bravissima Francesca che aveva pronunciato la fatidica frase di cui all'inizio - "... ora voglio vincere facile" - alla festa natalizia della FIT all'Auditorium di Roma. Come se un uccello volesse volare senza usare le ali: è, semplicemente, contro natura.

Ritrovata Francesca Schiavone, ha inaspettatamente ceduto - prima nel gioco, poi s'è infortunata - Sara Errani. Giornata dove tutto è andato all'incontrario rispetto alle attese. La romagnola ha subìto la precisione e l'aggressività di Lesia Tsurenko perdendo il primo set per 1-6 senza mai entrare in partita. Poi una lesione al ginocchio destro l'ha costretta al ritiro quand'era sotto 0-3 nel secondo. Sulla carta, un bel guaio, visto che la coppia Errani-Vinci, sconfitta nella finale degli Australian Open una settimana fa dalle russe Kutnetsova-Zvonareva (5-7 6-4 6-3), era stata scelta da Barazzutti come titolare.

E' finita che la responsabilità del doppio decisivo se lo sono presa le pugliesi Roberta Vinci e Flavia Pennetta, specialiste (sono numero 15 e 12 del relativo ranking WTA) anche se non abituate a giocare insieme. Dall'altra parte una coppia priva di dati di riferimento statistici, Lesia Tsurenko-Olga Savchuk (WTA 220 e 81, 24 e 22 anni). Esperienza contro freschezza atletica. All'inizio Pennetta è stata impeccabile nelle risposte, Vinci attenta a rete. Ma le ucraine sono state ossi durissimi, soprattutto la Tsurenko, vera scoperta del turno di Fed. Primo set 7-5 in 48 minuti per le azzurre. Il secondo vola via in un niente, con Flavia e Roberta in totale confusione e le ucraine che passano per 0-6. E' toccato ancora a Barazzutti, nell'intervallo, trovare le parole per dare alla coppia una strategia di gioco che per sette game consecutivi è sembrata smarrita. A salire in cattedra è stata Roberta Vinci, che s'è confermata efficacissima nelle volèe. Sei giochi consecutivi hanno dato la vittoria all'Italia: 6-1.

Le ragazze di Corrado Barazzutti hanno sudato parecchio per ottenere l'ingresso alle semifinali della FedCup, che disputeranno contro la Repubblica Ceca della numero 2 WTA Petra Kvitova. Se lo sono meritato tutto: come Francesca Schiavone può testimoniare nonostante i buoni propositi di fine anno, vincere soffrendo dà più soddisfazione. Vedremo se sapranno imitarle i ragazzi, appena tornati nel gruppo A della Davis, il prossimo week end a Ostrava. A loro toccano subito i cechi guidati da Tomas Berdych, che ha vinto il torneo di Montpellier contro Gael Monfils.

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