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08/02/2012 10:59 CEST - Rassegna Stampa del 8 Febbraio 2012

In azzurro Seppi, il ritorno del figliol prodigo «Sono cresciuto» (Martucci)

8-02-2012

Rubrica a cura di Daniele Flavi

In azzurro Seppi, il ritorno del figliol prodigo «Sono cresciuto»

Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 8.02.2012

Io speriamo che me la cavo. Speriamo che l'Italia del tennis esca dal doppio vicolo ceco: da venerdì a domenica, in coppa Davis, a Ostrava, e il 21-22 aprile, in Fed Cup, sempre sul velocissimo indoor, sempre contro i grandi picchiatori della Repubblica Ceca. Intanto, per il ritorno in serie A, dopo 11 anni, la nazionale recupera Andreas Seppi, l'ideale per questi campi-saponetta. «Gli ultimi due anni mi sono serviti molto per fortificarmi, sotto tanti aspetti. Ho fatto esperienze nuove e mi sento più completo e sicuro, dentro e fuori dal campo da tennis. Così come avevo deciso io allora che non mi sentivo a mio agio in nazionale perché avvertivo toppo lo stress e preferivo concentrarmi solo sui tornei, adesso ho deciso io di rimettermi a disposizione della nazionale». Perché proprio adesso? I maligni possono rispondere: siamo tornati in serie A, o vuole giocare l'Olimpiade. «Ci pensavo da un po', anche prima dello spareggio-promozione in Cile, ma non me la sentivo ancora. L'Olimpiade e la serie A non c'entrano, è stato un processo solo mio, e all'inizio di dicembre ho chiamato il presidente (Binaghi) e Corrado (il capitano, Barazzutti), e gli ho detto che volevo riprovarci». Che era successo ? «Quattro anni fa, volevo gestire meglio la mia carriera, non mi sentivo pronto per tutte quelle problematiche, e per la nazionale disperdevo troppe energie. Volevo migliorarmi e crescere come persona. Era un disagio molto forte». Quindi lei ama la bandiera italiana e la maglia azzurra. «Chiunque cominci uno sport sogna di essere chiamato a giocare per la sua nazionale, e sono molto contento di avere un'altra chance di giocare con la squadra e spero di fare qualcosa di importante nei prossimi anni». Chi le e sembrato più contento del suo ritorno? «Forse Corrado, il capitano». CI credo: contro Berdych e Stepanek, aveva proprio bisogno di Seppi. ……….«Con Thomas, siamo cresciuti insieme, da juniores, ci ho sempre fatto buone partite, ultimamente è diventato più costante. Con Stepanek, ho perso anche sulla terra e due volte, ha varietà, mi viene sotto...». Ci sarà bisogno del miglior Seppi, o era quello del 2008? «Io mi sento più forte di quand'ero 27 del mondo. Gestisco meglio le situazioni, non mi faccio prendere dall'ansia e non mi manca più il coraggio per vincere le partite, su cemento e terra. Perciò sull'erba ho il record di unico italiano che ha vinto un torneo, perché gioco semplice. Ora devo migliorare contro quelli dal 20 del mondo in giù»
 

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