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17/02/2012 11:29 CEST - ATP

Io non ti conosco, io non so chi sei...

TENNIS - Oggigiorno si gioca un tennis esaltante anche senza la varietà agognata da molti. Il problema è che i giocatori sembrano giocare il loro tennis senza conoscerlo veramente, ma riproducendo come automi quanto è stato loro insegnato. Non si avrebbe uno spettacolo migliore insegnando ai giocatori la storia del proprio sport? Karim Nafea

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È o no l’epoca d’oro del Tennis? Chissenefrega.
Penso sia questa la risposta più naturale ad una domanda che ci viene propinata, ormai, con fin troppa frequenza. Ovviamente c’è anche chi, in questo periodo, si annoia, lamentando una totale mancanza di variazioni.

Se è vero che non si vedono più tonnellate di discese a rete, ed è un peccato, e che il famoso (famigerato?) backspin è una rarità, è altrettanto vero che si può variare il gioco in maniera soddisfacente, spettacolare ed efficace senza cambiare rotazione alla palla, ma semplicemente cambiando “l’intensità” della rotazione e/o la profondità del colpo.

Fatto sta che molti appassionati pregano per vedere qualche back o discesa a rete, qualche variazione in più.
In maniera impropria, secondo me.

Voglio chiarire fin da subito che non si parla di nessuno in particolare, niente UbiNadal, niente UbiFederer, niente ricerca di commenti: è un pezzo scritto da una persona che ama il tennis per persone che amano il tennis.

lo dico fin da subito, ammiro sinceramente tutti quelli che riescono a vedere lo sport come un gioco e niente più, come un passatempo, anche solo come un lavoro. Se per voi lo sport esiste solo in funzione del risultato e non ci vedete altro significato, lasciate perdere questo articolo, non vi dirà nulla.

Detto questo, ritorniamo all’argomento principale: le variazioni.
Avere più variazioni aumenta automaticamente la qualità di una partita? Non direi.
No, non è questo, a mio parere, il problema (se di problema si tratta) del nostro tennis; ha più a che fare con la consapevolezza e con la conoscenza che i giocatori hanno del loro sport.
Mi spiego: quando il professionista va in campo sa esattamente cosa deve fare e come lo deve fare; se gli è stato insegnato che per ottenere un certo risultato in una determinata situazione il top-spin è più efficace del backspin, userà sempre il top-spin. Questa situazione viene poi ripetuta talmente tante volte che il top-spin, in luogo del backspin, non è più un’azione volontaria ma un riflesso condizionato.
Questa maniacalità nella preparazione tattica ci permette di vedere gli interminabili scambi a velocità supersoniche che stanno caratterizzando quest’epoca.

Penso sia da sottolineare il fatto che il giocatore pur sapendo quello che fa (e come lo deve fare), sia ignaro del perché lo stia facendo in quel modo. Tutto quello che sa è che (continuando con l’esempio) usando il top-spin, mediamente, vince il punto, usando il backspin, mediamente, lo perde.

E qui arriviamo al nodo gordiano: il Tennis ha una storia; diritto, rovescio e servizio hanno una storia, perché non usarla?
Perché per ogni nuovo allievo, per ogni nuovo aspirante campione si riparte da zero?

La proposta, fondamentalmente, sta nell’insegnare la storia dello sport. E con storia intendo proprio l’evoluzione dei colpi, le grandi innovazioni ed i motivi per cui hanno avuto luogo.
Studiare i “Classici” dello sport per creare una sorta di “Letteratura” del gioco.
Sarebbe una maniera molto più significativa, molto più profonda di arricchire il gioco.

Immaginate, guardando un giocatore, di poter notare le varie influenze che ne hanno caratterizzato la formazione.
In campo avremmo scontri non più basati sul semplice “saper fare” tennistico, ci godremmo delle battaglie quasi ideologiche tra giocatori formati autonomamente che, attraverso la dialettica tennistica, cercherebbero di imporre la loro linea di pensiero, il loro modo di vedere lo sport.

Insegnando il tennis in questo modo si creerebbe una categoria di veri e propri “studiosi” del gioco, convinti di quello che hanno attivamente imparato e rielaborato piuttosto che giocatori ai quali è stato passivamente insegnato e reso automatico qualcosa.
Un mio cruccio è che questa categoria, nel tennis, manchi, e sia sempre mancata, del tutto.

E voi, che ne pensate? È un’utopia o è effettivamente un progetto realizzabile?

Karim Nafea

I FIRMATARI DEL MANIFESTO

I firmatari del manifesto di Tennis for Italy

In questa sezione trovate i nomi dei firmatari del Manifesto di Tennis for Italy. Chiunque desideri apparire, può contattarci all'indirizzo tennisforitaly@gmail.com segnalandoci nome, cognome e professione. Sarà inserito nella lista. In maiuscolo segnaleremo i nuovi aderenti che si aggiungono ai primi firmatari.

Emiliano Amato, avvocato
Alberto Castellani, coach internazionale
Quirino Cipolla, coach internazionale
Pietro Faloni, tecnico uisp
Luigi De Fraia, imprenditore
Paolo Nicodemo, avvocato
Massimo Rossi, avvocato e giornalista
Fabrizio Di Meo, imprenditore
Roberto Sordini, imprenditore
Ferdinando Enrico Pomarici, magistrato
Giancarlo Lombardi, avvocato
Franco Bonaiti, maestro e coach internazionale
Elia Chiari, coach G.P.T.C.A , istruttore F.I.T, istruttore U.I.S.P
Alessandro Motti, giocatore professionista
Adriano Panatta, ex numero 4 del mondo
Tonino Rasicci, ex direttore della Scuola Nazionale Maestri
Alessandro Baldoni, ex vicedirettore della Scuola Nazionale Maestri
Claudio Pistolesi, ex professionista ed attuale top coach ATP e WTA
Giacomo Paleni, coach internazionale

INFORMAZIONI DI SERVIZIO

CHIUNQUE SI RITROVI NEI CONTENUTI E NELLE IDEE DEL MANIFESTO, E VOGLIA VEDERE IL SUO NOME TRA I SOTTOSCRITTORI, può comunicarlo scrivendo a tennisforitaly@gmail.com

Puoi contattarci all'indirizzo e-mail tennisforitaly@gmail.com. Noi ti garantiremo l'anonimato nel caso tu lo richieda, ma ti chiediamo di  lasciarci alcuni dati (nome, cognome, circolo e regione di appartenenza, ruolo nel circolo, numero di telefono e le indicazioni necessarie per contattarti ove siano necessari ulteriori chiarimenti), in modo da avere una comunicazione più efficace ed evitare spiacevoli inconvenienti.

AIUTATECI A FINANZIARE TENNIS FOR ITALY

Avendo preventivato un piano economico da qui a fine 2012, che prevede un esborso di 12.000 euro, di cui circa 4.000 necessari a coprire le spese iniziali di registrazione dell'associazione "Tennis for Italy" e sito internet, per lo spazio acquistato sul sito di riferimento, per la copertura redazionale, mailing e svariate operazioni di comunicazione, chiediamo agli aderenti una somma di partecipazione di 100 euro per ogni società o ciascun singolo simpatizzante. L'adesione potrà essere fatta attraverso bonifico da intestare sul conto di Tennis for Italy, il cui codice IBAN è IT17Y0572812700622570851857

LE SEZIONI DI TENNIS FOR ITALY

Ecco cosa potete trovare su Tennis for Italy

IL MANIFESTO: pubblicazione del manifesto di Tennis for Italy e i dieci punti di programma firmati dai fondatori del movimento. Più saranno le firme di adesione che potrete manifestare contattando Tennis for Italy. e più incisiva potrà essere l'azione del movimento stesso.
ESPERIENZE: Questa sezione sarà creata da voi lettori: vi troveranno spazio tutte le esperienze che avete vissuto e che avete voglia di raccontarci. Qualsiasi vicenda legata alla vostra regione, al vostro circolo o anche in prima persona. Dalla quota di iscrizione troppo alta alla sanzione che pensavate di non meritare, qui potrete raccontare tutto in assoluta libertà. E' garantito l'anonimato di chi lo richieda, ma abbiamo bisogno di sapere chi siete per potervi chiedere - eventualmente - altre informazioni, per non pubblicare inesattezze, per verificare l'oggettività delle vicende cui vi riferite. Sulla destra di questo sito vedete quel banner con su scritto contatti e sotto, fra le informazioni di servizio, le istruzioni riguardo a quel che dovreste fare per segnalarci quello che volete. Sappiate che questo sito è a vostra disposizione e che l'inviare i propri suggerimenti, proposte di migliorie e quant'altro, non significa voler prendere una posizione federale o antifederale, non significa schierarsi pro o contro chicchessia. L'obiettivo è costruttivo e non polemicamente distruttivo. Soltanto se si conoscono i problemi, le eventuali storture, si può pensare a indicare soluzioni ad hoc. Ciò premesso, poichè, anche segnalare una qualche defaillance del sistema può far temere a qualcuno la possibilità di essere individuato come il latore di una critica non costruttiva e di subire reazioni comunque negative da parte di chi fosse eventualmente criticato, garantiamo la privacy di chi vorrà segnalare qualunque cosa, purchè verificabile.
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