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29/02/2012 12:24 CEST - Tennis italiano

Storie di FIT vissuta

TENNIS - Testimonianza di un istruttore di tennis, che appartiene ad un altro ente del Coni, ma ha collaborato con circoli e centri estivi federali. Un maestro con oltre dieci anni di esperienza  racconta la sua storia di promesse non mantenute, di accordi informali non rispettati, di un rispetto per la professionalità che non sempre corrisponde alle aspettative. Alessandro Fiori

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Sono poche le possibilità di far conoscere e di divulgare testimonianze sulle modalità di trattamento riservate agli istruttori o collaboratori di centri federali, ma oggi racconterò alcune mie piccole esperienze personali.

Da molti anni collaboro con circoli sportivi come istruttore di tennis e spesso mi sono trovato ad affrontare situazioni piuttosto spiacevoli. Tengo comunque a precisare che sono appartenente ad un altro ente del Coni e non alla F.I.T.

Il primo episodio spiacevole che vorrei citare è relativo ad un periodo in cui fui ingaggiato (per modo di dire) da un centro federale, per un campus estivo.

Sbagliando andai, pieno di fiducia nei confronti di alcune persone con cui avevo collaborato per anni e che fanno parte anche della Federazione, e, così senza firmare nulla, come del resto, spesso avviene per chi lavora nel mondo sportivo, accettai la proposta che mi venne fatta.

Prima di partire mi dissero che mi avrebbero pagato, anche se non tantissimo, quindi mi accontentai di quel poco che avevano promesso, rifiutando cosi’ anche altre offerte allettanti che ricevetti in quella stessa estate.

La beffa arrivò alla fine del campus quando mi fu dato il ben servito, e mi fu detto, da parte di chi mi aveva fatto la proposta, che mi avrebbero rimborsato solo le spese d’albergo e del viaggio e che prima della partenza eravamo già d’accordo così (cosa assolutamente falsa).

Ovviamente da li a poco non ho più avuto rapporti con queste persone ed ho una mia idea circa il motivo per cui fui portato li, che era decisamente secondario alla mia professionalità come istruttore. In realtà portando me, altri quindici o venti ragazzi sarebbero venuti più volentieri ed ecco lì che l’affare per loro era ottimo. Potevo anche essere un cane d’istruttore, questo il mio punto di vista, a loro interessavano solo i vantaggi che potevo portare.

Nel tempo ho poi potuto constatare che il mio non era un caso isolato: spremono collaboratori occasionali pagandoli poco o niente, spesso fanno lavorare ragazzi anche senza qualifica, sfruttano istruttori che devono fare tirocinio appena usciti dai loro innumerevoli corsi di formazione.

Un altro episodio personale curioso mi capitò qualche tempo dopo, mentre lavoravo in un circolo romano e dove mi tolsero addirittura dei soldi dallo stipendio, per alcune assenze in più rispetto a quelle che secondo loro erano concordate, ma che non ci hanno mai comunicato prima.

Questi signori spesso nelle trattative dimenticano gli accordi, fatti a voce in modo da ritrattare in un secondo momento, e offrono cifre più basse di quelle promesse all’inizio di stagione che sei in un certo senso costretto ad accettare perché, ahimè, è difficile trovare lavoro da altre parti.

Oltre al fatto economico in questo circolo la cosa che mi dava più fastidio è che tutti eravamo considerati "soldati": erano permessi solo dieci minuti di pausa su cinque - sei ore di lezione al giorno. Il direttore sportivo di turno, passava li per soli due minuti al giorno e ci riprendeva se ci trovava, che so, appoggiati da qualche parte per un attimo di stanchezza. Ma non sapeva cosa accadesse dopo e prima del suo passaggio, magari non vedeva i reali problemi di una scuola tennis.

Tutte queste cose non le ho mai mandate giù e cosi’ andai via sbattendo la porta ancora una volta rinunciando a preziosi posti federali. Ovviamente non voglio fare di tutta l’erba un fascio perché sono stato anche in alcuni circoli con persone per bene e corrette.

Forse sarò stato solo sfortunato, ma dopo circa dodici anni di esperienza credo di essermi fatto una mia idea che ho qui espresso liberamente, sperando di essere stato utile per le persone che stanno entrando in questo mondo.
 

Alessandro Fiori

I FIRMATARI DEL MANIFESTO

I firmatari del manifesto di Tennis for Italy

In questa sezione trovate i nomi dei firmatari del Manifesto di Tennis for Italy. Chiunque desideri apparire, può contattarci all'indirizzo tennisforitaly@gmail.com segnalandoci nome, cognome e professione. Sarà inserito nella lista. In maiuscolo segnaleremo i nuovi aderenti che si aggiungono ai primi firmatari.

Emiliano Amato, avvocato
Alberto Castellani, coach internazionale
Quirino Cipolla, coach internazionale
Pietro Faloni, tecnico uisp
Luigi De Fraia, imprenditore
Paolo Nicodemo, avvocato
Massimo Rossi, avvocato e giornalista
Fabrizio Di Meo, imprenditore
Roberto Sordini, imprenditore
Ferdinando Enrico Pomarici, magistrato
Giancarlo Lombardi, avvocato
Franco Bonaiti, maestro e coach internazionale
Elia Chiari, coach G.P.T.C.A , istruttore F.I.T, istruttore U.I.S.P
Alessandro Motti, giocatore professionista
Adriano Panatta, ex numero 4 del mondo
Tonino Rasicci, ex direttore della Scuola Nazionale Maestri
Alessandro Baldoni, ex vicedirettore della Scuola Nazionale Maestri
Claudio Pistolesi, ex professionista ed attuale top coach ATP e WTA
Giacomo Paleni, coach internazionale

INFORMAZIONI DI SERVIZIO

CHIUNQUE SI RITROVI NEI CONTENUTI E NELLE IDEE DEL MANIFESTO, E VOGLIA VEDERE IL SUO NOME TRA I SOTTOSCRITTORI, può comunicarlo scrivendo a tennisforitaly@gmail.com

Puoi contattarci all'indirizzo e-mail tennisforitaly@gmail.com. Noi ti garantiremo l'anonimato nel caso tu lo richieda, ma ti chiediamo di  lasciarci alcuni dati (nome, cognome, circolo e regione di appartenenza, ruolo nel circolo, numero di telefono e le indicazioni necessarie per contattarti ove siano necessari ulteriori chiarimenti), in modo da avere una comunicazione più efficace ed evitare spiacevoli inconvenienti.

AIUTATECI A FINANZIARE TENNIS FOR ITALY

Avendo preventivato un piano economico da qui a fine 2012, che prevede un esborso di 12.000 euro, di cui circa 4.000 necessari a coprire le spese iniziali di registrazione dell'associazione "Tennis for Italy" e sito internet, per lo spazio acquistato sul sito di riferimento, per la copertura redazionale, mailing e svariate operazioni di comunicazione, chiediamo agli aderenti una somma di partecipazione di 100 euro per ogni società o ciascun singolo simpatizzante. L'adesione potrà essere fatta attraverso bonifico da intestare sul conto di Tennis for Italy, il cui codice IBAN è IT17Y0572812700622570851857

LE SEZIONI DI TENNIS FOR ITALY

Ecco cosa potete trovare su Tennis for Italy

IL MANIFESTO: pubblicazione del manifesto di Tennis for Italy e i dieci punti di programma firmati dai fondatori del movimento. Più saranno le firme di adesione che potrete manifestare contattando Tennis for Italy. e più incisiva potrà essere l'azione del movimento stesso.
ESPERIENZE: Questa sezione sarà creata da voi lettori: vi troveranno spazio tutte le esperienze che avete vissuto e che avete voglia di raccontarci. Qualsiasi vicenda legata alla vostra regione, al vostro circolo o anche in prima persona. Dalla quota di iscrizione troppo alta alla sanzione che pensavate di non meritare, qui potrete raccontare tutto in assoluta libertà. E' garantito l'anonimato di chi lo richieda, ma abbiamo bisogno di sapere chi siete per potervi chiedere - eventualmente - altre informazioni, per non pubblicare inesattezze, per verificare l'oggettività delle vicende cui vi riferite. Sulla destra di questo sito vedete quel banner con su scritto contatti e sotto, fra le informazioni di servizio, le istruzioni riguardo a quel che dovreste fare per segnalarci quello che volete. Sappiate che questo sito è a vostra disposizione e che l'inviare i propri suggerimenti, proposte di migliorie e quant'altro, non significa voler prendere una posizione federale o antifederale, non significa schierarsi pro o contro chicchessia. L'obiettivo è costruttivo e non polemicamente distruttivo. Soltanto se si conoscono i problemi, le eventuali storture, si può pensare a indicare soluzioni ad hoc. Ciò premesso, poichè, anche segnalare una qualche defaillance del sistema può far temere a qualcuno la possibilità di essere individuato come il latore di una critica non costruttiva e di subire reazioni comunque negative da parte di chi fosse eventualmente criticato, garantiamo la privacy di chi vorrà segnalare qualunque cosa, purchè verificabile.
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