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23/02/2012 09:29 CEST - Statistiche

La classifica per i "GOAT di periodi"

TENNIS - Una proposta alternativa per individuare il miglior giocatore in un determinato periodo di tempo. Per ogni stagione si considerano i vincitori degli Slam e dei Master. L'analisi parte dal 1974. A livello maschile, Federer, McEnroe e Sampras hanno la maggiore dominance. Tra le donne, i numeri premiano Graf, Navratilova e Evert. Guido Tirone

 

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Negli ultimi tempi è’ stato più volte sottolineato il fatto che Caroline Wozniacki sia stata per diverse settimane la numero uno del Ranking Wta senza aver vinto alcuno Slam; e la cosa ha suscitato più di una perplessità tra gli appassionati.

Ho quindi elaborato un sistema che – pur nella sua estrema semplicità - possa quantomeno ovviare a questo problema.

Sono partito dal definire il/la Number One:
-merita di essere definito tale colui/colei che in un dato momento è detentore/detentrice del maggior numero di slam (è il caso ovviamente di Djokovic);
-in caso di parità di slam vinti come discriminante opera il Masters di fine anno (è il caso attuale della Kvitova);
-se Slam e Masters presentano cinque vincitori diversi il titolo di Number One è vacante.

Questi sono i principi base a cui per esaurire la possibile casistica bisogna aggiungere:
a)se gli slam si dividono 2 a 2 ed un terzo giocatore si aggiudica il Masters il Number one è il vincitore di Wimbledon
b)se – come capitato nel 1978 in campo femminile per Chris Evert e Martina Navratilova – due giocatori vincono 1 slam ed 1 masters è numero 1 il vincitore di Wimbledon o almeno dello Us Open.

Per gli uomini sono stati considerati – e presentati cronologicamente – Wimbledon, Us Open, French Open, Australian Open (dal 1988: quando si eleva definitivamente al rango di Slam, draw a 128 giocatori e 2 settimane di gare), Masters e Wct Finals (fino al 1987).

Per le donne l’ Australian Open è stato sostituito dalle Colgate/Toyota Series Championships per gli anni che vanno dal 1977 al 1982. Con questa avvertenza: i Masters di fine anno anche quando erano due non vengono in alcun modo equiparati agli Slam: conseguentemente essere detentore di Masters e Wct Finals non è sufficiente per fregiarsi del titolo di Number One (il caso si verifica storicamente nel 1982 per Ivan Lendl).

La tabella presenta i dati a partire dal 1974 da quando cioè il tennis si è finalmente liberato dalle guerre di religione tra i diversi promoter che hanno portato ai diversi boicottaggi (e non si allude qui al solo caso di Wimbledon 1973 ma anche a diverse edizioni del French Open).

A fianco di ogni torneo si indicano il vincitore, colui che al termine dello stesso può ragionevolmente ritenersi il Number One secondo i criteri sopra descritti ed i punti conseguiti dal Number One negli ultimi 5 tornei secondo questa semplice tabella:
Slam 100 p
Masters 50 p
Avvertenza: negli anni fino al 1987 per gli uomini e tra il 1977 ed il 1982 per le donne, quando l’ Australian Open è stato rimpiazzato dalle Wct Finals di Dallas per gli uomini e dai Series Championships per le donne a ciascuno dei due tornei di fine circuito sono stati attribuiti 75 p in modo tale da avere sempre un totale di 450 p per tutti i 5 tornei.


Uomini - TABELLA 1

Donne - TABELLA 2
 

Trattandosi di 38 stagioni piene più l’ Australian Open 2012 abbiamo un totale di 191 tornei a cui corrispondono altrettanti “periodi” da Number One.

I dati presentati suggeriscono alcune considerazioni:
a)il numero di “periodi” al vertice sembra descrivere e quantificare meglio anche in termini relativi il dominio dei vari top players rispetto al criterio del numero di settimane adottato dall’ Atp

b)sembra veramente opportuno rinunciare a definire un Number One nel caso i cinque tornei vedano 5 diversi vincitori; e questo anche per non inflazionare i “periodi” al vertice.

In altre parole non si è voluto accreditare un “periodo” ad un giocatore per inerzia; il numero uno deve “necessariamente” essere almeno un bi-vincitore.

Come si evince dalle tabelle nel 1990, 1991 e 1998 il titolo di Player of the Year non è stato assegnato dal metodo in esame; per le donne 5 vincitrici diverse a fine anno si sono avute solo nel 2005.


Più in dettaglio: in termini di “periodi” per gli uomini il titolo rimane “vacante” in 20 occasioni;
in altre parole nel 10% dei casi il tennis presenta al vertice caratteri di forte incertezza
(cosa in sé non necessariamente positiva); l’ultima volta il caso si è verificato all’ indomani dello Us Open 2003 con gli ultimi 5 majors vinti da Hewitt (Masters), Agassi (Australian), Ferrero (French), Federer (Wimbledon) e Roddick (Us).

In campo femminile 9 sono i “periodi” vacanti (l’ultima volta dopo lo Us Open 2008: la Henin si era infatti imposta nel Masters 2007,la Sharapova in Australia, la Ivanovic a Parigi, Venus a Wimbledon e Serena a Flushing Meadows).

Il record di periodi consecutivi al vertice spetta a Roger Federer con 23: dal Masters 2003 sino alla mitica finale di Wimbledon 2008 quando abdicò a favore di Nadal; al secondo posto Borg con 16 periodi consecutivi a cominciare da Parigi 1978.

Per le donne il record è di Steffi Graf con 14: dall’ Australian 1988 al Masters del 1990.

Stiamo fin qui parlando di “periodi” al vertice; una misura dell’intensità del dominio può essere invece ricavata dal diverso “valore” di ciascun periodo.

Notiamo intanto come si distribuiscono i “periodi” in base all’ intensità di dominio.

Per gli uomini abbiamo:

TABELLA 3

Light < 200 p = 39 periodi a cui si devono aggiungere i 20 vacanti : 59 (30,89%)

Medium 200/250/275 p = 101 (52,88%)

Strong 300 and over = 31 (16,23%)

Per le donne invece:

TABELLA 4
 

Light < 200 points = 41 periodi a cui si devono aggiungere i 9 vacanti : 50 (26,18%)

Medium 200/250/275 points = 89 (46,60%)

Strong 300 and over = 52 (27,23%)

Passando alla analisi dei singoli giocatori il massimo dominio espresso in campo maschile è stato espresso da Federer (8 periodi da 350 p: stiamo quindi parlando di 3 slam ed il Masters); McEnroe (2 periodi da 350: ma in questo caso si tratta di 2 slam, Masters e Wct Finals) e Sampras (1 volta a quota 350: livello raggiunto all’indomani del torneo di Wimbledon 1997 quando Pete si trovò ad essere detentore dei titoli Us Open e Masters 1996; Australian e Wimbledon 1997).

Complessivamente Federer vanta 14 periodi over 300 (dominio strong); Nadal segue a quota 5; Sampras a 4.

Per Borg e Lendl il massimo punteggio è stato 275, vittime in questo caso del metodo che “non osa” promuovere il Masters di allora al rango di Slam attribuendogli i relativi 100 p.

Tra le ragazze i numeri premiano le tre grandi: alludo ovviamente a Martina Navratilova, Chris Evert e Steffi Graf. A differenza dei maschi qui si raggiungono anche valori di 400 p (Graf 2 volte, Serena una) e persino il massimo possibile di 450 p (Navratilova 3 volte; Graf 2 volte).

Favolosi i numeri della Graf: per 22 periodi raggiunge almeno i 300 p; la Navratilova ci riesce in 11 occasioni.

Curioso il fatto che la Evert - numero uno per 28 periodi - in nessuno di essi raggiunge la soglia del dominio “strong”: la cosa è spiegabile se pensiamo che Chris non ha disputato il Roland Garros nel 75/76/77 quando lei, specialista della terra battuta, avrebbe probabilmente vinto.

Serena – prima in 18 periodi – “domina” in 6 di questi mentre la Seles prima 14 volte “domina” in 8.

Guido Tirone

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