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22/02/2012 14:03 CEST - Rassegna nazionale

Azarenka: "Un anno fa ero a pezzi, ora sono la più forte" (Lenzi). Errani e Vinci avanti tutta, Giorgi è la sorpresa (Giorni)

22-2-2012

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Azarenka: “Un anno fa ero a pezzi, ora sono la più forte” (Claudio Lenzi, Gazzetta dello Sport 22-2-2012)

Capelli lunghi e biondi come l'oro, il colore che in questo momento le si addice di più. Del fidanzato Sergei Bubka jr. (tennista, figlio del grande astista) e della sua vita privata non parla: quello che vuol far sapere di lei, lo trovate su Twitter (@Vika7). Victoria Azarenka, 22 anni, non è diplomatica, non ancora. Fatele notare che alla finale degli Australian Open, tra le sue grida e quelle di Maria Sharapova, sembrava di star fuori da una sala parto e sorridendo vi fulminerà: «Lei di notte russa? E riesce a controllarlo? No? Per me è lo stesso, lo sarà per tutta la mia carriera». Ecco fatto, il tennis femminile ha di nuovo una vera numero uno. Oggi esordisce a Dubai, ancora imbattuta nel 2012.

Tre titoli vinti e diciassette successi consecutivi dall'inizio dell'anno. È sorpresa da questo avvio di stagione perfetto?

«Veramente no, ho lavorato duro per arrivare dove sono adesso. Certo quando sono andata in Australia non pensavo di ripartire con un bilancio di 12 vittorie a 0, ma la mia mentalità è da sempre quella di affrontare ogni match per vincerlo, per cui non sono sorpresa».

Eppure qualcosa è cambiato rispetto al 2011.

«Senza dubbio la preparazione fisica. Nella sosta invernale per la prima volta abbiamo lavorato più sulla parte atletica che sul campo, per bilanciare al meglio tutto ciò che il tennis di oggi richiede, ovvero mobilità e potenza, ma anche esplosività, velocità e resistenza. Credo d'aver fatto il possibile per essere un'atleta migliore».

Un anno fa pensava di smettere e adesso si ritrova numero uno al mondo. È curioso, non trova?

«Qui a Doha, e nelle settimane precedenti, avevo perso davvero male alcune partite, ogni volta che uscivo dal campo per me era una sofferenza. Non mi divertivo più a giocare, così mi sono detta "torno a casa e vediamo cosa succede". Ne ho parlato con mia madre, ma è dopo aver ascoltato a lungo mia nonna che mi sono rimessa in pista. Lei è una delle persone più ottimiste del pianeta, è sempre sorridente e mi ha fatto capire quanto nella vita ci siano cose peggiori che perdere una partita di tennis».

Crede che l'aver vinto uno Slam legittimi il suo essere in vetta alla classifica Wta? Chi l'ha preceduta, Caroline Wozniacki, non c'era ancora riuscita...

«Siete voi giornalisti che lo dite, del resto è il vostro lavoro esprimere giudizi. Per me il numero uno è solo un numero che dà grande carica, responsabilità e pressioni, perché alle mie spalle ci sono molte giocatrici che vorrebbero essere al mio posto. Certo preferisco non sentirmi chiedere ogni volta come sia stare davanti a tutte senza aver vinto uno Slam».

Na Li a Parigi, Kvitova a Wimbledon e Stosur agli Us Open, con la loro prima vittoria di uno Slam hanno monetizzato in termini di sponsor. E lei?

«La mia agente è lì dietro, può chiederlo a lei».

Almeno in termini di popolarità ce lo può dire. Per caso sarà portabandiera della Bielorussia all'Olimpiade come Djokovic, Nadal e Federer?

«Sento molta più attenzione addosso rispetto a un mese fa, ma non credo di essere cambiata. Tifo e complimenti fanno sempre piacere, anche se sono le critiche che ti danno la spinta per andare avanti. Io portabandiera? Non ne ho idea, non ci ho mai pensato a dire il vero. Ci sono molti altri atleti che meriterebbero di rappresentare il mio Paese, se mi scegliessero sarei onorata (…)

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Errani e Vinci avanti tutta, Giorgi è la sorpresa (Alberto Giorni, Il Giorno 22-2-2012)

E’ iniziata nel migliore dei modi l’avventura messicana per Roberta Vinci e Sara Errani, teste di serie n°1 e n°2 del torneo Wta sul cemento di Monterrey. La tarantina ha superato 7-5 7-5 la giovane americana Coco Vandeweghe (nostra avversaria nella finale di Fed Cup di San Diego del 2010) e ora affronterà la russa Bratchikova, giustiziera della Pennetta agli Australian Open. La ravennate, ripresasi dall’infortunio patito una ventina di giorni fa in Fed Cup, ha battuto 6-2 6-2 la canadese Dubois.

Buone notizie per i colori azzurri anche da Memphis, dove Camila Giorgi (n°167 del mondo) è protagonista dell’impresa della giornata: al suo secondo match in un tabellone principale Wta, la ventenne italoargentina nata a Macerata ha sconfitto con un netto 6-4 6-2 la russa Nadia Petrova, n°32 del ranking (è stata n°3 nel 2006) e prima testa di serie: la Petrova è la giocatrice di più alta classifica battuta finora dalla Giorgi. Prosegue invece il momento no di Francesca Schiavone, eliminata all’esordio a Dubai 6-1 7-5 da Ana Ivanovic.

Ufficializzata intanto la sede della semifinale di Fed Cup tra Repubblica Ceca e Italia del 21-22 aprile: si giocherà alla Cez Arena di Ostrava. Contro Kvitova e compagne, il capitano Corrado Barazzutti cercherà così il riscatto nello stesso palazzetto dove dieci giorni fa gli azzurri hanno perso 4-1 in Coppa Davis contro i cechi.

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