21/05/2012 10:33 CEST - Internazionali d'Italia
Che farsa
che teatrino
TENNIS - Ordine precostituito degli interventi, roba mai vista. La conferenza stampa del presidente Binaghi suscita solo domande indolori, interrogativi senza risposta in un crescendo propagandistico senza pudore. Da Roma, Ubaldo Scanagatta

La rituale conferenza stampa di fine torneo del presidente federale è stato una farsa di un incredibile teatrino. Fin da come è stata organizzata. Temo che se non lo leggerete su Ubitennis non lo leggerete da nessuna parte. Meglio così. Se alla presentazione degli internazionali d'Italia, il 18 aprile, non c'era stata la possibilità da parte dei giornalisti di porre alcuna domanda, tipo conferenza stampa bulgara, oggi invece un'astuta mente federale ha pensato che fosse meglio avvertire ed iscrivere anzitempo alcuni giornalisti (e non altri) per far sì che l'ordine degli interventi fosse precostituito e…presumibilmente indolore.
Si è dato daffare in questo senso il capufficio stampa Angelo Mancuso, ma l'idea ovviamente non era stata sua. "Ti ho iscritto io a parlare.." diceva ai colleghi, i quali ringraziavano di tanto onore, senza stupirsi più di tanto. Anche se succedeva così anche ai tempi del Minculpop. Mi domando se i colleghi se ne sono resi conto, magari a fine conferenza, o si sono semplicemente rallegrati di essere stati prescelti per fare le loro domande perchè Binaghi e la Federtennis non le temevano, senza riflettere sul fatto che inconsapevolmente diventavano anche loro strumenti di propaganda del regime. Quando, vedendo che nessuno alzava la mano per prenotarsi le domande, ma che Caputi chiamava direttamente chi doveva farle, ho chiesto allora di poterne fare una io, e ho detto chiaramente che non avevo mai visto una conferenza stampa organizzata in questo modo, Massimo Caputi ha prontamente ribattuto: "Sono intervenuti fin qui colleghi di testate importante, la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera..." come per dire: "Più democratici di così...che si pretende?"
Quando ho ribattuto che non avevo mai visto organizzare le conferenza stampa con interventi preassegnati a colleghi che non sapevano (almeno in teoria) cosa avrebbe detto Binaghi, Caputi ha allora risposto con une mezza, tragica battuta: “Siamo degli organizzatori anche per questo...".
Mi sono cascate le braccia, che avevo tirato su a fatica dopo che Binaghi, parlando della tv e dei risultati straordinari prodotti da Supertennis (insistendo che costa "solo" 3 milioni di euro l'anno), aveva fatto una clamorosa gaffe che dipinge bene il personaggio ed ho visto chiaramente che ha fatto trasalire accanto a lui perfino lo stesso Caputi: "Anni fa quando mi vedevano al Foro Italico mi fischiavano, ora grazie a Supertennis, mi fermano e mi chiedono gli autografi".
Anche Fede e Italia Uno hanno fatto del loro meglio perché Berlusconi potesse firmare più autografi possibile. Figurarsi Supertennis. Questo spiega certamente perchè Binaghi non ha risposto alla mia domanda se gli venisse mai di dubitare sull'ingente investimento fatto su Supertennis quando mancano i soldi invece per aiutare i giovani tennisti ad emergere. La questione delle priorità da affrontare non lo sfiora. L'importante è che la gente gli chieda l'autografo. Non ha risposto nemmeno alla domanda se, installatosi sulla poltrona federale nel 2000, abbia intenzione di ricandidarsi per restarci fino al 2016. Ma si è capito che lo farà, ovviamente perchè ...gli altri glielo chiedono. Insomma puro senso della responsabilità, in barba alle dichiarazioni di quando si insediò su quella poltrona garantendo che non ci sarebbe mai stato più di 8 anni. Si vede che invece ci si è affezionato. E poi ora non lo fischiano, quindi è un trionfo.
Ha poi parlato a più riprese della grande rinascita del tennis italiano, ovviamente sottolineando quello femminile (pechè su quello maschile non poteva arrampicarsi sugli specchi) incensando le nostro ragazze e la Errani in particolare in replica a coloro (Rino Tommasi?) che avevano sostenuto tempo addietro che dietro la Schiavone e la Pennetta non c'era nessuno ...(ma dimenticando ovviamente che la Errani si allena da 8 anni in Spagna dopo essere stata prima da Bollettieri).
Quando gli ho fatto presente che di rinascita del tennis italiano non si poteva proprio parlare...ha svicolato alla grande, passando a parlare di tesserati, di soci in aumento (???) e per evitare di ascoltare la solita nota filastrocca, l’ho interrotto per dirgli che io parlavo di rinascita tecnica. Due parole: “le ho chiesto di rinascita tecnica” l’unica via di salvezza alla quale è ricorso è stata: “Non mi interrompere, io non ho interrotto la tua domanda”. Poi però non ha risposto quando io gli ho detto: "Ma se la domanda non l'ha capita, me la lasci spiegare".
Oltretutto il momento della mia domanda, quando finalmente era arrivato, aveva dovuto essere rinviato, perché proprio allora _ incredibile coincidenza _ venivano portate in sala conferenza le ragazze vittoriose nel doppio, Vinci ed Errani.
Lì, ubimaior, dimenticando la straordinaria coincidenza, era ovviamente giusto interrompere, per riprendere con il mio intervento spezzato in due, dopo le doverose celebrazioni alle prime italiane capaci di vincere dal 1931 a oggi (Luzzatti Gagliardi) in una coppia al 100 per 100 italiana (perché il torneo del 1985 a Taranto fu solo etichettato come Internazionali d'Italia ma aveva un montepremi da 50 mila dollari).
Conclusa la fase delle congratulazioni alle due ragazze che sognano una medaglia alle Olimpiadi, con Binaghi che dichiarava di sognare una semifinale fra Vinci ed Errani contro Schiavone- Pennetta, coinvolgendo nel delirio onirico un collega che diceva: “Ma perché solo in semifinale e non in finale?”, toccava finalmente a me porre la prima domanda critica, non senza aver sottilineato l’eccellente scenografia del Foro Italico 2012 e la cornice davvero bellissima in cui oggi si disputa il torneo.
In precedenza, riassumo, c’erano stati una decina di interventi, alcuni più zuccherati degli altri, senza che nessuno avesse osservato che per giorni e giorni la connessione Internet in sala stampa era saltata sei, sette volte al giorno per black-out prolungati e anche più.
Dovrebbe essere la minima precauzione di qualsiasi sala stampa garantire quel servizio nel 2012. Non vi dico i commenti dei colleghi stranieri lungo tutti i primi 6 giorni del torneo (la connessione funziona senza troppi intoppi da venerdì), con sorrisini tipo Sarkozy e Merkel all’indirizzo di Berlusconi “Eh da voi in Italia le cose funzionano così…”, nemmeno fossimo Paese da Terzo Mondo! Che la si cabli per Bacco, se il Wi-FI non dà garanzie. E’ anche vero che abbiamo cambiato più sale stampa in 10 anni che Marilyn Monroe mariti, ogni volta si riparte da zero!.
Il solo Martucci si era azzardato a segnalare che il rispetto per i giornalisti manifestato da Binaghi nei suoi ringraziamenti al sostegno ricevuto da “quasi tutta la stampa”, passerebbe anche per una ben diversa organzzazione delle interviste. Ieri sera,ma anche la sera precedente, per ascoltare Federer in orari da chiusura di giornali, si è dovuto lasciare computer, sala stampa etcetera, per correre allo stadio e salire nella players-lounge. Chi non aveva il tempo per farlo, o più collaboratori, ha dovuto fare a meno di sentire le dichiarazioni di Federer e Djokovic.
Un altro intervento minimamente critico lo ha fatto Perrone del Corsera che ha lamentato il fatto che le golf-cart fossero a disposizione soltanto dei presunti …“VIP del piffero” della BNL (così si è espresso lui), mai mettendole a disposizione seppur vuote ed inutilizzate dei giornalisti (che, aggiungo qui io, dovevano camminare ogni volta anche per più di cinque minuti per raggiungere i campi più lontani, e più volte al giorno).
Più tardi me ne sono andato e ho lasciato la sala interviste _ e sono tornato al mio posto trasecolato quando il prode Commentucci, mio ex collaboratore che non mi pento di avere allontanato anche se era proprio lui che aveva l’incarico di moderare i “commenti politici” al blog e al sito quando Binaghi ha poi querelato il sito per quel che alcuni dei lettori avevano scritto e Commentucci “passato” per buoni _ ha chiesto al presidente di segnalare tutti gli sforzi che la FIT fa per aiutare il movimento tennistico giovanile “perchè la Fit ne fa tanti che forse non sono abbastanza noti” , con Binaghi che lo ringraziava per la bella domanda che gli consentiva di...etc etc. Un siparietto davvero deprimente. Non si danno gli accrediti a chi esercita davvero la professione giornalistica, con la scusa di applicare una regola o di un’altra, e poi li si danno a chi accede alle conferenza stampa per tirare la volata ai dirigenti. Non ho proprio resistito al disgusto.
Già ero stato tentato di andarmene quando in precedenza un altro collega, forse colto in contropiede dall’esigenza di preparare domande senza sapere di cosa Binaghi avrebbe parlato, aveva pensato che sarebbe stato proprio interessante sapere come lo stesso Binaghi avesse vissuto questi 12 anni in sella al torneo di Roma "Presidente quali sono i suoi ricordi, ciò che le è rimasto più impresso di questa sua esperienza etc etc" . Roba che mancava solo un'orchestra di violini e un bel tappeto rosso con tutti inginocchiati a terra plaudenti...
Una domanda interessante è stata collegata alle date di nascita dei tennisti e tenniste italiane, Schiavone, Pennetta, Vinci, Seppi, tutti trentenni o quasi, e sull’assenza di giovani promesse, sul futuro insomma a breve e medio termine”.
La risposta di Binaghi è stata: “Possibile che queste ragazze non vi abbiano fatto capire la forza del movimento, perché anziché gioire di quel che abbiamo ci chiediamo sempre che succederà domani? Possibile che restiamo sempre inguaribili pessimisti? C’è una forte discrasia tra quello che percepite e quello che la maggior parte della gente pensa”
Insomma, anche qui ha glissato, meglio non rispondere. Perché la risposta non c’è.
Per finire ecco le mie domande alle quali ho avuto parziale risposta o nessuna….
_ Immagino che ci siano costi non ancora quantificati ed altri invece sì. Fra quelli quantificati ci dovrebbero essere quelli relativi alla costruzione del campo con strutture provvisorie della Supertennis Arena. In Australia il secondo campo coperto è stato sponsorizzato dalla Vodafone èper 10 anni, poi dalla Hisense…al di là dei costi chiamarlo come Supertennis Arena, con quel che già costa Supertennis, sottrae possibili introiti al torneo….---
Qui, la domanda, che intendeva proseguire con una richiesta esplicita sui costi della produzione televisiva affrontati per dare in esclusiva nazionale il torneo femminile, è stata interrotta dall’arrivo di Errani e Vinci.
La risposta è arrivata dopo l’uscita dalla sala delle due ragazze. La leggete anche nell’altro articolo pubblicato da Ubitennis.com.
“Costa qualche centinaio di migliaio di euro, che su un fatturato di 18 milioni incide per circa un 2% (sarebbero quindi 360.000 euro circa…). Ma se sarebbe meglio trovare una sponsorship che assorbisse questi costi, anziché far gravare anch’essi sulla promozione di Supertennis? (come verranno conteggiati? Si troveranno nei bilanci usciti di Supertennis almeno in parte, come lucro cessante?)
La seconda domanda è stata, partendo dal pressuposto secondo cui era assolutamente contestabile l’affermazione binaghiana di una “rinascita del tennis italiano”:
_ Quali che siano le cifre investite dalla Federtennis sulla proprio tv, non le è mai venuto il dubbio che tutti quei soldi potrebbero invece essere investiti per allargare la base giovanile di un movimento che non produce un giocatore top 10/20 negli ultimi 10/20/30 anni?”.
La risposta, svicolata attraverso i progressi compiuti dal tennis italiano tramite l’aumento del tesserati, l’aumento dei soci etc, non è venuta.
Come non è venuta alla mia successiva domanda: _Lei si era presentato nel 2000 sostenendo che avrebbe fatto il presidente per un massimo di 8 anni e a settembre si ricandiderà per farne 16?
“Il mio futuro dipenda da una vasto gruppo di dirigenti, qusto potrebbe essere il momento ideale per smettere dopo questi successi (sic!), finchè c’è gente come te continueremo perché ci date stimoli”.
Insomma, malgrado tutto, se sono di stimolo a Binaghi, soprattutto quando pochi altri lo sono, fra i suoi cortigiani in seno alla Fit, almeno servo anch'io alla causa del tennis italiano.
Però aver assistito a questo teatrino oggi mi ha ulteriormente depresso. Perchè la gestione FIT è lo specchio della gestione di troppe cose pubbliche nel nostro Paese. Dove i politici di turno pretendono di farci semrpe credere che ...Gesù è morto di sonno. E pochi hanno il coraggio, la forza intellettuale, di ribellarsi. Certo non quei 10 deputati (su 11 più l'onorevole Castiello che ha tenuto duro) che dopo aver presentato un'interrogazione parlamentare per denunciare quel che ha denunciato anche l'Espresso, hanno deciso di ritirare la firma. Che cosa è successo nel frattempo? Si erano sbagliati prima e si sono ricreduti? L'avevano apposta con troppa superficialità? Se hanno scoperto cose che non sappiamo, ce le dicano. Siamo curiosi anche noi.
Ubaldo Scanagatta





