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02/06/2012 08:36 CEST - Roland garros

L’Incredibile Goffin
Il super lucky loser

TENNIS - E’ arrivato agli ottavi, una rimonta dopo l’altra, dopo aver perso qualificazioni che non avrebbe dovuto giocare. Ed ora c'è Federer “La mia camera è piena di sue foto”. Il suo destino si è legato a Monfils. Da Parigi Ubaldo Scanagatta

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Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
PARIGI _ La storia di David Goffin, il lucky loser belga approdato agli ottavi di finale e che pesa 64 kg (e non 44 come scrivevano nelle infos del Roland Garros!) pur essendo alto 1 metro e 81 ma riesce a a servire sopra ai 200 km l’ora, è abbastanza incredibile. Anche per chi ne ha viste tante.

Per quel che è successo a lui e per tante concidenze che riguardano il tennis belga. Cominciamo dal fatto che, n.109 del mondo dopo quattro forfait dei 104 aventi diritto ad entrare nel tabellone, era come se fosse n.105, un posto fuori. Sarebbe bastato che Monfils si fosse ritirato prima dell’inizio delle qualificazioni e non le avrebbe fatte.

Ma Monfils si è ritirato dopo. Lui è testa di serie n.1 delle “quali” ma per il terzo Slam perde all’ultimo turno con Joao Souza. Le valigie per tornare in Belgio, per lui francofono che abita nei pressi di Liegi, non lontano da dove sta Justine Henin, sono già pronte. Ma grazie al forfait (tardivo) di Monfils viene ripescato proprio lui. Lucky loser e lui che dice: “Beh, c’è una giustizia”.

Al primo turno ha quel brutto pesce di Stepanek, è sotto due set a uno, ma vince al quinto, cedendo sei games negli ultimi due set 64 62. Al secondo turno Goffin trova il “vecchio” Clement e di nuovo si trova sotto 2 set a uno, dopo aver perso il terzo set addirittura 6-0. Ma Clement, 34 anni e al quindicesimo Roland Garros, aveva già fatto cinque set anche contro Bogomolov jr e non ne ha più. Goffin perde solo 3 games negli ultimi due set ed è al terzo turno.

Qui trova il polacco Kubot, n.49 Atp, in una giornata triste per il tennis polacco che ha visto uscir malamente di scena un’irriconoscibile Agniezska Radwanska (battuta seccamente dalla Kuznetsova, 61 62) e Goffin comincia male: è sotto 5-2 nel primo set, ma rimonta e vince il tiebreak. Nel secondo set è sotto 3-5, ma era sotto 2-4 e 15-40 e deve salvare tre palle break dopo che sul 2-3 era rovinosamente caduto ferendosi al mignolo della mano destra, al gomito e pure al ginocchio che sanguinano tutti piuttosto copiosamente. Per ben tre volte scende in campo un fisioterapista a curarlo: subito al momento della caduta, poi al primo cambio di campo e al successivo. Una volta il dito e il gomito, un’altra il ginocchio. Ciononostante è lui a vincere anche il secondo set, 7-5, dopo di che il polacco si arrende, 6-1 nel terzo.

Goffin è il primo lucky loser negli ottavi al Roland Garros dai tempi di un altro belga Bernard Mignot che c’era arrivato nel ’76, l’anno del trionfo di Adriano Panatta. Mignot perse dal messicano Raul Ramirez (di cui fui per brevissimo tempo una sorta di…coach clandestino, forse sarebbe meglio dire consigliori!). Sul media guide del Roland Garros non c’è ricordo di Mignot, ma rimedia Ubitennis con le sue statistiche.

E’ curioso notare come l’ultimo lucky loser negli ottavi in uno Slam era stato, ma a Wimbledon, un altro belga nel ’95, Dick Norman che era stato battuto all’ultimo turno delle quali da Stolle, ma poi “ripescato” conquistò scalpi illustri come Cash, Edberg e Woodbridge prima di arrendersi a Boris Becker in ottavi.

Devo ringraziare per tute queste informazioni il collega Frank Van Roost (non è parente di Dominique Monami in Van Roost) ma scrive per un giornale l’Het Belong Van Limburg dalla stessa area di tanti giocatori belgi, Clijsters, De Wulf, Van Garsse, Vliegen.

Domenica Goffin, biondino con gli occhi azzurri, l’aria un po’ spaurita, esilissimo, timidissimo, parla con un filo di voce, affronterà il suo idolo Roger Federer: “Lo seguo fin da piccolo _ dice lui che ha 21 anni _ e la mia camera è sempre stata piena di sue foto. Non riesco ancora a realizzare che al mio primo Slam in tabellone principale ho passato tre turni e devo giocare proprio contro Roger Federer. L’ho incrociato negli spogliatoi ma non ho avuto il coraggio di fermarlo e parlarci, ora me lo ritroverò di fronte sul campo, sarà un’incredibile emozione”.

Il ragazzino era già sopraffatto dall’emozione di vedersi la stanzetta della sala stampa n.2 affollatissima di colleghi, anche stranieri, come Christopher Clarey del New York Times, l’inviato dell’asociated Press Fendrich, da tante televisioni, inclusa la BBC inglese. Se il mignolino aveva smesso di sanguinare da un pezzo, l’abrasione sul gomito era ben visibile, un vero sbrego, mentre sul ginocchio c’era anche del ghiaccio, coperto dal tavolo sui erano appoggiati i microfoni e i registratori.

Scusandomi per non averlo seguito in un giorno in cui erano impegnati ben quattro italiani, con Seppi al quinto set, la Errani e la Pennetta al terzo, gli ho chiesto quali ritenesse il suo colpo migliore e lui, quasi arrossendo: “Credo il rovescio lungolinea".

Quando a Federer hanno chiesto di Goffin e se lo avesse visto Roger ha risposto: “L’ho visto un po’ perché ero andato per vedere Clement che sapevo avrebbe giocato qui il suo ultimo Roland Garros e con lui ho giocato molte volte. Così ho visto anche lui, ha un nice game, colpisce bene la palla ed ha talento naturalmente sennò non sarebbe arrivato dov’è.”

Ma sei sorpreso di trovarlo lì?
“Beh sì, era nelle qualificazioni dunque…” .

Quando un collega belga rivela a Federer che “per Goffin tu sei sempre stato un idolo!” Roger replica d’istinto: “Non è la prima volta che questo accade! (risata) E’ strano, ve lo dico è una cosa particolare, strano davvero, mi fa piacere sentirlo, quindi per lui sarà un gran match, verrà tanta gente a sostenerlo dal Belgio come accadeva per Justine e Kim, insomma sarà un match inconsueto per me dopo quel che hai detto..beh grazie per avermelo detto”.

Ubaldo Scanagatta

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