28/06/2012 03:18 CEST - WIMBLEDON 2012
Nell'attesa della
tua venuta
TENNIS - E' la dea underground del circuito. Ha sangue italiano. E' all'apice della carriera. E infrange cuori e sogni. L'ultimo, ieri. Mandy Minella, cronaca della tragedia dei Paradisi Perduti. Riccardo Nuziale

L'importante non è mai stato partecipare
Gennaio 2012, sorteggio dei tabelloni degli Australian Open, un lampo tra gli sbadigli. Mentre le agenzie di stampa di mezzo mondo stappavano bottiglie di vino delle grandi occasioni (Federer e Djokovic non nella stessa metà!), la vostra penna mandava un sms all'amico e collega Karim Nafea: "possibile secondo turno con Masha". Il Paradiso in HD. Tra noi e il simposio della Bellezza, un nome: Jamie Hampton, statunitense, numero 144 del mondo. Unico precedente favorevole: finale 2010 dell'ITF di Lutz, vittoria per 62 46 62. Classifica peggiore, precedenti a sfavore: l'avversaria ideale. Balletto classico con Maria in universovisione, eccoci. La bellezza salverà il mondo. Finì 61 61 per la Hampton. "Se Dio esiste, spero abbia una buona scusa".
La regina dell'invisibile
La poesia fatta video. Un minuto di cineocchio da tredicenne al primo amore, il timido, occhialuto protagonista di una qualsiasi teen-comedy statunitense 80s che non sa come dire alla propria bella che è perdutamente innamorato di lei. Non succede nulla, il suo volto s'intravede per un istante e ovviamente la bella non è minimamente a conoscenza dell'esistenza del suo spasimante. Poi l'estasi epifanica: lei si gira e lo sguardo finisce con il più sentimentale dei cliffhanger, l'imbarazzo/panico di poter finalmente comunicare con lei attraverso gli occhi, il momento che sai che lei sa che esisti. E ovviamente l'unica reazione possibile è la fuga.
(Quasi) stessa poesia visibile in questa foto. Foto che sembra scattata dal più inguaribile dei voyeur, posizionatosi in qualche modo sull'albero più vicino per catturare istantanee della sua Sad Eyed Lady of the Lowlands. E invece autore di questa foto è uno dei nomi di punta della corazzata Getty Images, ovvero Clive Brunskill, che ha immortalato la divinità gialloblù non in qualche ITF sperduto, ma all'ultimo Roland Garros. Troppo facile, comodo e banale immortalare i banali nomi dell'Olimpo WTA (Maria, Ana, Caroline, Flavia, ecc). L'autentica, epica bellezza ha il sapore dell'esoterico.
"Attento, sta per succedere di nuovo"
Le notti adolescenziali a guardare Twin Peaks, la nostalgia. I titoli di coda con la culla di Angelo Badalamenti e la foto di una raggiante e sorridente Laura Palmer. La foto sul sito WTA: anche lei sorride, eterea, immortale e invisibile. Anche lei, nei panni di Maddy (una consonante non fa la differenza), torna a ferire.
Giugno 2012, sorteggio di Wimbledon, la nuova scintilla. Con la cantina delle agenzie stampa di mezzo mondo sonnacchiosa (tutto rientrato nella norma, è per sempre Djokerer), la vostra penna manda il medesimo sms, sebbene stavolta non sia Masha la coprotagonista, bensì Julietta (Goerges), mentre il nuovo nome-mare a dividere la realtà dal sogno è quello di Anastasiya Yakimova. Questa volta i precedenti non sono incoraggianti, 0-2, ma sono comunque risalenti a 3-4 anni fa. Buona parte della redazione di Ubitennis (i santoni Nuziale e Nafea hanno nel tempo diffuso il culto) ieri con un occhio di riguardo alla parte bassa dell'IBM Slam Tracker, in speranza e preghiera. Ma il risultato è stato ancora più crudele e beffardo. Con la Goerges già ad aspettarla, vince il primo set, perde il secondo, nel terzo va sotto 0-4, illude con tre game di fila, ma finisce per cedere 46 63 63. Ancora una volta il mondo cede alle ingiustizie cosmiche.
Nessun dettaglio sul personaggio e sulla tennista è stato indicato in queste righe. Volutamente, il culto per Mandy Minella prevede un iter lungo e spinoso, che nessuna volgare ricerca internet può compensare, nessun freddo dato può aiutare in niente.
Alla prossima, Nostra Signora dei Sogni.
Perché bisogna credere nel sogno, qualunque esso sia, in qualsiasi forma.
Sapremo aspettare.
(foto Stephen Lovekin/Getty Images)

Riccardo Nuziale





