28/06/2012 10:48 CEST - Wimbledon
Tutti odiano
Leander Paes
TENNIS - Bhupathi e Bopanna hanno rifiutato di giocare in doppio con Paes, iscritto alle Olimpiadi con il modesto Vardan. Dopo la minaccia di non andare ai Giochi, la Federazione lo iscrive anche al misto con Mirza. "E' umiliante essere usata come esca" ha detto. Alessandro Mastroluca

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Una storia da Bollywood. In India nessuno vuole giocare in doppio con Leander Paes. Bisnipote del poeta bengalese Michael Madhusudan Dutt, agli Australian Open Paes ha completato il career Grand Slam in doppio conquistando il suo tredicesimo major (sette nel doppio maschile, sei nel misto). Ai Giochi di Atlanta ha portato a casa la prima medaglia nel tennis per l’India, la quarta in una disciplina diversa dall’hockey prato dopo le due di Norman Pritchard nei 200 e 200 ostacoli nel 1900 (medaglie che il CIO accredita all’India anche se la IAAF le assegna invece alla Gran Bretagna sostenendo fosse stato selezionato dopo i trials britannici e gareggiato per il Regno Unito) e il bronzo di Khashaba Dadasaheb Jadhav a Helsinki ‘52. Al ritorno c'erano 25 mila persone ad accoglierlo all'aeroporto.
Unico tennista insieme a Laver ad aver vinto Wimbledon in tre differenti decenni, a Londra diventerà il primo indiano a partecipare a sei Olimpiadi. Ma in doppio è stato iscritto con il modesto Vishnu Vardan, n.209 del ranking di doppio, dopo che il suo partner storico Bhupathi e Bopanna, che da inizio stagione hanno iniziato a giocare insieme nel circuito e costituiscono l’altra coppia indiana nel tabellone olimpico di doppio maschile, si sono rifiutati di giocare con lui. Una decisione, quella di iscrivere due coppie, per cui ha spinto il Ministro dello Sport Ajay Maken che, pur sottolineando la sua volontà di non interferire nella selezione, ha lasciato chiaramente intendere di preferire questa soluzione.
Paes ha anche minacciato di non andare alle Olimpiadi: “E’ inaccettabile” ha scritto in una lettera alla Federazione (AITA), “che io debba dire addio alle mie chance di vincere una medaglia perché costretto a giocare con un partner che è oltre il numero 200 del mondo mentre il numero 13 e il numero 15, formano una squadra in base al fatto che si sono rifiutati di giocare con me”. La Federazione ha poi annunciato che Paes giocherà il doppio misto con Sania Mirza, che tre settimane fa ha vinto il Roland Garros nel misto in coppia però con Bhupathi. Ma non ha certo chiuso il caso. Anzi.
“Come donna indiana del 21mo secolo, è una disillusione il modo umiliante in cui sono stata usata come esca per cercare di calmare uno dei simboli scontenti del tennis indiano” ha dichiarato Mirza. “Mi sento onorata e privilegiata per essere stata scelta come partner di Leander Paes, ma il modo e il momento scelto per l’annuncio sanno molto di maschilismo laddove una due volte vincitrice di Slam, che è stata la numero 1 indiana in singolo e doppio per quasi un decennio, viene offerta come compensazione per giocare con uno dei campioni in conflitto fra loro solo per convincerlo a giocare in doppio maschile con un compagno con cui non vuole giocare!”.
Mirza, che si è trasferita a Dubai dopo aver sposato il capitano della nazionale pachistana di cricket Shoab Malik, ha concluso che “questo tipo di spudorata umiliazione della condizione femminile in India deve essere condannata anche se arriva dal principale organo di controllo del tennis nella nostra nazione”. La Federazione ha, prevedibilmente, negato spiegando di aver preso la decisione di iscrivere Paes e Mirza in doppio basandosi solo su considerazioni di merito.
Da dove nasce l’astio tra Paes e Bhupathi? Insieme hanno giocato 27 doppi di Davis, perdendone solo due, con l’Olanda e con la Svezia nel 1996, anno in cui l’India riuscì comunque ad arrivare a una memorabile semifinale. Allora, i due sembravano inseparabili. Bhupathi, più giovane di Paes, serve e risponde meglio ma è più introverso, meno loquace. Paes, più atletico e a suo agio nel gioco di volo, è da sempre a suo agio quando è al centro dell’attenzione.
Secondo la ricostruzione del sito di informazione DNA India, i primi segni di discordia nascono intorno alla figura di Enrico Piperno, preparatore di Paes nel 1990-91 e coach di Bhupathi. Secondo la loro manager dell’epoca, Shailendra Singh, Piperno non piaceva a Bhupathi. Secondo un ex giocatore, invece, Paes avrebbe voluto che Bhupathi cambiasse allenatore ma lui voleva prendere le sue decisioni.
Nel 1998 altre tensioni. Paes rinuncia alla Coppa d’Asia, Bhupathi vince in coppia con il giovane Syed Fazaluddin e dichiara: “Potrei pensare di continuare a giocare con lui”. Poi è Bhupathi a non partecipare all’edizione successiva ufficialmente perché si sta riprendendo da un infortunio alla spalla. Ma Paes è convinto che Bhupathi abbia avuto il tacito accordo della Federazione e lo prende come un affronto personale anche perché Bhupathi avrebbe dovuto partecipare a tre Challenger, dopo la Coppa d’Asia, organizzati dalla società di management che Paes gestiva con il padre. La sua assenza fa perdere di interesse i tornei.
I due litigano, si separano, poi ritornano a giocare insieme fino al 2010 in Davis. Quest’anno, a completare questa storia al limite dello shakespeariano di litigi e riappacificazioni, arriva un terzo protagonista, Rohan Bopanna. Secondo Bhupathi, durante la sfida di Davis con l’Uzbekistan dello scorso marzo, Paes avrebbe cospirato alle sue spalle per escluderlo dal match. E avrebbe offerto a Bopanna, che aveva lasciato il suo partner storico, il pachistano Qureshi, per inseguire l’oro olimpico, di fare coppia con lui. Ma Bopanna, invece di dargli una risposta, va a riferirlo a Bhupathi che litiga con il suo compagno storico e inizia a fare coppia sul circuito con il partner più giovane. “Se dovessero fare un film su questa storia” ha commentato Bhupathi in conferenza stampa a Wimbledon, “venderei i diritti per un sacco di soldi”.
Alessandro Mastroluca





