14/07/2012 08:39 CEST - Rassegna Nazionale
Errani picchia duro e vola in semifinale (Urso, Vannini); Seppi , che brivido a cinque cerchi (Cazzaniga); Tennis, i tornei rendono sempre (Plazzotta); Besta rovesci: c’è il tennis con due racchette (Gasparini)
14-07-2012
- Vinci spreca e cede alla Robson Errani: «Cresco giorno dopo giorno» (Urso); Palermo: la Vinci inciampa nella mancina Robson Ora ci rimane solo la Errani (Vannini); «A Wimbledon gioco in casa» (Pilia)
- Federer in gara con i più grandi dello sport (Semeraro). Palermo: Errani ai quarti, Vinci lanciata (Urso). Il Credito Sportivo lancia “Un aiuto da campioni” (Lo Giudice), Sara e Roberta palermitane d'adozione (Marino)
- I grandi di sempre incoronano Federer (Martucci). Roger n°1 anche con le racchette di legno (Tommasi)
- Federer il più grande di tutti. Ecco le sue parole. (Clerici, Martucci, Valesio), Federer e Sampras, i gemelli astrali di casa a Wimbledon (Piccardi)
- Wimbledon, la settima vittoria di Federer, il tennista perfetto. Il sogno di Murray finisce in frantumi (Clerici, Azzolini, Piccardi, Semeraro, Tommasi, De Martino, Ferrero, Giorni, Palizzotto)
A cura di Davide Uccella
Errani picchia duro e vola in semifinale (Roberto Urso, La Gazzetta dello Sport, 14-07-2012)
Ha trovato una strada spianata e ha sfruttato al meglio l'occasione. Sara Errani, n. 9 al mondo e quest'anno finalista (sconfitta da Maria Sharapova) al Roland Garros di Parigi, è stata ieri notte l'ultima e unica italiana a raggiungere la semifinale dell'Italiacom Open (Wta, 220 mila dollari, terra battuta) che domani si concluderà sui campi del Country club.
Due set L'azzurra olimpica, ha superato in soli due set la rumena Alexandra Cadantu, 22 anni e n. 85 delle classifiche con una sicurezza notevole. Match mai messo in discussione e terminato per 6-2 6-2 in un ora e 5 minuti. Una dimostrazione ulteriore del livello qualitativo raggiunto dalla tennista di Massalombarda la cui continuità di rendimento le consente di fare diventare facile anche partite complicate.
Fatica Mentre le altre tre giocatrici vittoriose nei quarti come lei (Begu, Zahlavova-Strycova e Robson), hanno dovuto fare gli straordinari, la venticinquenne romagnola numero nove del mondo anche ieri ha vinto in due rapide frazioni, come nelle due precedenti apparizioni, dimostrando la grande crescita avuta da un anno all'altro ed il consistente stato di forma. Solidissima sulla terra battuta, regala pochissimo e per giunta ha accresciuto il suo tasso di "aggressività" da fondo. Basta guadagnare qualche metro dentro il campo e le sue bordate più di diritto che di rovescio bimane diventano dirompenti. Sara, oggi martella da ogni angolo e i suoi colpi dopo il cambio di racchetta sono diventati più pesanti e lunghi, come lei stessa aveva dichiarato giorni fa: «E' stato per puro caso. Ho provato la racchetta di una ragazza che si allenava con me — aveva confessato l'azzurra - e mi sono resa conto che tutto era diverso. Un telaio più lungo di due centimetri e una elasticità diversa che hanno fatto migliorare e non di poco il mio tennis».
Begu Oggi la sfida contro la Begu. L'unico precedente è a favore della azzurra. Tra la sorprendente diciottenne inglese Robson e la avversaria ceca non ci sono precedenti.
Errani, caccia alla quinta finale (Paolo Vannini, Il Corriere dello Sport, 14-07-2012)
In costante crescita, Santa approda senza problemi alla semifinale confermando di avere ritrovato subito la familiarità con la terra rossa sulla quale non giocava da Parigi. Alla romena Cadantu, n.85 del mondo, ieri sera la Errani ha lasciato 4 games, vincendo con un doppio 6-2 in 1h6', e riproponendo le specialità della casa: sapiente lettura tattica del match, recuperi brillanti, variazioni vincenti con palle corte e discese a rete. Rispetto ai primi due turni, il tennis della romagnola appare ancora più consistente. Oggi contro la Begu (precedenti 1-0 per Sara, a Barcellona quest'anno), la Errani può conquistare la quinta finale dell'anno.
MANCINA INGLESE - Palermo da sempre è specializzata nel lanciare giovani talenti che poi diventano star. E' successo in passato per Mary Pierce, Anastasia Myshkina, Vera Zvonareva, la stessa Erra-ni. Stavolta il nome "caldo" che potrebbe scalare presto le classifiche è un'inglesina mancina, Laura Robson, nel cui pedigree c'è la vittoria di Wimbledon juniores 2008. La diciottenne nata a Melbourne ma britannica di formazione ha dato un senso più compiuto alla sconfitta subita giovedì da Roberta Vinci, battendo ieri anche una specialista del rosso come la spagnola Suarez Navarro, che vantava un quarto di finale al Roland Garros.
Attualmente n.113, la Robson ha raggiunto la sua prima semifinale nel circuito Wta; finora era arrivata a un 2° turno passando però molte volte le qualificazioni, per esempio negli Slam. E' lei per adesso la rivelazione degli Internazionali di Sicilia, Italiacom Open. Oggi per la Robson semifinale con la coriacea ceca Zahlavova Strycova che ieri ha sorpreso la Goerges.
Intervista ad Andreas Seppi – Che brivido a cinque cerchi (Lorenzo Cazzaniga, Sport Week – La Gazzetta dello Sport, 14-07-2012)
Da ragazzo non passava le notti per vedere la Vezzali vincere l'ennesima medaglia d'oro. Né a Londra farà la coda per strappare tin autografo a Usain Bolt. Andreas Seppi è cresciuto con il sogno di vincere Wimbledon e Roland Garros. Perché tennise Olimpiadi non hanno mai camminato a braccetto. Escluso per 60 anni, questo sport è stato riammesso solo nel 1988 (dopo l'umiliazione di essere presente a Los Angeles 1984 come disciplina dimostrativa). Però, pian piano il torneo olimpico comincia ad avere appeal, quasi come uno Slam. In particolare il prossimo, perché si giocherà nel tempio di Wimbledon, dove Seppi sarà presente in singolare e in doppio. Partendo dall'amarezza dell'ultima edizione di Pechino.
«Quattro anni fa è stata una grande delusione. Era la mia prima volta ai Giochi e mi aspettavo un'atmosfera caldissima. Invece a vedere il mio match contro Berdych c'erano solamente Barazzut ti e sette cinesi. Nemmeno in un torneo Futures in Africa vedi così poca gente! E non è che fosse colpa mia, perché anche per uno come Nadal non c'era mai lo stadio pieno. Fortuna che a Londra sarà ben diverso: a Wimbledon non trovi mai un posto nemmeno per un primo turno del doppio misto».
Che effetto farà vedere il centrale ricoperto di sponsor e i tennisti esibirsi con colori sgargianti e non con il tradizionale completo bianco? «Sarà divertente, un'esperienza unica. Certo, ci sembrerà strano perché anche il pubblico sarà ben diverso da quello cui siamo abituati al torneo, ma l'atmosfera sarà ancora più elettrizzante».
Seppi ragazzino restava incollato alla tv quando c'erano i Giochi? «Sinceramente no. I primi ricordi risalgono a 3-4 edizioni fa, quando avevo sedici anni. Non ero un fanatico: guardavo la finale dei 100 metri, ma non la lotta greco-romana anche se c'era un italiano che si giocava la medaglia. Mi piacevano le gare brevi, con tanta adrenalina».
E dove un atleta si gioca in pochi secondi i sacrifici di quattro anni. «Mamma mia, a pensarci mi vengono i brividi. Lo stress che devono subire gli atleti di certe discipline è pazzesco. Fortunatamente nel tennis abbiamo quattro super eventi tutti gli anni e tanti altri tornei importanti. Però è vero anche il contrario: ci sono atleti che azzeccano la giornata giusta alle Olimpiadi e poi campano di rendita per quattro anni».
Il tennis è ufficialmente rientrato nel programma olimpico nel 1988 a Seul: ora che valore hanno i tornei a cinque cerchi all'interno di una stagione? «Acquistano importanza a ogni edizione. Ora anche i top player come Federer e Djokovic hanno tanta voglia di far bene. Però sono ancora un mezzo gradino sotto gli Slam, specie Wimbledon e Roland Garros. Diciamo così: meglio l'oro olimpico che una finale a Wimbledon. Ma una vittoria lì ancora non ha eguali».
Secondo lei chi vincerà l'oro? «Uno dei soliti; Djokovic, Federer, che sarà favorito dalla distanza 2 set su 3, e Nadal, che avrà modo di prepararsi meglio per l'erba. Un gradino sotto, Murray. Stop».
In doppio con Bracciali pensa invece di avere una chance di medaglia? «Mah, è dura. Onestamente non me l'aspetto perché con Daniele ho giocato solo 5-6 volte, ma dipenderà anche dal sorteggio: se passiamo i primi due turni, a quel punto ce la giochiamo, anche perché Federer & Co. avranno la testa al torneo di singolare».
In più quest'anno il suo rendimento è notevolmente migliorato fino a sfiorare la top 20 mondiale: anche gli obiettivi sono cambiati? «Ogni gradino diventa sempre più difficile da scalare, soprattutto quando devi affrontare tutti i top player. Però le vittorie mi hanno dato grande fiducia. Era tanto che col mio coach Massimo Sartori lavoravamo su certi aspetti del mio gioco. Poi, da quando nel team è entrato Da libor Sirola come preparatore atletico, sono molto migliorato dal punto di vista dell'elasticità muscolare e questo mi ha permesso di mettere in pratica il lavoro tecnico che stavo svolgendo».
Crede che invece in campo femminile una medaglia ci possa scappare? «Anche loro hanno più chance in doppio che in singolare per via della superficie. Vinci ed Errani possono far molto bene: in questa stagione hanno vinto tanti tornei. E anche Pennetta e Schiavone possono puntare in alto».
In molti si sono lamentati che l'erba di Wimbledon è sempre più lenta. «Quest'anno era lentissima, Forse l'hanno lasciata più alta proprio per preservarla per l'Olimpiade. O almeno, queste erano le voci dello spogliatoio. Io ho fatto la finale a Eastbourne, che dista 40 minuti di treno, e l'erba era tutt'altra cosa: veloce e con rimbalzi bassi. Ma il bello del tennis è che ogni superficie ha le sue caratteristiche e non andrebbero snaturate».
Qual è l'aspetto delle Olimpiadi che la intriga di più? «La cerimonia di apertura. Quel giro di pista è un'emozione unica. Ma è anche faticoso: aspetti tre ore e torni alle tre del mattino. Se il giorno dopo devi gareggiare, rischi di far male».
Quindi è d'accordo con la Pellegrini che ha rinunciato a far da portabandiera perché il giorno dopo deve cominciare a gareggiare? «Assolutamente sì. Fare da portabandiera è un onore, ma non puoi rischiare di buttar via quattro annidi lavoro per quello. E il rischio sarebbe enorme».
I tennisti sono abituati a essere ospitati in hotel 5 stelle con tutti i comfort del caso: come ci si adatta alla vita nel villaggio olimpico? «Punto primo: nel tennis l'ospitalità è ottima nei tornei più importanti. Ma per arrivare a certi livelli siamo passati quasi tutti dai tornei minori e l'hotel di un Futures in Romania non mi ricorda esattamente il lusso. Quindi nessun problema di adattamento. Il villaggio è molto caotico ma anche divertente. Con il ristorante aperto 24 ore su 24 e gratis: ricordo le file alle tre del mattino davanti a Mc-Donald's…»
.
E c'è la possibilità di incontrare i più grandi campioni dello sport: chiederà l'autografo a qualcuno? «No, non sono un fanatico di sport. Però mi impressionano i giocatori di basket: ricordo quando ho incrociato Kobe Bryant, un fenomeno. È strano vederli girare intorno perché sono personaggi che sono abituato ad ammirare solo in tv. Credo che un certo effetto dovrebbe farmelo un fuoriclasse come... Federer. Ma lui sono abituato a vederlo spesso! Però quando lui o Nadal entrano al ristorante, vengono subito accerchiati».
Tennis, i tornei rendono sempre (Claudio Plazzotta, Italia Oggi, 14-07-2012)
Un consiglio per chi voglia investire bene i propri soldi: organizzare un torneo di tennis. La crisi mondiale incombe, i declassamenti delle agenzie di rating si succedono, ma il microuniverso di racchette e palline non conosce la parola recessione.
Gli Internazionali di Roma, nel loro piccolo, in maggio hanno fatturato oltre 17 milioni di euro, con un utile di 4 milioni (redditività del 23,5%).
II Roland Garros di Parigi (fine maggio-inizio giugno) ha invece fatturato circa 160 milioni di euro ( 5% sul 2011), con margini superiori ai 50 milioni di euro (redditività oltre il 31%).
Il torneo londinese di Wimbledon, che si è chiuso domenica scorsa ma che presto riaprirà i battenti per le sfide olimpiche, non ha, invece, ancora reso noti i conti 2012, ma ha appena rilasciato quelli del 2011, che vedono il surplus a quota 44,5 milioni di euro, in crescita di oltre il 13% rispetto al 2010 e con tassi di redditività ben superiori al 30%.
Non ci sono molti business, attualmente, in grado di assicurare rapporti utili/fatturato così virtuosi. La magia si realizza attraverso un modello che, per esempio, al Roland Garros vede i diritti televisivi al primo posto, con un peso del 33% sull'intero giro d'affari. Con i campi parigini di Porte d'Auteil, nel 2012, erano collegate 137 televisioni nel mondo, con 1.333 giornalisti accreditati. Ci sono poi gli incassi da sponsorizzazioni, che valgono circa il 30%, quelli da operazioni di relazioni pubbliche effettuate in loco (20%) e, infine, la biglietteria, con un 18%. Nell'edizione di quest'anno i match sono stati seguiti da 430.100 spettatori nelle due settimane, con ben 329 mila biglietti acquistati direttamente via web. Ma a rendere ancora più ricco il fatturato del Roland Garros sono le voci dell'indotto: gli spettatori hanno speso 4,3 milioni di euro in cibo (10 euro a testa in media) e 7,7 milioni di euro nelle boutique dello stadio (17,9 euro a testa). Inoltre, sotto la Tour Eiffel sono state prenotate 11.924 notti in 24 lussuosi hotel convenzionati col Roland Garros (e pure in questo caso, siamo oltre i 3 milioni di euro di indotto).
Con margini da 50 milioni di euro all'anno, è chiaro che la Federazione di tennis francese e l'organizzazione del Roland Garros si possano permettere ricchi investimenti: come, per esempio, i 275 milioni di euro che verranno dedicati al riammodemamento degli impianti e alla costruzione di un nuovo campo centrale, pronto nel 2017.
Wimbledon, invece, i suoi investimenti li ha già fatti, in particolare con il tetto richiudibile del campo centrale. A Church Road, che può contare su un fatturato complessivo superiore a Parigi, il 50% del giro d'affari arriva dalla tv. E buona parte dei 44,5 mln di euro di surplus viene destinata al finanziamento del tennis britannico. Nonostante questo, tuttavia, l'ultimo tennista d'Oltremanica a vincere Wimbledon è stato Fred Perry, nel 1936. Quest'anno lo scozzese Andy Murray è riuscito a ergersi sino alla finale, ma il suddito della regina Elisabetta ha dovuto inchinarsi a un altro sovrano: sua maestà Roger Federer (uno che, di suo, tanto per dire, guadagna oltre 50 milioni di euro all'anno).
Besta rovesci: c’è il tennis con due racchette (Gianluca Gasparini, Sport Week – La Gazzetta dello Sport, 14-07-2012)
Non è un matto. Anzi, tutt'altro. Don Mueller è un professore americano, laureato in fisica e chimica. Ma si definisce un comico, oltre che un accademico. Di sicuro è un visionario, di quelli strani però. Perché il dottor Mueller ha inventato qualche anno fa il tennis a due racchette e l'ha fatto diventare un'ossessione, cercando di propagandarlo in tutto il mondo. Trattasi di sport di facile comprensione, comunque. Si gioca a tennis normalmente. Con le stesse regole. Ma invece di avvitarsi in rovesci a due mani inarcando la schiena o assumendo posizioni bizzarre, si tirano dei gran dritti con destra e sinistra grazie alla doppia racchetta. Tant'è vero che, nel 2008, il professore chiese a Richard Kaufman, direttore addetto al professionismo della United States Tennis Association, una posizione sul giocare con due racchette. Senza nascondere il suo scetticismo, Kaufman andò ad analizzare la legalità della faccenda e determinò che non era contro le regole stabilite. Infine chiese ai professionisti che dirigeva se qualcuno fosse interessato. Nessuno. Mueller si può consolare con quelli che una volta erano i grandi nemici degli Usa. La prima Federazione di tennis a due racchette è infatti nata a Mosca, in Russia. Dove prospera e organizza campionati a raffica.





