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15/07/2012 08:59 CEST - Rassegna Nazionale

L’anno magico della Errani: quinta finale a Palermo (Urso, Vannini); Davis a Napoli, il piano a Gizzi: dubbi sul lungomare (Lobasso)

15-07-2012

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a cura di Davide Uccella

L’anno magico della Errani: quinta finale a Palermo (Roberto Urso, La Gazzetta dello Sport, 15-07-2012)


Quinta finale della stagione per la romagnola Sara Errani, n. 9 del mondo e prima testa di serie del XXV Italiacom Open (220 mila dollari, terra battuta). L'azzurra olimpica a Londra ha superato in semifinale la rumena Irina Begu, 21 anni, n. 79 delle classifiche, in soli due set (6-4 6-1), confermando quel successo ottenuto lo scorso anno a Budapest nell'unico precedente tra le due giocatrici.


Dominio Errani Una partita limpida che la Errani ha comandato a suo piacimento costringendo l'avversaria all'errore dopo averla lavorata ai fianchi. Un martellamento continuo ed asfissiante a cui non è riuscita a sottrarsi la lungagnona rumena sottoposta ad un logorante lavoro di contenimento mal riuscito anche per gli errori commessi nel tentativo di uscire dalla ragnatela del gioco della azzurra ed imporre il proprio.
Nulla di questo e in un'ora e 16 minuti la Errani ha centrato la quinta finale dell'anno dopo quelle disputate e vinte ad Acapulco, Barcelona e Budapest e quella persa al Roland Garros contro la Sharapova. L'azzurra è stata la prima italiana a vincere nel 2008 questo torneo del Country, dove ha anche giocato una finale nel 2009. Ma se oggi vincesse sarebbe in assoluto la prima azzurra a conquistare quattro tornei in un anno. A raggiungere per prima la finale era stata la ventiseienne ceca Barbora Zahlavova Strycova, n.71 delle classifiche, ma anche n. 39 nel 2010. Una vera maratoneta dell'Italiacom Open. Suo il record di permanenza sui campi di viale dell'Olimpo. In quattro turni di singolare e tre di doppio ha giocato per oltre quindici ore e spesso sotto un sole cocente. La giocatrice ceca ha ribaltato un match che sembrava compromesso almeno fino a quando la diciottenne mancina inglese Laura Robson era stata salda di testa e lucida nella tattica di gioco. La ragazzona britannica (1,80 m per 63 chili) alla sua prima semifinale della giovane carriera, si è quasi sciolta dopo il successo nel primo set. Di fronte ad una combattente nata, la Robson è mancata in determinazione e sicurezza nei propri mezzi. Alla fine saranno 18 i doppi falli commessi in aggiunta ad una percentuale altissima di errori gratuiti.


L'altra finalista «Devo sopperire con la resistenza e la grinta alla mancanza di colpi risolutori — ha dichiarato a fine partita la ceca — è vero che ho ricevuto tanti regali dalla inglese, ma comunque io ero in difficoltà all'inizio e il set d'avvio è stato condizionato più dai miei errori che materialmente dai vincenti della Robson. Lei è una promettente, ma oggi ha dimostrato di essere ancora acerba per giocare finali di Wta».


Errani da regina a Palermo (Paolo Vannini, Il Corriere dello Sport, 15-07-2012)


Palermo è il suo torneo, nulla da fare. Sara Errani va in finale agli Internazionali di Sicilia, Italia-corn Open, sbarazzandosi in poco più di un'ora della romena Begu e conferma il suo particolare feeling con le notti del Country Club. In questo torneo si rivelò per la prima volta nel 2007, qui vinse il suo primo titolo nel 2008, qui è arrivata 3 volte in finale e 1 in semifinale. Una Errani da record che oggi potrebbe stabilire un altro primato assoluto: diventare la prima tennista italiana della storia a vincere 4 tornei nello stesso anno. Nel 2012 ha già firmato Acapulco, Barcellona e Budapest, quella che oggi giocherà alle 19,30 contro la ceka Zahlavova Strycova sarà la quinta finale stagionale aggiungendoci ovviamente quella del Roland Garros. Numeri strepitosi che la confermano regina della terra. Ieri sera Sara è partita col freno a mano, la Begu è andata avanti 2-0 ma poco a poco la romagnola ha ingranato la marcia e l'avversaria non ha più trovato contromisure. La Errani riprendeva tutto, teneva il servizio con relativa facilità e il break decisivo l'ha conquistato sul 5-4 recuperando da 40-15 e chiudendo al primo set point. Da quel punto non c'è stata più partita, la Begu non ci credeva più ed è affondata.


PERICOLO CEKO - A contenderle il titolo, Sara troverà una avversaria coriacea, in finale anche in doppio assieme alla connazionale Vora- cova. E' numero 71 del mondo, e ha vinto gli ultimi 3 matches al terzo set e due volte in rimonta, compresa la semifinale di ieri contro l'inglese Laura Robson, promettente ma sciupona tanto da avere commesso ben 18 doppi falli, compreso quello che nel 2 set la poteva portare sul 6-5. Per la coriacea Zahlavova Strycova è la terza finale in assoluto dopo la vittoria ottenuta nel settembre scorso a Quebec City sul veloce e la sconfitta di Praga nel 2010. I precedenti sono 2-1 per la Errani, tenendo conto anche di una prova Itf del 2006.


Davis, il piano a Gizzi: dubbi sul lungomare (Marco Lobasso, Il Mattino, 15-07-2012)


Mancano due mesi esatti a Italia-Cile di Coppa Davis a Napoli. Si accelera, si punta diritto alla realizzazione di quell'Arena del tennis alla Rotonda Diaz che ha scatenato entusiasmo e fantasia degli appassionati: 400 abbonamenti già venduti in cinque giorni di prevendita, come hanno reso noto TicketOnLine e Azzurro service. Al Comune non hanno perso tempo: subito delibera e approvazione della Commissione edilizia integrata. Da venerdì pomeriggio le carte sono sul tavolo di Stefano Gizzi. sonrintenden *** te ai Beni architettonici di Napoli per l'ok definitivo dei lavori all'impianto temporaneo sul lungomare cittadino. Siamo a un nodo importante dell'operazione Coppa Davis a Napoli, nata sull'onda dell'entusiasmo e del successo delle World Series di Coppa America, che vede il Tennis Club Napoli presieduto da Luca Serra in prima linea nella realizzazione di un evento internazionale che manca in città da oltre 17 anni.


«Le carte le vedrò domani pomeriggio perché venerdì non ero al mio studio - spiega il soprintendente Gizzi -, serviranno tre-quattro giorni per le giuste valutazioni. Ne discuterò con Luigi De Falco, assessore all'urbanistica del comune di Napoli». Gizzi ribadisce che per realizzare l'Arena del tennis alla Rotonda Diaz serve un progetto di alta qualità e naturalmente temporaneo: «Sono le condizioni fondamentali perché si possa costruire la struttura. Ho visto il progetto solo in foto, bisognerà approfondire. Valuteremo anche le possibilità alternative: una è quella dell'impianto costruito all'interno del club», come nel '95 con Italia-Repubblica Ceca, sempre organizzata dal Tennis Napoli. L'Arena dovrà essere un modello soft e compatibile, Gizzi lo aveva già specificato nei giorni scorsi, lo sottolinea ancora: «Requisiti fondamentali sono trasparenza, chiarezza, semplicità e massima reversibilità dell'operazione». Era stato lo stesso Gizzi, tra l'altro, che aveva lanciato l'idea di una Coppa Davis da portare in periferia, per dare un grande significato sociale: «Sono ancora convinto che una buona risposta nella vendita degli abbonamenti si avrebbe comunque anche se Italia-Cile si giocasse in altri quartieri cittadini. Lo spettacolo è il tennis, non il mare». La Rotonda Diaz resta comunque l'ipotesi più accreditata; del resto, la stessa soprintendenza ha chiarito che non intende porsi come organismo che perpetui solo divieti e dinieghi.


Sull'alta qualità dell'impianto garantisce l'International Tennis Federation, che organizza la coppa Davis in tutto il mondo. Resta fiducioso il Tennis Club Napoli che sul progetto ha le idee chiare e che ha messo in campo uno staff di professionisti di prim'ordine e un Comitato promotore presieduto da Gian Paolo Leonetti.


«Vogliamo offrire alla nostra città un evento internazionale di altissimo profilo. Siamo stati coraggiosi ad accettare la sfida di riportare la Davis a Napoli e lo dobbiamo alla grande passione dei nostri soci - ha detto il presidente Serra - Nei nostri progetti ci sono qualità e professionalità. La risposta del pubblico sarà entusiasmante, un'arena per il tennis a due passi dal mare è il sogno di tutti gli sportivi napoletani». L'impressione è che si possa davvero arrivare all'ok entro questa settimana.


«Abbiamo dato parere favorevole nella riunione di giovedì scorso - spiega Carmine Piscopo, presidente della Commissione edilizia integrata del Comune - Si tratta di un'installazione temporanea, che sarà smontata dopo la fine dell'evento. I lavori del cantiere dovrebbero iniziare il 6 agosto. Ora aspettiamo il parere favorevole del soprintendente ai Beni architettonici. Da sportivo dico che quell'arena a ferro di cavallo, aperta sul mare è qualcosa di sensazionale perla nostra città». Poi, servirà la definitiva autorizzazione paesaggistica da parte del Dipartimento ambiente del Comune, presieduto dall'architetto Pulii. I tempi saranno comunque brevi: la Coppa Davis a Napoli, con le sue suggestioni, la sua tradizione centenaria e i 4000 spettatori che riuscirà a muovere, sarà il fiore all'occhiello del programma di eventi dell'estate del Lungomare liberato.
 

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