31/07/2012 10:24 CEST - Olimpiadi
TENNIS - Federer: “Si pensa che io debba sempre migliorare i miei record. Mi spiace non stare con gli altri atleti.” Da Londra, Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON _ E’ un bagno di folla quello che accoglie Roger, da quando entra sul campo centrale a quando esce, a quando sale sul terrazzino della mixed zone. Ovunque applausi, grida, entusiasmo alle stelle, continui e vani tentativi da parte di chi ha acquistato biglietti per gli altri campi di impossessarsi del prezioso centre court dove sua Maestà the King of 7 Wimbledon non ha mai avuto in tutti questi anni un’audience così giovane, così vivace e rumorosa (loud la definirà lui), così entusiasta.
“Che differenza! Puoi essere pronto per certe reazioni solo quando le vivi _ risponde quando gli chiedo che cosa abbia notato di più sorprendente, lui dopo tanti Wimbledon tradizionali, tutti in bianco immacolato, i teloni verdi sul fondo _ già l’Ola messicana dopo un set è stata inconsueta. Mi c’è voluto un intero torneo e quattro set contro Murray in finale per ricevere la prima Ola…non che io ne abbia bisogno. Ma è stato simpatico vederla. E poi è tutto diverso:; scendi in campo e c’è la musica, qualcosa ch non credo sia mai accaduto a Wimbledon. E’ un grosso cambiamento rispetto a tre settimane fa…hanno ‘affittato’ questo luogo al Comitato Olimpico che ha fatto quel che fa di solito con i Giochi Olimpici. Insomma bisogna abituarcisi, ma sono contento di averne avuto un primo assaggio adesso”
-E giocare con la maglietta con i colori della Svizzera (avreste dovuto vedere le mise a stelle e strisce dei fratelli Bryan sul campo 14….un vero spettacolo; n.di Ubs) che effetto ti ha fatto?
“Beh, come dicevo a proposito della musica, i fans e come sono vestiti, come è sistemato questo posto, è tutto diverso, anche i media che ti aspettano sulla terrazza per la mixed zone, è davvero tutto diverso…poi non si entra e si esce in campo insieme, come a Wimbledon, ma uno davanti e l’altro dietro, insomma tanti piccoli e meno piccoli cambiamenti, differenze…tutto si aggiunge a farti sentire un feeling diverso…e ne sono felice per la verità”.
_Avevi già incontrato la Regina…ma ora lei ha avuto la su aprima parte come Bond Girl, che ne hai pensato?
“Well, l’ho trovato molto buffo. Come tutti del resto, almeno credo. E’ stata una vera sorpresa. Ci sono stati molti buoni momenti durante la cerimonia. Mi sono davvero divertito a seguirla, per la prima volta, dall’inizio alla fine. Le altre tre volte non ho visto nulla salvo, una volta che ero dentro lo stadio, l’accensione della fiamma olimpica. Insomma per me personalmente è stato simpatico, bello. La scena della Regina con James Bond è stata eccellente. Sono stato contento che l’abbia interpretata lei personalmente e che non abbia voluto una controfigura. Questo almeno è quello che ho pensato….magari era una controfigura, ma non credo che lo sia stata. Controfigura solo quando…è saltata giù dall’elicottero…spero almeno (risata).
Gli ho chiesto ancora, visto che molti colleghi a disagio con le interviste nella main press conference di Wimbledon sembravano timidi e silenziosi (e sapendo che Pietro Colnago, unico inviato qui di Sky, non aveva volutamente fatto domande “perché oggi facciamo solo gli italiani, di Federer ci occuperemo dal terzo turno in poi”…ma può essere che Sky abbia comunque potuto utilizzare le domande, incluse le mie…chiederò che mi mandino un assegno per la collaborazione!): _Che cos’altro hai pensato della cerimonia, nient’altro che ti abbia colto di sorpresa? La musica?
“Non sapevo davvero che cosa aspettarmi, pensavo che forse avrebbe suonato Elton John, i Rolling Stomes…ho semplicemente atteso di vedere via via cosa succedeva. Mi sono divertito….ovviamente mi ha fatto piacere vedere Stan (Wawrinka) con la bandiera in pugno. Ho fatto tardi davanti alla tv, ma è stato ancora più tardi per gli atleti nello stadio, è state meravigliosa…”
Un riassunto di altre domande riguardo l’erba.
“L’ho trovata diversa rispetto alla finale, assomigliava più a quella dell’inizio del torneo, c’era di nuovo più erba dopo la riga di fondo...
L'intervista di Roger, lunga e articolata.
“Quest’erba è un tantino più scivolosa, ma anche nei primi turni qualche settimana fa era forse così (Sara Errani e Roberta Vinci mi avevano detto invece: “L’erba è più alta ed è più lenta, per noi è meglio…”)…è più difficile muoversi sull’erba nuova piuttosto che su quella con poca erba di fine torneo (questo è invece motivo di fiducia per Seppi, leggete l’intervista che gli ho fatto: “Contro Del Potro alto e con le leve lunghe forse questo tipo d’erba gli può dare fastidio, lui è favorito, ma non è una partita impossibile, non sono Ferrer che qui gli ha dato tre sets a zero ma ho le mia chances”), Credo che questo con Falla sa stato un buon match…l’avevo battuto in modo convincente a Halle, 6-1,6-2, e anche qui una volta molto nettamente, credo 6-1,6-2,6-1…e le cose andavano bene oggi, fino ai 3 matchpoints, lui s’è fatto duro e io mi sono innervosito un po’…Insomma è stato un set duro da perdere, soprattutto in quella situazione di fiducia, quando ero tranquillo che avrei finito per vincere. Ma questa è la bellezza del gioco…sei a un punto dalla vittoria e all’improvviso ti ritorvi a 25 punti da quella stessa vittoria! Cose cose ti mettono la testa in difficoltà…ma non ho mai smesso di credere nelle mie chances, nemmeno quando lui ha recuperato un break nel terzo set…ovviamente lì mi sono innervosito perché i margini a quel punto diventano davvero piccolissimi. Sono contento che ho trovato il modo di uscirne bene, alla fine”.
_Vincere una medaglia alle Olimpiadi è un must per te, qualcosa che ti senti di dover raggiungere…?
“No. La gente crede che io debba sembra migliorare i miei record…ma non è il caso. Io gioco tutto quel che posso da gennaio a novembre, cerco di giocare meglio che posso, e divertirmi. Certo da 12 anni le Olimpiadi mi accendono un fuoco dentro, spero sempre di far bene. E l’ho fatto, 12 anni fa finendo quarto, ad un passo da una medaglia. Una vera sorpresa per me allora. Ho sempre fatto Olimpiadi decenti, fatta eccezione forse per Atene (perse da Berdych nei primi turni; n.di ubs) Ma imparo sempre qualcosa nella vita ogni volta che partecipo ai Giochi. Non c’è dubbio che mi piacerebbe qui vincere una medaglia in singolare e in doppio (in precedenza a Serena Williams che aveva detto “Non cambierei la medaglia d’oro vinta in doppio con Venus con una in singolare” avevo chiesto se pensava che Federer fosse della sua stessa idea e Serena aveva risposto: “Comunque sia entrambi abbiamo una medaglia d’oro. Siamo onesti, i giocatori giocano per vincere Wimbledon e gli Slam. Le Olimpiadi sono un bonus…così qualche volta prendi il bonus, qualche volta no. Ai miei occhi il bonus l’ho conquistato, quindi…” e così si era chiusa la sua conferenza stampa)
A Roger viene poi chiesto di Bennetau con una premessa falsa…”a parte l’ultima volta qui l’hai sempre battuto facilmente..”
E Roger ribatte: “Non sono d’accordo, ci ho perso una volta a Parigi (Bercy). E’ un cliente difficile per me. Beh…sono contento di giocarci ancora. Lui entrò in tabellone al posto di Monfils e io mi chiesi: ‘Mmm, sarà meglio o peggio per me?’ Abbiamo avuto un bel match qualche settimana fa qui quando perso i primi due set. Non devo far sì che riaccada sennò devo fare le valigie (no, non resterà a vedere gli altri sport…), lui è un buon giocatore da erba, sa fare tutto, servire, volleare, rispondere, muoversi. Sarà un match duro e sono curioso di giocarlo”.
-Stai qui nella stessa casa dello scorso Wimbledon o al villaggio? _ gli chiede un collega poco informato.
E lui con un pochino di fastidio: “Non l’ho nemmeno preso in considerazione di stare al villaggio, nemmeno un minimo dubbio. Ci vogliono due ore da lassù a qua. Non so come facciate voi (dice rivolto a noi giornalisti che ci scapicolliamo…). Capisco che chi partecipa alle prime Olimpiadi, o alle seconde, vuole assaggiare il gusto di stare al Villaggio per qualche giorno e magari qualche altro anche qui a Wimbledon (beh, evidentemente gli svizzeri non si sono posti la possibilità di fare come i nostri italiani, che hanno tenuto in affitto la casa di Wimbledon, ma hanno anche prenotato gli appartamenti al Villaggio, così possono scegliere giorno per giorno se dormire qua o là. Visto che glielo hanno permesso gli azzurri hanno fatto bene. Una scelta ovviamente più dispendiosa. La federazione svizzera ha meno soldi di quella italiana _ il cui presidente è qui con moglie e figlio, in aggiunta a Verdina ed altri_ ma certo Federer avrebbe potuto far quel che voleva con tutti i soldi che ha. Ne ha certo di più che tutta la federazione elvetica; n.d Ubs). Per qualcuno il compromesso funziona, e magari lo ispira come quando io dodici anni fa chiusi al quarto posto. Ma qui è comodo finire e e non averda sedersi su un bus per 2 ore, non funziona bene per la tua schiena e sei un atleta professionista. Ma capisco chi voglia fare anche esperienze del genere…Mi dispiace non stare al villaggio con gli altri atleti, respirare quell’atmosfera, stare con tutti…”
Così si chiude la lunga intervista con Federer, spero che sia valso la pena farvela avere in toto.
Per quanto mi riguarda chiudo con queste osservazioni sulla giornata, dopo avervi detto che l’Occhio di Falco qui lavora senza la sponsoship di Rolex (ma senza nemmeno quella di Omega che pure è uno sponsor delle Olimpiadi) e che Wimbledon ha rifiutato di far entrare un bar di McDonald (altro sponsor ufficiale), sebbene ai giocatori non sarebbe forse dispiaciuto.
Oggi ho visto anch’io tante differenze: come questi spazi enormi per camminare. A me, che sono abituato da 39 Wimbledon consecutivi a fendere la folla, rischiando e dando pestoni per approdare ai campi più lontani, ha fatto una grandissima e stranissima impressione. L’unico momento in cui c’è stata calca, affollamento, è stato oggi nell’angolo fra centre court, campo n.14 e ingresso del centro stampa _ laddove, inciso, mi fa un grande effetto sia dovermi sedere dove capita e non al mio solito desk n.61 (anche Tommasi quando è arrivato stamani mi ha chiesto:”Come mai ti sei spostato dal tuo posto?” un attimo prima di scoprire che anche sul suo si era seduto un collega piombato chissà da dove) sia mi pare così strano vedere anziché le solite facce centinaia di colleghi sconosciuti che ti si siedono vicino e che per la maggior parte non sanno un tubo di tennis _ e il motivo di quell’insolito assembramento ve l’ho già accennato. C’era Federer che usciva dal centree court e doveva raggiungere la sala stampa. Come Bolt, come Phelps, e forse di più, Roger Federer è davvero un campione simbolo, una leggenda vivente che chi può vorrebbe toccare con mano, o quantomeno vedere da vicino, scattare una foto.
Ubaldo Scanagatta
La moglia rosa s'impone d'autorità a Polsa con quasi un minuto di vantaggio su Sanchez. In classifica generale ha 4 minuti su Evans