30/07/2012 22:13 CEST - LONDRA 2012
TENNIS - L'assenza di pubblico è la grande protagonista. Forse Wimbledon considera i Giochi evento minore. Rino Tommasi
Nel tennis i risultati dei tornei del Grande Slam ci avevano lasciato la speranza di poter raccogliere qualcosa, almeno nel settore femminile, nel torneo olimpiaco, che si sta giocando sugli stessi campi del club più antico del mondo.
Ebbene, allo scadere della terza giornata siamo rimasti aggrappati alla sola Flavia Pennetta, che ha imposto la sua migliore classifica prima alla romena Cirstea (numero 39) e poi alla bulgara Pironkova (numero 57). Senza aver ottenuto risultati particolarmente brillanti, la Pennetta è riuscita comunque a mantenere una classifica (numero 21) di onesta dignità.
Niente da fare invece per Francesca Schiavone e Sara Errani. La Schiavone è stata battuta con un doppio 6-3 dalla russa Zvonareva, contro la quale aveva disputato una lunghissima partita alcuni anni fa al Roland Garros.
Si pensava che la maggiore freschezza della Errani potesse imporsi su Venus Williams, ma la maggiore delle sorellone ha dimostrato di conoscere molto bene questi campi, sui quali ha conquistato ben cinque volte il titolo del singolare.
Dopo Fognini che non era riuscito a rovesciare il pronostico ma aveva comunque giocato una buona partita strappando un set ad un Djokovic abbastanza distratto, Andreas Seppi si è dovuto arrendere ad un avversario oggettivamente più forte come l'argentino Del Potro.
Roger Federer, che aveva dovuto lasciare a sorpresa un set al colombiano Falla, si è riscattato a spese del francese Benneteau. A conti fatti non ci sono state sorprese nel singolare maschile, dove una sola delle teste di serie, lo spagnolo Ferrnando Verdasco, è stato eliminata.
Scoraggiante, invece, l'assenza del pubblico. Curiosamente non si trova in vendita un solo biglietto ma le tribune, sia quelle dei due campi principali che di quelli secondari, sono rimaste quasi tutte vuote.
L'impressione è che Wimbledon, patria del grande tennis, non abbia sposato le Olimpiadi e le consideri un evento minore.
Rino Tommasi
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di Antonino Sambataro