03/08/2012 23:44 CEST - LONDRA 2012
TENNIS - Mancano gli spettatori dei Championships ma la qualità del tennis ed i protagonisti delle semifinali hanno reso questa edizione dei Giochi di Londra 2012, assolutamente memorabile. Rino Tommasi
LE MIE OLIMPIADI
di Rino Tommasi
LONDRA – Da quando il tennis è rientrato a pieno titolo nel programma olimpico questa edizione –comunque si concluda – promette di passare alla storia come la migliore tra quelle che si sono svolte dal 1988 ad oggi. Il rapporto tra il tennis ed i Giochi si era interrotto, per ragioni mai completamente chiarite, dopo il 1924.
Da una mai provata e documentata accusa di professionismo al desiderio di proteggere il prestigio del torneo di Wimbledon che gli inglesi non volevano che avesse ogni quattro anni la concorrenza di un evento più importante e comunque più universale. Nel 1968 la Federazione Internazionale aveva convinto gli organizzatori delle Olimpiadi di Città del Messico ad inserire nel loro programma un torneo di tennis che però ha ottenuto un modesto successo ed una incompleta partecipazione anche perché si è svolto a Gaudalajara.
Un secondo tentativo di riportare il tennis ai Giochi è stato effettuato a Los Angeles nel 1984 dove per il tennis è stata inventata una definizione molto anacronistica, quella di sport dimostrativo, che era stata utilizzata nelle prime edizioni quando veramente alcune discipline avevano bisogno di farsi conoscere prima di essere ufficialmente accettate. Ovviamente non era il caso del tennis che aveva già una lunga storia.
Comunque pur di rimettere piede nelle Olimpiadi i dirigenti del tennis accettarono un assurdo limite di età e l’assegnazione di medaglie di diverso valore e conio. E’ andata bene che a Los Angeles le due gare di singolare furono vinte da Stefan Edberg e da Steffi Graf, fornendo al libro dei record i nomi di due futuri Campioni. Rientrato ufficialmente nel programma olimpico il tennis non ha avuto sempre la stessa fortuna. Alcuni vincitori come Mecir a Seoul, Rosset a Barcellona e Massu ad Atene non avevano la qualità richiesta. E’ andata bene ad Atlanta dove Agassi ha salvato il prestigio del tennis olimpico perché incoraggiato da una sede che gli tornava comoda.
Sarà la fortunata coincidenza di una sede come quella di Wimbledon ma questa volta il torneo non ha nulla da invidiare a quelli dello slam anche se si distingue nella formula perché gli uomini giocano qui al meglio dei tre set e non sulla lunga distanza del tre su cinque utilizzata nei quattro tornei maggiori. Sta di fatto che qui a Londra nei due tornei di singolare sono giunte in semifinale tre delle prime quattro teste di serie e dei primi quattro classificati nelle graduatorie mondiali. Gli intrusi, se così posso definirli, sono stati l’argentino Juan Martin Del Potro, numero 8 ma comunque vincitore di un torneo del Grande Slam, e Maria Kirilenko, numero 14 nella classifica femminile che è giunta in semifinale battendo la Kvitova, campionessa l’anno scorso a Wimbledon.
Nella prima semifinale del singolare maschile sembrava che Roger Federer e Juan Martin Del Potro si fossero messi d’accordo per stabilire un nuovo record. Si sono dovuti accontentare di quello del match più lungo (4 ore e 26’) sulla distanza dei tre set. Alla fine ha vinto Federer che era andato in campo con un bilancio favorevole di 12 vittorie a 2. Federer ha servito per il match una prima volta sul 10 a 9 nel terzo set ma ha ceduto a zero quel game.
Unica nota deludente la mancanza del pubblico e dell’atmosfera che caratterizza il torneo di Wimbledon. Molti ppassionati e ne ho incontrati tantissimi, anche italiani, non sono riusciti a trovare un biglietto ma le tribune non si sono riempite perché molti tagliandi erano finiti nelle mani degli sponsor che magari avevano interessi diversi dal tennis.
Rino Tommasi
SERIE B, 42ESIMA GIORNATA. Il Sassuolo, in nove uomini, batte 1-0 il Livorno ed è promosso per la prima volta in serie A. Gol vittoria di Missiroli al 95'. Ai veronesi basta lo 0-0 con l'Empoli per tornare in paradiso dopo undici stagioni. Il Brescia batte il Varese e va ai playoff. Questi gli accoppiamenti: Livorno-Brescia e Novara-Empoli. In coda, delusioni per Ascoli e Vicenza, che salutano la B senza passare dai playout