04/08/2012 13:29 CEST - Personaggi
TENNIS - Rileggi gli articoli di Ubaldo Scanagatta sui grandi trionfi di Serena Williams tra 2001 e 2002. Quando il mondo scopriva la Pantera Nera.
Venus-Serena, finale in famiglia
7 settembre 2001
Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
NEW YORK _ Istrione sì, pazzo no. Aveva visto giusto papà Richard, quando vedendo le auto lussuose dei soci d’un club di tennis aveva deciso di mettere al mondo ancora due figlie per farne due campionesse. <Mia moglie Oracene non voleva saperne, avevamo già 3 figlie, ma gli scambiai le pillole antifecondative con altre> ha sempre raccontato lui. Vero o (più probabilmente) falso, quando la giunonica Oracene, presa anche a botte, ha chiesto il divorzio, pochi le hanno potuto dar torto. Oggi è multimiliardario grazie a quell’ <investimento>, ma Richard è sempre stato ricco di fantasia anche quando era talmente povero da vivere nel ghetto nero di Compton (Los Angeles)… <dove fischiavano le pallottole negli scontri fra diverse gang mentre le mie figlie giocavano a tennis nei campi pubblici>. Ecco un’altra leggenda costruita ad uso di sponsor e media, con le sorellone nere già ipersponsorizzate (coach, manager) quando avevano 10 anni e papà le teneva volutamente lontane dai tornei.
Una ventina d‘anni dopo la finale dell’US open sarà un vero Williams Show, sua figlia Venus contro sua figlia Serena. Era accaduto in una finale a Key Biscayne, mai in uno Slam. Anche le altre 2 sorelle che avevano giocato una finale d’uno Slam, Lilian e Maud Watson 117 anni fa _ fu la prima edizione femminile di Wimbledon, 1884 _ erano figlie d’un prete, almeno quanto Venus e Serena sono figlie d’un Testimone di Geova, d’un predicatore molto sui generis.
<Se vince Venus avremo conquistato uno spicchio di storia> aveva detto Serena Williams subito dopo aver sommerso di aces (10) e servizi vincenti (10), con il 100% di prime, strapazzandola 6-3,6-2 in 50 minuti, una frustratissima Martina Hingis. 40 colpi vincenti di Serena contro appena 5 di Martina bastano a dipingere il quadro del match…che non c’è stato? Gran battaglia a tutto braccio invece fra Venus e Jennifer Capriati che conduceva 4-1. Venus ha vinto 6-4, 6-2. Serena aveva vinto l’US Open due anni fa, Venus (4-2 con Serena) l’anno scorso. Il trofeo resta comunque a casa. Oggi giocano una finale storica, dopo le due semifinali maschili Sampras-Safin e Hewitt-Kafelnikov. <Dio vi benedica, ce l’abbiamo fatto!> gridava papà. Nessuno vorrà credere lunedì che Martina Hingis sia ancora la n.1 del mondo.
giugno 2002
Un Williams show finalmente paicevole a Wimbledon
Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON _ Era giusto che accadesse qui, nel Regno Unito dove ogni giorno davanti a Buckingham Palace migliaia di turisti assistono al cambio della Guardia, per celebrare in pompa magna un altro avvicendamento, quello sul trono del tennis, con Serena trionfalmente sedutasi laddove si era regalmente assisa per due anni la sorella maggiore Venus. Il tennis ha 2 regine che con il loro dominio rischiano però di affondarlo. Perché quando non c’è vera rivalità non c’è atmosfera, non c’è sport.
Poco importa invece che non ci fosse la duchessa di Kent, ancora offesa perché un paio d’anni fa rifiutarono l’ingresso nel Royal Box ad un nipotino. Serena, affrettatasi a chieder consigli sul cerimoniale alla più esperta Venus appena fatto deflagrare l’ultimo servizio vincente, per non sbagliarsi ha fatto un bell’inchino anche al duca di Kent (figurarsi papà Richard davanti alla tv in Florida…) ma non s’è certo accorta che a premiarla con il Venus Rosewater Plate d’argento _ e 437.630 sterline in una busta _ c’era la duchessa di Gloucester.
Una duchessa vale l’altra per lei, indifferente alla presenza di Margaret Thatcher, la lady di ferro nel Royal Box in un tailleur verde abbagliante: “Volevo diventare socia dell’All England Club _ i campioni lo sono ad honorem _ sfoggiare quel pin sulla giacca…A gennaio mi dicevo: ‘Qualunque cosa succeda quest’anno io voglio vincere Wimbledon…’ E vincere il Roland Garros è stato un extra, certo che mi è piaciuto, anzi non ci potevo credere a Parigi…, ma volevo Wimbledon, volevo esser… socia di tutto questo prestigio, di questa storia, volevo entrare…nella storia”.
Serena ci è riuscita dopo 78 minuti di un Williams-Show finalmente piacevole, il migliore dei 9 rappresentati con la sorella, nulla a che vedere con quello inguardabile di Parigi. Pareva, tuttavia, d‘assistere a un film senza filo conduttore. Andavano avanti a serie di punti, ora l’una, ora l’altra. Tutte e due parevano voler tirare soprattutto forte, non so se per impressionare più il pubblico _ sempre generoso in fatto di ohhhh, “come on Serena!”, “come on Venus”, o di ironici “come on Williams!” _ o loro stesse. Serena con i suoi ruggiti oscurava quei famosi “grunting” che qui a Wimbledon volevano impedire a Monica Seles. Alla fine il servizio ha fatto la differenza. E forse anche la voglia di vincere. Serena a volte non riusciva a trattenersi, a non mostrare il pugnetto, anche se a matchpoint trasformato non ha davvero esultato come se avesse battuto un’avversaria diversa da Venus.
In ginocchio sull’erba, ed incredulo, è invece finito il ventenne argentino David Nalbandian, n.32 Atp, appena vinto il quinto set, l’unico giocato ieri, con il belga dal codino Xavier Malisse. Ha fatto meglio di Vilas e di qualunque sudamericano (Alex Olmedo escluso) “A Wimbledon sono imbattuto…c’ero venuto solo da junior, vinsi il match dei quarti al mattino, persi la semifinale per ritiro perché arrivai in ritardo. Contro Hewitt sarò puntualissimo…
Serena Williams b.Venus Williams 7-6,6-3. Semifinale maschile: Nalbandian (Arg) b.Malisse (Bel) 7-6,6-4,1-6,2-6,6-2. Oggi la finale Hewitt (Aus)-Nalbandian (a Barcellona , terra rossa, quest’anno, l’unico precedente: Hewitt b.Nalbandian 6-2,6-4).
Serena e Venus: due marziane a New York
NEW YORK - Le Williams sono d’un altro pianeta. Un altro Sisters Act, com’era previsto e che solo le partite un po’ tremebonde di Venus (con Rubin 5 pari 15-40 al terzo, con Mauresmo 5-4 0-40) al terzo) avevano messo in discussione, ha deciso l’US Open. Nella notte ben dopo la chiusura tipografica _ precedute da Art Garfunkel che (senza Simon) ha cantato “Bridge over troubled water” and “America the Beautiful” e dall’esibizione McEnroe-Becker _ per il terzo Slam consecutivo (quarto degli ultimi cinque) Venus e Serena hanno dato vita all’ennesimo Williams Show, con il papà a far da paparazzo. Aveva promesso anche “qualche pazzia”. Il pronostico tecnico era tutto per Serena, vittoriosa nel “sorellicidio” di Parigi e Wimbledon. Quello psicologico per Venus che qui aveva vinto il duello d’un anno fa. Se l’esito della finale l’avesse deciso il “consiglio” di famiglia…avrebbe vinto Venus, pur con la manina ferita e la forma così così.
La saggia mamma Oracene sorrideva: “Era naturale tifare per Venus, così vanno 2 pari nelle finali…ma non lo dite a Serena, è capace di uccidermi”. Papà declamava: “Se Venus gioca al meglio nessuna può batterla”. Ma anche: “Se Serena gioca al meglio nessuna può batterla”. _ “E se giocassero tutte e due al meglio?_ “Vedreste del grandissimo tennis!” era la pronta risposta di papà Williams del miglior allenatore del mondo. Non lo dicono i risultati? Le sue figlie, sebbene giochino spesso con il tifo contro anche negli USA (“Non può essere che razzismo” parole di mamma Williams) stanno dominando il tennis mondiale come e più di Navratilova ed Evert, ultime a disputare tre finali consecutive di Slam nell’84. Quelle le vinse tutte Martina. Ma le implicazioni di carattere psicologico era ben diverse. E il rischio di combines familiari inesistente.
Venus Williams b.Mauresmo 6-3,5-7,6-4, Serena Williams b.Davenport 6-3,7-5.
Quando Serena BLACK CAT era vestita da pantera nera
Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
NEW YORK _ Serena ha chiamato il suo PitBull “Bambi”. Che cosa vi suggerisce? A) che il cane non lo sa; B) che la sorellina minore delle Williams, ancor più in quella guaina da panterona nera _ altro che Black Cat! _ è un cocktail esplosivo di aggressività e malizia assai ben mescolate assieme.
Serena sostiene di adorare la sorella più grande, Venus, sempre dimostratasi iperprotettiva e mai gelosa nei suoi confronti _ fino a scattarle addirittura le foto durante la premiazione del Roland Garros, subito dopo aver perso _ ma in questo 2002 non le ha fatto che del male. Tre finali dello Slam consecutive, tre batoste impressionanti in due set, aggredendola sempre, finendo sempre per lasciarla a leccarsi le ferite, a rimpiangere _ come ieri dopo il 6-4,6-3 che segue il 7-5,6-3 di Wimbledon e il 7-6,6-3 di Parigi _ “di non poter vivere una vita normale. Vorrei un po’ di pace…invece a Serena piace essere al centro dell’attenzione, il lato glamour della popolarità”.
Un’altra ragazza di minor personalità che fosse stata sorella minore d’un fenomeno come Venus, supercampionessa e n.1 del mondo prima di lei, molto più bella e femminile oltretutto…chissà, forse ne sarebbe rimasta schiacciata. Ma l’estroversa Serena di personalità ne ha sempre avuta da vendere, un vulcano in continua eruzione: “Ho visto tutto quel che era riuscita a conquistare Venus e lo volevo anch’io! Volevo essere lassù, in cima al mondo. Una giocatrice, una campionessa, la migliore di tutte. Sono contenta di non essermi mai accontentata…e sì che talvolta sono pigra, potrei lavorare molto di più”.
Meno male che non lo fa, altrimenti le altre tenniste potrebbero cambiare professione…o battersi per il terzo posto. Serena ha dominato l’US Open, non ha perso un set. E così adesso ha vinto 4 Slam proprio come Venus. Tre quest’anno più l’US Open ’99. Respingendo l’attacco che le portava la maggiore al trono del tennis. “Mi piace esser la n.1, voglio restarlo il più a lungo possibile”.
E intanto è diventata la prima ragazza, dopo Steffi Graf nel ’96, a vincere tre Slam di fila. Come solo Wills, Connolly, Court, King e Navratilova. Non avesse saltato l’open d’Australia (lussazione alla caviglia), magari avrebbe centrato il Grande Slam,come Connolly (’53), Court (’70), Graf (’88). “Ma è stato proprio durante quel riposo forzato che mi sono detta: ‘Adesso basta sconfitte, non voglio perdere più, datti daffare altrimenti la vita passa e tu stai lì a farti dei rimpianti”.
Da allora ha perso solo tre partite. Ma vincendo tutte le più importanti. La finale, senza entusiasmare, ha offerto sprazzi di gioco da extraterrestri. Venus l’ha persa perché ha commesso ben 10 doppi falli e 33 errori ufficialmente non forzati. Ma se Serena ti forza sempre a sbagliare come si fa a definirli ancora così? Poca atmosfera, nonostante l’iperpatriottico preludio. Chi si eccita più, molestatori tedeschi esclusi, se vince una sorella piuttosto che l’altra? Questo è il vero problema del dominio Williams. Ultime a doversene preoccupare, però, Serena e Venus. Hanno portato a casa _ mentre papà Richard saltellava qua e là con tre enormi macchine fotografiche a tracolla _ un milione e mezzo di dollari.
Ubaldo Scanagatta
La Merceses del tedesco ha fatto registrare il miglior tempo nella prima sessione di prove libere al Gran Premio di Monaco. Dietro di 87 millesimi lo spagnolo della Ferrari. Più indietro le due Red Bull