04/08/2012 19:25 CEST - Olimpiadi
TENNIS - Ho assistito a tutte le 14 vittorie Slam della Williams ma non l'ho mai vista giocare in questo modo. La Sharapova è sembrata una giocatrice qualsiasi. Purtroppo ancora una volta il computer non conosce il tennis. Rino Tommasi
LONDRA - Le regole del tennis non prevedono il KO ma il punteggio che Serena Williams ha inflitto a Maria Sharapova nella finale del torneo olimpico, qualitativamente il migliore tra quelli che si sono svolti da quando (1988) il tennis e' rientrato nel programma ufficiale dei Giochi, ne ha lo stesso significato e suggerisce le stesse imbarazzanti conclusioni.
Quando si e' affacciata alla ribalta internazionale, addirittura precedendo sua sorella Venus vincendo 13 anni fa (1999) l'Open degli Stati Uniti, Serena e' stata considerata la sorella minore e non solo perche' era nata quindici mesi dopo Venus. Soltanto suo padre Richard, autodidatta maestro delle due ragazze, continuava ad affermare che Serena sarebbe diventata non solo la piu' forte della famiglia ma addirittura del mondo,un pronostico che anno dopo anno e titolo dopo titolo ha continuamente trovato maggiore credibilita' e piu' convincenti conferme.
Avendo assistito a tutte le 14 finali dei tornei del Grand Slam vinte in carriera da Serena posso credo di poter affermare che quella di sabato e' stata la migliore prestazione mai fornita dalla campionessa americana. La povera Sharapova, non una qualsiasi ma una giocatrice che quando a 17 anni aveva conquistato il primo dei suoi quattro titoli dello Slam, sembrava destinata a segnare un'epoca nella storia del tennis femminile. Non c'e' riuscita perche' la sua carriera non e' stata un modello di continuita' ma non le ha impedito di rimanere costantemente tra le prime del mondo e di essere, alla vigilia di questo torneo la numero tre, un posto davanti a Serena.
Come si sa le classifiche, che pure hanno messo un po' d'ordine in questo sport, non sono perfette e soprattutto non tengono conto della qualita' che caratterizza i grandi campioni che e' quella di dare il meglio nelle occasioni piu importanti. In questo senso le Olimpiadi, anche se hanno una storia che non sempre ha coinciso con quella del tennis, sono particolarmente importanti perche' arrivano ogni quattro anni e spesso una sola volta in una carriera, Non e' il caso di Serena che, come ho ricordato, e' tra le piu' forti del mondo dal 1999, cioe' da 13 anni a dimostrazione di una qualita' atletica e di una disciplina agonistica di altissimo livello.
Domenica il tennis chiude assegnando il titolo, mi scusino le donne, piu' prestigioso, quello del singolare maschile. La presenza in finale di Andy Murray assicura all'evento un'importanza tutta particolare ma quella, nel ruolo di favorito, di Roger Federer offre la possibilita' al giocatore piu' popolare e piu' amato dal pubblico di arricchire il proprio record di un titolo che non appartiene alla storia del tennis ma certamente a quella dello sport, completandole entrambe.
Rino Tommasi
La moglia rosa s'impone d'autorità a Polsa con quasi un minuto di vantaggio su Sanchez. In classifica generale ha 4 minuti su Evans