28/08/2012 10:57 CEST - TENNIS FLASH
28 agosto 2012
Il tetto è il tetto, ed è quella la prima mancanza che il National Center di Flushing Meadows dovrà sanare, anche se i modi sono tutti da decifrare.
Ma i giornalisti si sa, intingono il coltello nella piaga, fino in fondo, e problema per problema, il "New York Times" mette in risalto un'altra possibile debolezza dello Slam a stelle e strisce: quella di un "Ground" panoramico che si rispetti, sul modello della Henman Hill di Wimbledon, recentemente ribattezzata Murray Mound.
Una provocazione? Un'idea fattibile? La verità, secondo l'editoriale del broadsheet statunitense per eccellenza, è che davvero manca un posto dove poter mangiare, rilassarsi e seguire per bene le partite, attraverso maxi-schermi: "Ci sono soltanto un paio di fontane di fronte all'Arthur Ashe, ci sono i grandi monitor, ma non c'è un'area di questo genere".
Intanto, anche se si sogna, forse, per il momento, il quotidiano apre al concorso di idee per il possibile nome da dare a questo "dove" oggi solo immaginabile col pensiero, senza un progetto che lo renda possibile. "Connors Cove" (Caletta di Connors)? Lindsay's Lake? Isner's Island? La lista però non finisce qui... Serena Summit, Roddick Ridge, McEnroe Mesa, per non parlare di Bryans' Bluff (Promontorio dei Bryan), Capriati Canyon, o Navratilova Knoll (Collinetta della Navratilova).... e chi più ne ha più ne metta!
Ma intanto che si pensa a dove e come realizzarlo, qual è il vostro nome?
Davide Uccella
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