30/08/2012 03:17 CEST - US OPEN 2012
TENNIS - Il nostro numero 1 cede nettamente al redivivo Robredo. Si è difeso meglio soltanto nel secondo set ma nel complesso una prestazione deludente. Finisce 61 75 63 per l'ex top ten spagnolo. Da New York, Massimiliano Di Russo
Robredo b Seppi 61 75 63
Grande delusione sul Court 7 dove Andreas Seppi, accreditato della testa di serie n.26, si è dovuto arrendere a un redivivo Tommy Robredo, attualmente numero 178 del mondo. Lo spagnolo, occupato di questi tempi in una lenta risalita dopo l’infortunio alla coscia sinistra che lo aveva tenuto lontano dai campi di gioco dal torneo di Vienna (Ottobre 2011) fino al Challenger di Caltanissetta (Giugno 2012), peraltro vinto, ha mostrato di essere tornato ai livelli che gli competono, sebbene ci si aspettasse decisamente di più dal nostro portabandiera.
E dire che per una volta il match era iniziato bene, con Seppi in grado di tenere subito la battuta prima di subire un parziale di sette giochi a zero che ha messo a nudo le difficoltà odierne di Andreas, in particolare per quanto riguarda il dritto e la risposta, quest’ultima oggi davvero disastrosa. L’unica occasione degna di nota per l’italiano si è verificata nel secondo set, quando sul quattro pari Robredo ha provato a rimettere in partita l’avversario prima regalando con un doppio fallo una palla break, vanificata neanche a dirlo con una risposta di rovescio terminata fuori, successivamente concedendone una seconda con un dritto fuori misura: neanche stavolta Seppi, seguito sugli spalti tra gli altri da Corrado Barazzutti e dal giovane Stefano Napolitano, è riuscito a ipotecare il secondo parziale, anzi perdendo poco dopo servizio e set.
A questo punto sarebbe servita una reazione alla Fognini, invece già nel quarto gioco Robredo realizzava il break decisivo dopo un passante di dritto di Seppi tutt’altro che impossibile terminato a rete. Così, dopo un’ora e 55 minuti di gioco, Robredo poteva festeggiare un secondo turno agli Us Open che fino a poco tempo fa avrebbe fatto gridare al miracolo, se pensiamo che il catalano nell’ultimo anno era sprofondato fino alla posizione n.470 del ranking e che aveva avuto la possibilità di partecipare a questo torneo solo grazie alla classifica protetta.
Dove finiscono le lodi di Robredo però iniziano le recriminazioni per una partita giocata da Seppi ben al di sotto delle proprie possibilità: in conferenza stampa dirà che il suo principale problema è l’adattabilità al cemento americano, da lui considerato un vero e proprio tallone d’Achille. Come prevedibile molto soddisfatto invece Robredo, che ha affermato di sentirsi in forma come non gli capitava da diverso tempo.
Massimiliano Di Russo
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