08/09/2012 19:52 CEST - Us Open
TENNIS - Errani raccoglie appena tre game contro la Williams. Il 6-1 6-2 non toglie nulla al valore del suo torneo..In finale Azarenka, a n.1 del computer proverà a dimostrare di essere anche la n.1 reale. da New York Ubaldo Scanagatta
NEW YORK _ Sarà Azarenka-Williams la finale dell’US Open ed è la finale più giusta. La n.1 del computer proverà a dimostrare di essere anche la n.1 reale cotnro colei che tutti considerano la vera n.1. Sara Errani non poteva fare di più, è riuscita a protrarre la sua difesa oltre l’ora di gioco (1h e 4m), principalmente grazie al secondo game del primo set che è durato 7 minuti per 10 punti, ma nel tennis ci sono le categorie e, senza offesa per Sara che ha fatto miracoli ad arrivare a n.7 del mondo e a conquistare 35 punti, Serena ha vinto 6-1,6-2 facendo 4 volte i games di Sara e quasi il doppio dei punti, 60 contro 35.
Non c’è mai stato il minimo spazio per illudersi e se il primo set non è finito 6-0 è stato perché sul 5-0 Serena ha sbagliato almeno tre colpi in maniera così vistosa da parere quasi voluta. Ho detto quasi e ho usato la parola parere, ok?
In tribuna qualcuno ha detto: “Sara le sta simpatica, lei ha detto di stimarla, fors enon voleva darle 6-0…”. Ma perché avrebbe dovuto riservarle un trattamento diverso di quello concesso alla Hlavackova, battuta 6-0,6-0 in ottavi? Alla fine Sara ha raccolto solo un game in meno di Ana Ivanovic. Se Serena batte tutte le sue avversarie con questi punteggi possiamo forse rimproverare qualcosa a Sara? No davvero.
Io ho visto il secondo set da bordoring, prima fila, a tre metri dalla seggiolina dove si sedeva affranta Sara, impotente, ma mai rassegnata. Anche il suo angolo non lo era. Per tutta quell’oretta il suo allenatore Pablo Lozano ha continuato a gridarle dai!, forza!, e così anche Roby Vinci, seduta accanto a Barazzutti che nel pomeriggio si era affacciato un pochino a dare un’occhiata a Quinzi prima di arrendersi alla grande calura.
Non c’era storia, ma Sara non si arrendeva. Serena serviva a 191,471 km l’ora e Sara a 99,758. Serena serviva 9 aces e Sara 0, Serena serviva la seconda ad una media di 173,772, e Sara la prima a una media di 149,637.
Che ci può fare quando il divari è così netto. Perché dal servizio poi discende tutto il resto o quasi: Sara rispondeva come poteva, farlo a metà campo in certi casi era già un mezzo miracolo (sempre meglio che subire l’ace no?), ma Serena dentro il campo e Sara tre metri oltre la riga di fondo… che equilibrio poteva esserci? Nessuno. Su 40 servizi di Serena Saraè riuscita a ributtare di là 23 volte la palla, il 58%.
Idem quando serviva Sara: Serena le tirava cassettoni, più che comodini. Pallate irrecuperabili in molti casi, incontrollabili in altri.
Alla fine i colpi vincenti di Serena sarebbero stati 38 e quelli di Sara soltanto 6. No trips for cats. Niente di inatteso, niente di sorprendente. Fa bene Sara a entrare sempre in campo sognando l’exploit, è l’atteggiamento giusto (o attitudine? Secondo me sono due sostantivi diversi…e se stavolta atteggiamento è la traduzione giusta di attitude, in molti altri casi preferisco attitudine).
La diversa velocità di palla, vista da bordocampo _ prima ho detto bordoring perché Iron Serena Tysoncina sembrava davvero un pugile scatenato quanto il primo Tyson _ era impressionante. Sara rischiava di venire traovlta ad ogni palleggio, anche de qualcuno l’ha vinto. Orgogliosa, non s’è mai arresa. E la sua resistenza le è valsa almeno il superamento dell’ora di gioco.
Questa batosta non deve togliere a Sara tutto quel che di buono, anzi di straordinario, ha fatto in questo Slam e negli altri.
“Mi piacerebbe vedere Serena in un torneo da 10.000 euro contro gli uomini _ dice Sara “soddisfatta di come ho giocato, di aver passato l’ora, di essere entrata in campo credendoci. Io mi alleno spesso con giocatori fra il 400 e il 500 del mondo, ma nessuno tira così forte e piatto avanzando nel campo. Gli uomini giocano magari più liftato, più da dietro, ti danno palle più alte, lei tira davvero forte. E quando gioca bene è la tennista più forte del mondo, non imbattibile…ma insomma la vera n.1 è lei”.
“Ho provato a far di tutto, a giocare un po’ più sulla difensiva,a non strafare _ lo aveva anticipato dopo che a New Haven per aver provato a far a pallate con la Kvitova era uscita con le ossa rotte _ a stare un po’ più indietro e giocarle palle alte, ma non ha funzionato e allora nel secondo set sono stata un po’ più aggressiva. In tutti i modi era molto difficile…”.
Insomma Sara ha fatto quel che ha potuto, cioè poco. Ma come poco possono fare tutte quando Serena gioca da Serena. Adesso c’è il doppio, in cui almeno il match si preannuncia equilibrato, più che possibile. Le ceche sono alte, grosse, forti (e una pure bella!), ma battibili. Non sono Serena.
E Sara è stata comunque protagonista di un gran torneo, così come Roby che, non dimentichiamo, prima di arrivare nei quarti e battere la Radwanska si era trovata con due matchpoints da annullare con la Shvedova.
Con questo torneo è salita al suo best ranking, n.7, salendo da n.45 d’inizio anno. Un’escalation fantastica e direi inattesa nei termini. Si è assicurata con ottime probabilità un posto al Masters femminile di Istanbul, dove sarà protagonista sia in singolare sia in doppio. Per il singolare là _ se ci arriverà _ auguriamole soltanto una cosa: di trovarsi dalla parte più lontana possibile rispetto a quella di Serena.
Serena Williams, in finale (la diciannovesima) tredici anni dopo la sua prima vittoria all’US Open: “Se vincerò questo torneo sarà stata la mia miglior estate di sempre, perchè dopo Wimbledon ci sono state anche le Olimpiadi. Sara ha giocato bene oggi e io ho giocato meglio che nei giorni scorsi. Rispetto a un anno fa sto molto meglio fisicamente. Lo scorso anno ho perso la finale ma non ero così insoddisfatta come altre vole in cui ho perso perché ero stata cinque mesi in ospedale ed era già stato un miracolo trovari dove mi trovavo…”
Ascolta l'audio della conferenza stampa di Serena Williams
Da New York, Ubaldo Scanagatta
Per chiudere la trattativa serve però l'assenso di Fantantonio, gradito a Donadoni. Il patron nerazzurro stuzzicato dall'affare: "Stiamo trattando"