09/09/2012 11:20 CEST - Us Open
TENNIS - Murray conquista il terzo posto mondiale e la quinta finale Slam battendo Berdych 57 62 61 76. Il match tra Ferrer e Djokovic sospeso sul 52 e servizio, i due hanno giocato 33 minuti. Da New York, Massimiliano Di Russo
Con un’ora e mezza di ritardo a causa della pioggia che si è abbattuta nella prima mattinata sull’area di New York scendono finalmente in campo Andy Murray e Tomas Berdych. Il britannico, già qualificato per il Masters di Londra, è alla ricerca della seconda finale a Flushing Meadows, avendo già perso nell’edizione del 2008 contro Federer (6-2, 7-5, 6-2).
Proprio lo svizzero è stato il prestigioso scalpo che ha permesso a Berdych di raggiungere per la prima volta in carriera le semifinali degli Us Open, dove si presenta da sfavorito ma comunque in testa negli scontri diretti (4-2, il bilancio di quest’anno in perfetta parità con la vittoria di Murray sul cemento di Dubai e quella di Berdych sulla terra di Montecarlo).
Fin dall’inizio si capisce che sarà una partita condizionata dal vento, che si abbatterà senza sosta sull’Arthur Ashe Stadium. E proprio il vento causa un curioso dibattito nel quarto gioco tra i tennisti e l’arbitro quando Murray, in vantaggio di un break, salva una palla del contro break grazie a un drop shot vincente. Peccato che nel mentre allo scozzese una raffica faccia cadere il cappellino, invalidando secondo regolamento il punto. Subito dopo Berdych ottiene il contro break con lo scozzese che polemicamente va a posare il copricapo scuotendo la testa. Sotto 5-4 Murray dallo 0-30 si salva grazie al servizio, ma nel turno di battuta successivo nulla può sulla risposta di rovescio del ceco che si aggiudica il primo set per 7-5 in un’ora e 17 minuti di gioco.
Sugli spalti intanto viene inquadrato Sean Connery, venuto a tifare il suo connazionale. Molto applauditi anche Kevin Spacey e Jon Hamm, quest’ultimo star della serie televisiva Mad Men. Il secondo parziale si apre con il break immediato di Murray. Berdych, sempre più nervoso a causa del vento che lo disturba soprattutto durante il lancio di palla, inizia a sbagliare sempre più spesso. Avanti di due break, proprio mentre lo scozzese si appesta a servire per il set una raffica di vento trascina la sua sedia in campo con tutte le asciugamano. I due tennisti non possono fare a meno di sorridere, stemperando finalmente la tensione accumulata a causa del diverbio precedente. Poco dopo Murray può pareggiare il conto dei set.
La crisi di Berdych però non è ancora terminata, e si manifesta in maniera ancor più grave nel terzo set. Il ceco perde tre volte la battuta, subendo un parziale iniziale di 13 punti a 3 senza mai riuscire a fare nemmeno un 15 sul servizio dell’avversario per tutto il set. Finisce 6-1, ma detto dei demeriti della testa di serie numero 6 (che ha commesso fino a questo momento ben 42 errori gratuiti, addirittura 25 in più rispetto ad Andy) non si può non restare ammirati dal gioco di Murray, bravissimo a deliziare la platea con passanti e drop shot spettacolari.
Un parziale di 5 giochi a 0 a cavallo del terzo e quarto set porta lo scozzese avanti di un break e con l’inerzia della partita tutta dalla sua parte. Da questo momento però Berdych decide di ricominciare a giocare come nel primo set, recuperando il break e portando la partita al tie break. Murray, dopo aver annullato un pericoloso set point, se lo aggiudica per 9 punti a 7 dopo un dritto dell’avversario terminato lungo al quale non gioca chiedere un ultimo disperato challenge.
Murray, che da lunedì sarà numero 3 scavalcando Nadal nel ranking Atp, giocherà la quinta finale Slam della carriera, la seconda a New York dove un britannico non vince dai tempi di Fred Perry (1936). Ha già vinto nel 2004 il titolo Junior: solo Stefan Edberg e Andy Roddick sono riusciti a vincere entrambi i titoli.
Da New York, Massimiliano Di Russo
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