30/12/2012 18:07 CEST - Personaggi

Auguri a Gilles Simon, il grande tessitore

TENNIS - Auguri a Gilles Simon, che oggi compie 28 anni. Ritratto di un giocatore lucido e riflessivo che, nonostante un fisico non proprio massiccio, è riuscito a raggiungere il n.6 ATP. Laura Guidobaldi

Gilles Simon
Gilles Simon

Mingherlino, leggerino, zitto zitto, cheto cheto: eppure ne ha fatta di strada il francesino Gilles Simon. Oggi, 27 dicembre 2012, il tennista di Nizza compie 28 anni. Ma, tutto sommato, non si direbbe. "Gilou", come lo chiamano affettuosamente i tifosi francesi, ha ancora un aspetto da giovinetto, quasi da adolescente, nonostante possieda una maturità degna dei più anziani del circuito. Implacabile ragioniere della racchetta, Simon si distingue da molti colleghi per la capacità di impostare i suoi match sul calcolo millimetrico, prendendo le misure del campo, sfruttandone le geometrie e ridisegnandole come pochi sanno fare. Al posto del solito bum bum, Gilles cerca sempre di imbrigliare i suoi avversari in una vera e propria "ragnatela",  insidiosa e spesso fatale, fatta di variazioni di ritmo e angolazioni esasperate, scardinata soltanto da un tennis più potente, esplosivo e al contempo fantasioso.

E in effetti Simon compensa con un gioco di testa la mancanza di potenza e risoluzioni devastanti. Ma attenzione : Gilou è comunque capace di variare moltissimo il ritmo degli scambi producendo accelerazioni improvvise spiazzando così l'avversario che non se lo aspetta. Mobilissimo in campo, leggero grazie al fisico longilineo e quasi filiforme, Simon arriva benissimo sulla palla, sulla quale si avventa con grande anticipo. Famoso infatti il suo rovescio bimane accompagnato spesso dal saltino di spinta. Ne abbiamo visti tanti due mesi fa nel corso del Master 1000 di Paris Bercy, evento nel quale Gilles ha raggiunto la semifinale persa con la rivelazione del torneo Jerzy Janowitz. Dotato di una spiccata intelligenza tattica, il transalpino riesce a leggere magnificamente il gioco dell'avversario, a sfruttarne i punti deboli e imponendo una buona difesa da fondocampo.

Attualmente n. 16 del ranking e finora vincitore di 10 titoli Atp (Marsiglia e Bucarest nel 2007, Casablanca, Indianapolis e Bucarest nel 2008, Bangkok nel 2009, Metz nel 2010, Sidney e Amburgo nel 2011 e ancora Bucarest nel 2012), Simon termina l'anno ritrovandosi nei Top 20 per la quarta volta in 5 anni. Ma non solo. Quest'anno trionfa al torneo di Bucarest, sconfiggendo nettamente in finale il nostro Fabio Fognini; è finalista al torneo di Bangkok opposto al connazionale Richard Gasquet e accede a 5 semifinali, tra cui quella di Montecarlo, persa contro Rafa Nadal e quella di Paris Bercy persa contro Janowitz. E proprio l'edizione 2012 del Master 1000 francese è stata per Gilou un po' la ciliegina sulla torta dopo una stagione non facile dal punto di vista fisico ma comunque ricca di soddisfazioni e miglioramenti. In terra di Francia, il nizzardo non ha potuto fare un granché contro il tennis devastante del polacco che, a Bercy, ha vissuto una settimana magica e il cui gioco è esploso come un fuoco d'artificio.

Ormai sulla breccia da 5 anni, Gilles Simon conosce l'apice del successo nel 2008 quando vince 3 tornei Atp su quattro finali, partecipa alla Tennis Masters Cup di Shangai sconfitto in semifinale da Novak Djokovic e raggiunge così, alla fine dell'anno, il suo best ranking (n. 6 del mondo). Nello stesso anno, Simon, Murray e Roddick sono gli unici giocatori ad aggiudicarsi la vittoria sui magnifici tre del ranking, Nadal Federer e Djokovic. E difatti Gilou sconfigge Roger Federer a Toronto e Rafael Nadal a Madrid. Ancora adesso il francese è uno dei tennisti con più vittorie sui top 3 incontrati nel circuito. Nel 2010 fa parte dell'equipe convocata per disputare la finale di Coppa Davis contro la Serbia a Belgrado.

Allenato per anni da Thierry Tulasne (dal quale si è recentemente "separato"), e padre del piccolo Tymothée, nato nel settembre 2010, Gilles sembra aver acquisito negli ultimi tempi una maggiore calma e consapevolezza degli aspetti da migliorare come, ad esempio, il fatto di ridurre i monologhi in campo nei momenti di difficoltà. È vero che quando gioca sembra quasi non far rumore, visto il suo aspetto apparentemente serafico e il tennis molto calcolato e misurato;  tuttavia, spesso l'abbiamo osservato mentre, in svantaggio nello score, il transalpino, ad un tratto, si lasciava andare, tra un punto e l'altro, a prolungati commenti e lamentele.

Come, ad esempio, l'anno scorso a Roma, in un match perso contro l'argentino Chela, in uno dei campi situati sotto gli splendidi pini del Foro Italico : ebbene, Simon non smetteva di parlare, lamentarsi e commentare i punti che inesorabilmente perdeva contro un avversario più attento e concentrato di lui. Seduta sui gradini a bordo campo, ho potuto definitivamente rendermi conto di quanto Gilles tendesse a parlottare, esprimendo spesso ad alta voce il proprio disappunto sui punti giocati male e rivolgendosi di continuo verso i membri del suo team che erano seduti proprio dietro di me. A Parigi quest'anno sembrava aver diminuito la dose dei monologhi, forse ancora più consapevole della necessità di acquisire maggiore concentrazione, autonomia e autocontrollo.

Insomma...  auguri a Gilles Simon che, ancora giovanissimo e grazie alla sua freschezza, tenacia e intelligenza tattica, nell'imminente stagione 2013 è sicuramente pronto a tessere nuove ed insidiose tele in cui far impigliare i malcapitati avversari.
 

Laura Guidobaldi