WTA Indian Wells: Giorgi e Trevisan menomate e sconfitte senza appello. Fuori anche Caruso

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WTA Indian Wells: Giorgi e Trevisan menomate e sconfitte senza appello. Fuori anche Caruso

Camila condizionata da un problema alla caviglia non riesce a competere con Anisimova. Martina è costretta al ritiro per un problema alla coscia sinistra. Solo due giochi per Caruso contro Karatsev

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Camila Giorgi - Indian Wells 2021 (foto Vanni Gibertini)

Non certamente una giornata fortunata per l’Italia nella sessione diurna a Indian Wells dove sabato il tabellone era chiamato ad allinearsi al terzo turno: le nostre due ragazze Camila Giorgi (all’esordio dopo un bye) e Martina Trevisan hanno ceduto nettamente i loro incontri rispettivamente contro Amanda Anisimova e Anett Konteveit.

Camila è apparsa piuttosto spenta fin dal principio contro la giovane americana e ha mostrato un clamoroso regresso nella qualità del servizio: 11 doppi falli in un match terminato 6-4 6-1 erano apparsi decisamente troppi persino per una giocatrice incostante al servizio come lei.

Al termine del match in sala stampa Giorgi ha spiegato nel dettaglio il problema fisico che l’ha condizionata:

 

Oggi purtroppo mi faceva troppo male la caviglia destra per giocare bene. Ho preso una storta qualche giorno fa in allenamento e oggi non mi ha consentito di spingere, di andare a spingere sul servizio, era davvero troppo difficile giocare. Al momento è gonfia. Quando rientro mi farò vedere dai miei medici e deciderò che fare. Spero di poter giocare il prossimo torneo che da programma dovrebbe essere Tenerife”

Difficile per Camila giocare alla pari contro una giocatrice in forte ascesa come Anisimova che pure nel primo set era stata a sua volta tutt’altro che perfetta facendosi recuperare per due volte un break di vantaggio. Da segnalare la durata mostruosa del primo gioco dell’incontro durato 24 punti e 15 minuti. Ma anche quando l’azzurra riusciva poi a recuperare lo svantaggio, di nuovo era impossibilitata a difendersi nei game di servizio. Persi anche i primi due giochi del secondo set ai vantaggi la nostra giocatrice ha dato segnali di resa, poi confermati come detto in sala stampa.

Martina Trevisan – Indian Wells 2021 (foto Vanni Gibertini)

Era proibitivo sulla carta il compito per Martina Trevisan e infatti Kontaveit, apparsa di nuovo in forma smagliante, ha giocato un match fenomenale con il rovescio capace di essere devastante in ogni situazione di gioco sia in fase di spinta che di ribaltamento dello scambio da difesa ad attacco. Trevisan a sua volta ha mostrato grande facilità di gioco con il diritto e ha provato a tenere i ritmi infernali della sua avversaria quanto più a lungo possibile, ma senza risultati.

Dopo una strenua resistenza durata fino al 6-3 4-1. Trevisan ha accusato un problema alla coscia sinistra che l’ha costretta prima a chiedere l’intervento del trainer e poi al ritiro dopo aver perso di nuovo il servizio nel settimo gioco.

Queste le parole di Martina dopo gli accertamenti medici: “Ho giocato una buona partita, ho avuto le mie chance nel primo e nel secondo set. Lei è una delle giocatrici più in forma in tabellone e si sente. Sono comunque contenta perchè nell’ultimo mese ho ritrovato buone sensazioni in campo, sento di poter stare a questo livello, anche se ovviamente bisogna migliorare in continuità e capacità di fare le scelte giuste.

Per quel che riguarda l’infortunio, ho fatto un’ecografia e purtroppo c’è una lesione. L’ecografia va ripetuta a freddo, perchè due ore dopo il match c’era ancora il sangue che fluiva e quindi è possibile che ci sia qualcosa di più grosso sotto, anche se ovviamente spero di no. Dunque ora ritornerò in Italia e ripeterò l’ecografia lunedì sera e valuterò con i medici e il mio team cosa fare“.

Rimane dunque solo Jasmine Paolini a difendere i colori italiani nel singolare femminile: affronterà questa domenica Jessica Pegula.

Caruso K.O.

Anche l’unico italiano impegnato nel singolare maschile nella giornata di sabato è uscito di scena con un una sconfitta piuttosto netta. Salvatore Caruso è riuscito a racimolare solamente due game contro la testa di serie n. 19 Aslan Karatsev, al suo match d’esordio in quanto testa di serie avanzata di un turno. Non c’è stata davvero partita, con Caruso sempre costretto a rincorrere il russo che ha messo in mostra i suoi colpi potenti da fondocampo e gli anticipi in risposta che hanno fatto polpette della seconda di servizio del siciliano.

Nonostante questa sconfitta, che era comunque preventivabile vista la differenza di classifica tra i due, Caruso completa una trasferta in terra californiana comunque positiva, con due tabelloni principali raggiunti passando attraverso le qualificazioni (prima a San Diego e poi qui a Indian Wells) per invertire la tendenza di un anno molto complicato e chiudere la stagione in crescendo.

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il numero due serbo è pronto a mettere le mani sull’Insalatiera, ma non andrà in Australia se dovrà rimanere in isolamento per più di cinque giorni

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo il Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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Race to Milano: Sinner vince il derby contro Musetti ad Anversa

SPONSORIZZATO – Le giovani stelle del tennis italiano si sono sfidate agli ottavi: è stato il campione uscente delle Next Gen ATP Finals a prevalere

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Riflettori puntati sullo European Open, dove agli ottavi di finale è andata in scena la sfida che gli appassionati italiani sperano possa ripetersi nella prossima decade su palcoscenici e in turni ben più prestigiosi, vale a dire quella fra il leader delle classifiche Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, attualmente al sesto posto ma, ricordiamolo, più giovane di un anno. I due non si erano mai affrontati nel tour principale: la loro unica sfida risaliva infatti al 2019, quando si giocarono una wild card nelle prequalificazioni per gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Come allora, è stato Sinner ad aggiudicarsi la sfida, allungando in vetta alla Race to Milano e tenendo vive le speranze di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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