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WTA Finals: il ritorno di Elena Rybakina

Per vincere il titolo a Riyadh la giocatrice kazaka ha sconfitto quattro delle prime cinque giocatrici del mondo: Sabalenka, Swiatek, Pegula e Anisimova

Ultimo aggiornamento: 13/11/2025 15:09
Di AGF Pubblicato il 11/11/2025
18 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Elena_Rybakina - WTA Finals 2025 Riyadh (foto X @WTAFINALSRIYADH)

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– Sabalenka: tante finali, pochi titoli
Sul 2025 delle prime tre giocatrici del ranking (Sabalenka, Swiatek e Gauff) conto di tornare prossimamente con un articolo specifico. Qui anticipo un aspetto della stagione della numero 1 Sabalenka: tante finali raggiunte, nove, ma “solo” quattro vittorie. Delle cinque finali perse, tre sono particolarmente importanti per peso specifico: quella all’Australian Open contro Madison Keys, quella al Roland Garros contro Coco Gauff e quella delle Finals contro Rybakina. Immaginate come valuteremmo il bilancio di Aryna se avesse vinto queste tre partite: parleremmo di un dominio, con tre Slam vinti su quattro e in più anche le Finals a suggello del tutto. Ricordo che si tratta di match nei quali, almeno per i bookmaker, partiva favorita.

Non credo però che la sconfitta in Arabia abbia molti punti in comune con le due nei Major. A Melbourne la partita fu tiratissima e ben giocata da entrambe le contendenti: il risultato di 6-3 2-6 7-5 certifica un arrivo al fotofinish nel quale una delle due doveva per forza uscire battuta e delusa, visto che nel tennis non esiste il pareggio. Ugualmente equilibratissima la partita di Parigi, vinta da Gauff per 6-7(5) 6-2 6-4 al termine di una match disputato in una giornata dalle condizioni ambientali pessime, con un vento difficilissimo da gestire e come conseguenza un livello di gioco piuttosto modesto da parte di entrambe. Credo che per Sabalenka rimarrà comunque una delle sconfitte più difficili da digerire della sua carriera, perché quando giochi così sotto i tuoi standard i rimpianti sono inevitabili.

A Riyadh invece Rybakina è apparsa per diversi tratti del match quasi incontenibile, davvero in giornata di grazia; limitatissimi i passaggi a vuoto, come testimonia anche il punteggio, determinato da un solo break in tutta la partita: 6-3 7-6(0). A conti fatti direi che Sabalenka non ha molto da rimproverarsi: è vero che ha avuto l’occasione di due palle break non convertite sul 4-5 15-40 servizio Rybakina (che erano di fatto anche due set point); ma in compenso Elena nel corso del set di palle break ne aveva avute il doppio (quattro) ugualmente non convertite. Ricordo infine che i punti totali vinti nel secondo set sono risultati 47 a 35 per Rybakina; anche togliendo i sette punti del “cappotto” nel tiebreak, abbiamo un set da 40 punti a 35: segno che Rybakina ha tutto sommato giocato meglio l’intero parziale.

Che questa sconfitta vada considerata meno dolorosa rispetto a quelle di Melbourne e Parigi lo testimoniano anche le dichiarazioni della stessa Sabalenka: “Mi sento di dire che ho fatto fatto il possibile per vincere, ma il suo tennis è stato incredibile. Ho fatto del mio meglio e lascio Riad orgogliosa per diverse ottime cose che ho saputo fare”.

– Le deluse delle WTA Finals: Swiatek e Gauff
Sin dai primi match i due gironi hanno avuto uno sviluppo molto simile, quasi sovrapponibile. Simile anche nelle delusioni: Paolini e Keys non sono apparse fisicamente all’altezza della concorrenza, alle prese con malanni influenzali che ne hanno condizionato il rendimento. Dopo due partite perse, Keys, arrugginita anche da alcuni mesi di inattività agonistica, ha deciso di lasciare il posto ad Alexandrova per il terzo impegno. Paolini invece ha tenuto duro sino in fondo, ma entrambe hanno concluso con uno zero nella casella dei successi in singolare. In ogni caso è risultato evidente che affrontare giocatrici di livello Top 10 quando si è in condizioni di salute precarie significa inevitabilmente andare incontro a sconfitte: il tennis di oggi è troppo esigente sul piano atletico per consentire esiti differenti.

Ovviamente destano più scalpore le eliminazioni di Swiatek e Gauff: si trattava delle ultime due vincitrici del titolo (Gauff nel 2024 sempre a Riyadh, Swiatek nel 2023 a Cancun), oltre che della numero 2 e della numero 3 del mondo. In apertura di torneo Swiatek ha lasciato le briciole a Keys, ma poi ha perso sia con Rybakina che con Anisimova. Un bilancio insufficiente.

Dopo la vittoria nel WTA 1000 di Cincinnati (in finale su Paolini), Swiatek ha affrontato cinque volte avversarie in Top 10 e ha vinto solo contro la “malconcia” Keys proprio in Arabia. Gli altri quattro match (contro la stessa Paolini, contro Rybakina e due volte contro Anisimova) li ha persi. In particolare le due sconfitte con Anisimova hanno significato due eliminazioni pesanti: la prima allo US Open, la seconda alle Finals. La sensazione è che Swiatek rispetto alle giocatrici più aggressive parta con un deficit nei colpi di inizio gioco che fatica a compensare grazie alla maggiore mobilità; in sostanza le avversarie si muovono meno bene di lei ma riescono a far viaggiare la palla in modo tale da riuscire ad avere comunque la meglio.

Per certi aspetti affini i problemi di Gauff: anche lei eccelle in mobilità, ma quando si tratta di reggere scambi di particolare intensità a volte emergono problemi tecnici nell’esecuzione del dritto. Se a questo aggiungiamo i frequenti doppi falli arriviamo a partite nelle quali spesso la zavorra degli errori non forzati diventa insostenibile. Qualche dato secondo le statistiche di WTA: nella sconfitta contro Pegula (6-3 6-7(4) 6-2) Gauff ha commesso 75 errori non forzati (di cui 45 con il dritto e 17 doppi falli) a fronte di 28 vincenti. Nella vittoria contro Paolini (6-3 6-2) ha commesso 30 errori non forzati a fronte di 14 vincenti. Infine nel confronto decisivo perso contro Sabalenka (7-6(5) 6-2) ha commesso 44 errori non forzati a fronte di 13 vincenti.

Vincere partite con saldo complessivo di -47 (contro Pegula) e –31 (contro Sabalenka) diventa piuttosto problematico. Certo, Coco rimane una grande agonista e una fantastica atleta che copre benissimo il campo e colpisce in modo straordinario di rovescio; ma non sempre queste doti bastano a colmare le lacune tecniche del dritto e della seconda palla di servizio. Gli ultimi impegni del 2025 sollevano qualche punto interrogativo in più sul suo rendimento nella prossima stagione: basterà questo modo di stare in campo per rimanere fra le prime tre del mondo?

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TAGGED:Amanda Anisimovaaryna sabalenkaCoco GauffElena RybakinaIga SwiatekJasmine PaoliniJessica PegulaMadison KeysWTA Finals 2025
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