Nel dialogo-braccio di ferro tra i giocatori e i tornei del Grande Slam in merito ai montepremi la novità discussa proprio durante il torneo di Wimbledon e che ha per protagonista il Roland Garros apre a una via nuova per determinare il compenso dei protagonisti. Gli organizzatori dello Slam parigino infatti – secondo quanto riportato dal The Guardian – hanno proposto a Larry Scott, rappresentante dei giocatori, di voler condividere con i tennisti una quota dei ricavi dell’evento.
Un accordo vero e proprio ovviamente deve ancora essere sottoscritto dalle parti ma la volontà dei francesi è salda, dal momento che all’intenzione della condivisione dei profitti si affianca la disponibilità a contribuire alle pensioni e al benessere degli atleti, nonché a concedere uno spazio più ampio alle opinioni degli stessi durante lo svolgimento della competizione.
Come si ricorderà, Debbie Jevans, Chair dell’All England Club, definì senza senso l’ipotesi di utilizzare gli incassi del torneo per determinare il prize money, e i giocatori in risposta ventilarono uno sciopero dei media per la prima settimana. La minaccia non ebbe seguito, il montepremi fu comunque ritoccato e ora la decisione di Parigi mette particolare pressione allo Us Open, il major più vicino che al’inizio del mese prossimo annuncerà il montepremi dell’edizione 2026.
Il segnale proveniente da Oltralpe è di quelli significativi; Craig Tiley, che quest’anno fa il suo esordio come CEO della USTA, dovrà affrontare la questione sapendo che la forza dei giocatori è aumentata, e alcuni di quelli coinvolti nel doppio misto, compreso Jannik Sinner, stanno valutando se boicottare il torneo di doppio misto.
