Sinner, ancora polemiche sulla residenza a Montecarlo: “Quanto mi rode che viva lì”

Torna di moda la polemica per la residenza a Montecarlo di Jannik Sinner. E parte anche il paragone con il rivale Carlos Alcaraz

Di Fabio Barera
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Jannik Sinner – ATP Montecarlo 2026 ((Photo Felice Calabro')

Ciclicamente, a intervalli più o meno regolari, torna di moda la polemica contro la residenza a Montecarlo di Jannik Sinner. Come una tassa da pagare, si ripresenta la questione, come se il n. 1 del mondo fosse l’unico tennista di alto livello ad aver scelto il Principato di Monaco come centro di gravità della propria esistenza (almeno in questa fase). Gli ultimi in ordine cronologico sono stati due giornalisti molto conosciuti, intervenuti nel corso dell’evento ‘Lungo il Fiume: Persone, Cammini, Storie’ a Modesano. La prima a prendere la parole è stata Giovanna Botteri, per anni corrispondente della RAI: “Anche Sinner abita lì. Quanto mi rode che Sinner viva a Montecarlo“.

Sinner a Montecarlo, Botteri: “Ma cosa fai con 70 milioni all’anno?”

Immediata la reazione di Luca Sommi, giornalista de ‘il Fatto Quotidiano’ e conduttore di ‘Accordi e Disaccordi’ al fianco di Andrea Scanzi e Marco Travaglio: “Anche a me, moltissimo. Ma io mi chiedo a volte. Tu guadagni 70 milioni di euro all’anno, ma perché non fai come Alcaraz, che ha mantenuto la sede fiscale in Spagna? Non bastano 70 milioni di euro all’anno?”. E allora è tornata all’attacco la stessa Giovanna Botteri: Quello che mi chiedo sempre è: uno che cosa fa con 70 milioni l’anno? Ti compri una casa, ok, magari il motorino, una macchina, due macchine. Poi compri una casa al figlio. Ma poi? Cioè 70 milioni. Questi hanno case, robe che nemmeno si ricordano di avere“.

I precedenti e la posizione di ‘Ubitennis’

Al di là del fatto che possano avere ragione o torto in merito alla questione – e non è questo il tema centrale del nostro articolo – va sottolineato come il tema sia ricorrente. In passato, ad esempio, erano stati Aldo Cazzullo e Massimo Gramellini, a cui il direttore Ubaldo Scanagatta – in collaborazione con Vanni Gibertini – aveva risposto con un lungo ed interessante editoriale sostenendo la tesi opposta e difendendo la scelta di Jannik Sinner. Non solo, perché anche Andrea Scanzi, che non ha mai nascosto il suo tifo per il classe 2001, ha analizzato in modo oggettivo l’argomento dando ragione più volte a chi critica ‘Jan’. Così come si è esposto, negli ultimi anni, anche Mario Giordano.

Dal canto suo c’è da dire che l’altoatesino non si è praticamente mai nascosto quando è stato interrogato sulla decisione di vivere nel Principato di Monaco. Dopo il primo Slam vinto, nella conferenza stampa post Australian Open 2024, ha spiegato: “Con il mio primo coach ho iniziato ad allenarmi lì. E gli avevo detto che l’avrei presa anche io. A Monaco ci sono tanti giocatori con cui allenarsi, ci sono palestre e tutti i servizi. Mi sento a casa, sto bene lì, ho una vita normale, posso andare al supermercato con zero problemi”. Il tema è delicato e sarebbe necessario andare più in profondità per arrivare a una valutazione complessiva. Quel che è certo è che Jannik Sinner non è l’unico che ha fatto questa scelta di vita.

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