Lehecka cambia dopo otto anni: l’ex coach di Auger-Aliassime per diventare grande

Dopo otto anni con Michal Navratil, il numero 12 del mondo sceglie l’ex coach di Felix: “Ha grandi margini, deve trovare continuità”. La nuova coppia debutta a Los Cabos

Di Carlo Galati
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Jiri Lehecka - Miami 2026 (foto X @atptour)

Due posizioni possono sembrare pochissime quando separano il numero 12 del mondo dalla Top 10. Nel tennis, però, sono spesso le più complicate da scalare: perché la top 10 è da sempre considerata un passo fondamentale nella carriera di un tennista. Jiri Lehecka ha deciso di puntarci subito, di non aspettare oltre e, all’inizio dello swing americano che culminerà con lo US Open ha cambiato la voce proveniente dal proprio angolo.

Dopo otto anni di collaborazione con Michal Navratil, Jiri Lehecka ha affidato il proprio futuro a Frederic Fontang, coach francese di 56 anni reduce dalla conclusione del lunghissimo rapporto con Felix Auger-Aliassime. Quasi dieci stagioni durante le quali il canadese è cresciuto dal talento ancora da costruire fino al numero 4 del ranking ATP.

Due separazioni e un incastro perfetto tra Jiri Lehecka e coach Frederic Fontang

Il tempismo ha fatto tutto il resto. Lehecka e Navratil hanno ufficializzato la separazione subito dopo Wimbledon, negli stessi giorni in cui Auger-Aliassime salutava Fontang dopo quasi dieci anni e nove titoli ATP

Ad annunciare il nuovo inizio è stato lo stesso Lehecka attraverso i propri canali social. Una ripartenza immediata, perché i due si trovano già insieme a Los Cabos, dove il ceco è la prima testa di serie dell’ATP 250 messicano. Dopo il bye iniziale affronterà Coleman Wong, mentre nella parte opposta del tabellone c’è Luciano Darderi, numero 2 del seeding.

Il tempismo è incredibile, ha raccontato Fontang in un’intervista concessa a L’Équipe. “Jiri si è separato dal proprio allenatore subito dopo Wimbledon, esattamente come ho fatto io con Felix. Avevo l’energia, la salute e la benedizione della mia famiglia per continuare a fare ciò che amo e per entrare in un progetto con il potenziale per raggiungere la Top 10”.

La Top 10 non è soltanto uno slogan

Fontang non ha impiegato molto a individuare l’obiettivo. Portare Lehecka tra i primi dieci giocatori del mondo, trasformando un potenziale ormai evidente in una presenza stabile ai piani più alti del circuito. Il best ranking di numero 12, raggiunto a maggio, racconta quanto il traguardo sia vicino. La distanza numerica, tuttavia, non coincide necessariamente con quella tecnica e mentale.

La stagione del ceco ha avuto il proprio punto più alto a Miami, dove ha disputato la prima finale Masters 1000 della carriera prima di arrendersi a Jannik Sinner con un doppio 6-4. In Florida si erano viste tutte le sue qualità: servizio pesante, capacità di togliere tempo all’avversario, accelerazioni immediate e una naturale predisposizione a comandare lo scambio.

“È un giocatore al quale so cosa posso dare e credo di avere gli strumenti per farlo”, ha spiegato Fontang. “Ho visto il suo potenziale di crescita e possiede una forte etica del lavoro”. Il problema, semmai, riguarda ciò che ancora separa Lehecka dai migliori: “Gli manca costanza”.

Deve essere capace di superare i momenti difficili durante la stagione. Per il resto, è un giocatore offensivo, esplosivo, efficace al servizio e con il colpo successivo, ben equilibrato, veloce e mobile. Può migliorare persino nei suoi punti di forza. Non ho individuato particolari debolezze”.

L’eredità dei dieci anni con Felix

Fontang porta con sé un’esperienza costruita anche accanto a Jeremy Chardy, Vasek Pospisil e Caroline Garcia, ma è soprattutto il lavoro con Auger-Aliassime a darne definitivamente lustro. Ha cominciato ad allenare Felix quando il canadese aveva appena 16 anni, accompagnandolo verso nove titoli ATP, i quarti di finale in tutti gli Slam e il quarto posto mondiale.

Una collaborazione chiusa senza strappi e con grande riconoscenza reciproca. Fontang ha però individuato nella sconfitta di Auger-Aliassime contro Flavio Cobolli nei quarti del Roland Garros una possibile scintilla definitiva. Il canadese aveva avvertito una forte frustrazione per l’occasione mancata all’interno di una zona di tabellone che sembrava offrirgli persino la possibilità di arrivare in finale.

Già un anno fa avevamo stabilito che ci saremmo separati se non fossero arrivati i risultati sperati. Sono stati dieci anni magnifici e non ho alcun rimpianto. Ci siamo lasciati in ottimi rapporti, anche con la sua famiglia. Felix sarà comunque in grado di compiere il passo successivo”.

Adesso Fontang dovrà provare a ripetere il percorso con un giocatore già molto più vicino al traguardo. Lehecka non gli chiederà di costruirlo da zero, ma di trasformare i picchi in normalità e il talento in continuità. La Top 10 dista appena due gradini, ma sono proprio gli ultimi quelli sui quali si misura la differenza tra una promessa e chi può ambire ad essere considerato uno appartenente all’alta borghesia del tennis mondiale. Ovviamente, guardando all’élite. 

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