Bertolucci sta con Sinner: “Il record dei Masters 1000 sarebbe stata una medaglia di latta. Priorità agli Slam”

Paolo Bertolucci commenta il forfait di Jannik Sinner a Montreal: "Assenza programmata da tempo. I 1000 sono la Serie C, gli Slam i Mondiali"

Di Beatrice Becattini
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Jannik Sinner - Wimbledon 2026

Nella discussione di mezza estate circa l’assenza di Jannik Sinner al Masters 1000 di Montreal si è inserito anche Paolo Bertolucci.

Il numero 1 del mondo ha comunicato la decisione di non volare in Canada. “Devo pensare alla mia salute” è la motivazione addotta dal cinque volte campione Slam. Una programmazione che ricalca quella dello scorso anno per Sinner, che già nel 2025 si era chiamato fuori dal 1000 canadese dopo la vittoria di Wimbledon. È pur vero che paragonare le scelte della scorsa stagione – si ricorderanno i tre mesi di sospensione – all’annata in corso ha poco senso. Quel che appare certo, però, è che una cernita sciente e accorta sia uno dei punti di forza di Jannik e del suo team.

Bertolucci commenta la scelta di Sinner con realismo e ironia. Diciamo che ci prendiamo tutti un po’ una pausascrive nella sua rubrica per “La Gazzetta dello Sport”. L’allusione è chiara. La forza centripeta rappresentata dall’altoatesino, capace di riservare per sé quasi in via esclusiva tutte le attenzioni, è così potente da alleggerisce l’interesse in caso di sua assenza. Tuttavia, al Masters 1000 di Montreal entrano direttamente in tabellone sette italianiqui il sorteggio completo e quanto le urne hanno decretato – e per gli appassionati ci sarà tanto di cui godere.

Bertolucci: “L’assenza di Sinner a Montreal programmata da tempo. I Masters sono la Serie C, gli Slam i Mondiali”

Intercettato dal “Fatto Quotidiano”, l’ex numero 12 del mondo va a fondo sul suo pensiero in merito alla decisione di Sinner.
“Già a Wimbledon avevo saputo che non avrebbe giocato il Masters 1000 in Canada, quindi era tutto programmato per tempoesordisce Bertolucci. Jannik fa i test fisici e bisogna vedere come sta mentalmente. Sanno loro all’interno benissimo tutto quanto”. Poi sottolinea come lo staff che accompagna l’azzurro sia super e Jannik stesso è un ragazzo assai maturo. Quindi quello di una delle voci più autorevoli del commento tennistico è un invito a fidarsi delle decisioni, prese sempre con il supporto di attente valutazioni.

In seguito, Paolo passa al giudizio sul valore da assegnare ai Masters 1000, rapportandolo a quanto contino gli Slam.
“I Masters 1000 sono la Serie C e molti ancora non lo hanno capito asserisce perentorio. Gli Slam sono il campionato del mondoQuelli contano. Poi, in alternativa, come seconda soluzione, ci sono le Atp Finals che si giocano a Torino. Solo dopo ci sono i 1000: sono importanti, ma fino a un certo punto“.
Bertolucci lascia intendere che i 1000 siano ormai una sorta di preparazione per i Major, i veri appuntamenti a cui presentarsi al massimo della condizione. Tra l’altro, solo in tre, nell’Era Open, sono riusciti a portare a termine la tripletta Canada-Cincinnati-US Open Patrick Rafter nel 1988, Andy Roddick nel 2003 e Rafael Nadal nel 2013.

Il record sfumato secondo Bertolucci: “Vincere i nove 1000 stagionali sarebbe stata una medaglia di latta”

Jannik Sinner detiene lo storico record di sei Masters 1000 vinti consecutivamente, di cui i primi cinque della stagione. Con la rinuncia a Montreal, per l’azzurro sfuma la storica occasione di portare a casa tutti e nove i tornei di questa categoria in calendario.

A parte che è molto difficile fare questo record, ci sono ancora quattro 1000 da disputare quindi è molto difficile vincerli tutti” ammonisce Bertolucci, sottolineando come, dopo il Canada, sia in programma quasi senza soluzione di continuità Cincinnati, prima di completare il giro del mondo con Shanghai e Parigi. “Ma al di là di questo, poi quando hai vinto tutto, che hai fatto? È una medaglia di latta che ti metti al petto, solamente di latta, che non ti porta niente e che ti può uccidere fisicamente“. È una vittoria dello Slam che ti ricopre di gloria chiosa.

In effetti, quanto successo allo stesso Sinner la scorsa primavera spalanca una serie di interrogativi. Jannik insieme a Novak Djokovic è al momento l’unico a aver vinto almeno una volta tutti i Masters. Al Roland Garros, però, gli impegni pregressi gli hanno presentato il conto.
Ecco che la scelta di non forzare una programmazione già satura è probabile vada in questa direzione. A una lezione da cui imparare. Se l’inseguimento ai nove 1000 stagionali deve comportare mettere a repentaglio la competitività negli Slam, forse è il caso di pensarci bene. Anche perché, come evidenzia l’ex giocatore, non era scontato che il numero 1 del mondo sollevasse tutti i trofei che mancano all’appello – basti pensare a Cincinnati del 2025.

Infine, Bertolucci chiama in causa i Big Three per spiegare come, per i tennisti d’élite, i Masters 1000 debbano considerarsi secondari, una volta raggiunto un certo status. Perché nessuno, secondo Paolo, ricorda quanti nei hanno vinti, mentre ogni appassionato recita a menadito il computo dei Major di ogni protagonista.


Al di là dei numeri della singola leggenda, è da sottolineare come Nole solo in sei stagioni ha disputato tutti i Masters del calendario – e fino a un certo punto con un’organizzazione differente, con competizioni su una settimana e tabelloni a 56 giocatori.
Insomma, l’obiettivo deve essere riprendersi lo scettro dello US Open.

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