Il Memphis Classic 2026 si conferma prodigo di sorprese.
Saranno Kristina Liutova e Darja Vidmanova a contendersi il titolo della prima edizione del WTA 250 in Tennessee.
Niente da fare per Elvina Kalieva e Renata Zarazua.
[Q] K. Liutova b. E. Kalieva 7-5 6-1
Per Kristina Liutova il futuro è adesso. La 16enne di Mosca supera anche Elvina Kalieva e approda in finale a Memphis. 7-5 6-1 il risultato che regala alla classe 2010 la prima opportunità di contendersi un titolo WTA nel torneo che segna il suo debutto sul circuito maggiore.
Dopo aver superato le qualificazioni, Liutova ha messo in riga Ekaterina Alexandrova, Maya Joint e Caty McNally per farsi spazio tra le migliori quattro giocatrici del Memphis Classic 2026. Contro Kalieva, calata progressivamente a livello atletico, la numero 229 del mondo dimostra grande personalità nel resettare gli errori e nel capitalizzare le occasioni passate dalla sua racchetta. Kristina è, così, la prima tennista nata negli anni 2010 a spingersi in una finale a livello di Tour maggiore.
Il match: Liutova centra la finale a 16 anni, Kalieva si arrende e saluta Memphis
Nel torneo delle sorprese, la prima semifinale del WTA 250 di Memphis contrappone due giocatrici alla caccia della prima finale WTA.
Liutova rompe gli indugi alla svelta. A dispetto della sua età – è classe 2010 – la russa annulla una palla break a Kalieva nel secondo gioco, prima di insidiare il servizio della rivale. La statunitense offre a sua volta tre occasioni non consecutive e alla terza non riesce a porre rimedio. Tuttavia, Elvina si rifà subito alla risposta, centrando il controbreak a 0.
Dopo una parte centrale di primo set all’insegna dell’equilibrio, Kristina torna a fare la differenza nell’undicesimo gioco, quando strappa il servizio all’avversaria e si procura la possibilità di servire per mettere le mani sul parziale. Pur partendo 0-30, Liutova tiene a bada la tensione e ribalta il game e si porta in vantaggio per 7-5.
Per la giocatrice nata a Mosca la strada si fa in discesa quando nel gioco che battezza il secondo parziale strappa il servizio a Kalieva, preda della fretta e vittima di un netto calo fisico. Tanto che sul 3-1 la statunitense commette il doppio fallo sulla palla del doppio break e, di fatto, pone fine alla sua semifinale. Liutova è brava a rimanere focalizzata sul suo lato di campo mentre la numero 132 del mondo appare sempre più in crisi. Sul 5-1 Elvina commette altri due doppi falli e, con il successivo errore di misura, spiana la strada verso la finale alla classe 2010.
D. Vidmanova b. R. Zarazua 6-3 6-3
Darja Vidmanova raggiunge Kristina Kalieva nell’ultimo atto di Memphis.
Con un doppio 6-3 la classe 2003 ceca ferma Renata Zarazua, prenotando un posto nella sua prima finale WTA.
La messicana saluta con il sorriso, ma la possibilità di mettere in bacheca il primo trofeo del circuito maggiore a quasi 29 anni è forse irripetibile.
Il match: prima finale anche per Vidmanova
È inutile nasconderlo. Per Zarazua e Vidmanova l’occasione di centrare la prima finale WTA è più che ghiotta.
Al primo incrocio tra le due, è la ceca a uscire meglio dai blocchi di partenza. Tenuto il servizio a 0, Darja piazza il break del 2-0 in quello che si rivela l’unico gioco conteso in tutto il set. La messicana paga a caro prezzo il tentennamento iniziale, dato che al servizio, dopo quel primo turno, concede veramente poco. Il 6-3 che porta in vantaggio la numero 114 del mondo non può lasciare tranquilla Vidmanova, che deve stare attenta alla possibile e probabile reazione di Zarazua.
Invece, è ancora la classe 2003 nata a Mosca a mettersi in luce. Darja strappa il servizio alla numero 83 del mondo nel terzo gioco e, salvando una chance di controbreak, sale 3-1.
Renata è consapevole di essere a un passo dall’eliminazione e ci riprova in risposta nel sesto gioco, ma le manca ancora il giusto cinismo per capitalizzare una delle due palle del rientro in partita. Così, Vidmanova vince ancora un gioco in risposta, volando 5-2. Tuttavia, è proprio vero che nel tennis non è finita fino alla stretta di mano. La ceca avverte la tensione per l’avvicinarsi della prima finale e cede a sua volta il servizio. Per sua fortuna, però, il gap scavato è assai rilevante e, ritrovata la concentrazione, chiude per 6-3 con il terzo break del set.
