San Marino: Diaz Acosta rispetta i pronostici. Batte Poljicak e vince il quinto Challenger dell’anno

Di Redazione
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di Elena Guidi

E’ una finale senza colpi di scena quella che chiude gli Internazionali di Tennis di San Marino edizione 2026. I tanti spettatori assiepati sugli spalti del Centrale di Fonte dell’Ovo hanno assistito ad un match senz’altro godibile, ma il cui esito è apparso in qualche modo segnato fin dalle prime battute. Da un lato l’argentino Facundo Diaz Acosta, ex numero 47 ATP e testa di serie numero uno del torneo dopo 4 Challenger già incassati quest’anno, predestinato della vigilia, dall’altro il croato Mili Poljicak, protagonista a sorpresa, arrivato dalle qualificazioni piegando con caparbietà ben sei avversari, tra cui le teste di serie Basilashvili e Muller, e già vincitore ieri del tabellone di doppio insieme al serbo Stefan Latinovic, oltre che della semifinale contro Juan Pablo Varillas.

Nell’aria aleggia un interrogativo: ce la farà Poljicak a sorprendere ancora, ribaltando una volta di più il pronostico?

I primi game, in effetti, mostrano un Diaz Acosta meno spavaldo e più a disagio rispetto alla partita con Varillas, dal momento che il croato ripropone la sua consueta strategia (variazioni e smorzate) che riesce a portare fuori ritmo l’avversario. Lasciar giocare l’argentino da fondo campo, del resto, sarebbe un suicidio. Ma per destabilizzare il più quotato sudamericano, Poljicak finisce per osare troppo e si incarta da solo, subendo il break al quarto game (3-1), e continuando ad infilare un errore dietro l’altro nel gioco successivo (4-1). Sceglie allora di provare l’approccio aggressivo, spingendo il servizio, ma nulla da fare, incassa ancora, e il set si conclude con un impietoso 6-1.

Nella seconda frazione, un Poljicak che appare sempre più stanco (complice, probabilmente, anche il doppio turno di ieri) continua, con la tenacia che gli è propria, a cercare possibili soluzioni, ma l’avversario è ostico e non lascia fianchi scoperti. Al settimo game arriva il break che virtualmente chiude il discorso. A nulla valgono la generosità con cui il croato resta agganciato alla gara tenendosi con le unghie i suoi turni di servizio e il sostegno caloroso del pubblico: Diaz Acosta va a servire per il match sul 5-4 e nonostante un doppio fallo e due occasioni di riportare il set in parità sprecate dal suo avversario, è lui ad alzare le braccia: “campeón!”

Con la vittoria degli Open di San Marino, Facundo Diaz Acosta mette dunque in bacheca il quinto Challenger della stagione, confermandosi uno dei giocatori più continui del circuito cadetto.

Durante la premiazione, ha sottolineato di aver apprezzato molto l’atmosfera del torneo sammarinese, ringraziando tutta l’organizzazione per l’eccellente accoglienza e augurandosi di poter tornare ancora in futuro.

Dall’altra parte della rete resta comunque la soddisfazione di Mili Poljičak, protagonista di una settimana straordinaria. «Sono arrivato qui non in un gran momento di forma, e battaglia dopo battaglia il mio livello è cresciuto. È stato bellissimo giocare la finale in questa atmosfera e ringrazio tutto il pubblico e chi rende questo torneo così speciale», ha dichiarato il croato, che lascia San Marino con un bottino significativo: i 17.850 euro destinati al finalista e soprattutto i 64 punti ATP che gli consentiranno di salire al gradino n.256, migliorando ulteriormente il proprio best ranking.

Al di là del verdetto del campo, resta la sensazione di un torneo pienamente riuscito, capace di confermare il valore della tappa sammarinese nel panorama Challenger internazionale. Un risultato al quale ha contribuito in maniera determinante il lavoro dell’intera macchina organizzativa, guidata per la prima volta dalla nuova gestione del direttore Nicola Lombardini e del presidente della FST Elia Santi, chiamati a raccogliere un’eredità importante dopo tanti anni di continuità.

La risposta del pubblico, la qualità del gioco e l’atmosfera respirata per tutta la settimana testimoniano la bontà del percorso intrapreso e la capacità di rinnovare un appuntamento ormai storico, mantenendone intatto lo spirito e accrescendone ulteriormente il prestigio. Un percorso riassunto anche nelle due parole chiave indicate dal presidente Santi nel suo intervento conclusivo: crescita e condivisione, due concetti che hanno fotografato il successo di questa edizione e il forte coinvolgimento creatosi attorno alla manifestazione, perché eventi di questo livello nascono soprattutto dalla passione, dalla competenza e dalla dedizione di chi lavora dietro le quinte per renderli possibili.

Ma l’impegno non si esaurisce con la finale del Challenger, visto che già da oggi i campi di Fonte dell’Ovo ospitano il torneo ITF del circuito juniores, ulteriore occasione per il pubblico di vivere il tennis sammarinese e accompagnare i giovani protagonisti di domani.   

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