US Open, il tennis per pochi: quasi 21.000 dollari per la finale maschile

Prezzi fuori controllo sul mercato secondario: Federer da bordocampo sfiora i 12.000 dollari, mentre un Ground Pass da 65 viene offerto a oltre 300. senza spendere (tanto) si rischia di restare fuori

Di Carlo Galati
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Arthur Ashe Stadium - US Open 2025 (foto X @usopen)

Ventimilanovecentoventuno dollari e sette centesimi. È la cifra richiesta in un annuncio di rivendita per assistere alla finale maschile dello US Open 2026 (chissà perché poi quei 7 centesimi…). Non rappresenta il costo minimo per entrare all’Arthur Ashe Stadium, ma il picco di un mercato secondario nel quale i prezzi cambiano continuamente e, quando domanda e disponibilità si incontrano, sembrano aver perso qualsiasi rapporto con la realtà.

Il torneo deve ancora cominciare, ma Flushing Meadows si preannuncia già come il fortino all’interno del quale si gioca già il primo match: un match piuttosto esoso. Da una parte chi possiede un biglietto, dall’altra chi è disposto a spendere cifre sempre più alte pur di esserci. Nel mezzo rimangono gli appassionati, spesso costretti a guardare da lontano uno spettacolo teoricamente costruito anche per loro.

Federer, una notte da 11.925 dollari

Il primo caso riguarda il ritorno di Roger Federer, protagonista il 25 agosto dell’esibizione “An Icon Returns to New York” insieme ad Andre Agassi, Andy Roddick e John McEnroe. Per un posto a bordocampo è comparsa sul mercato secondario una richiesta da 11.925 dollari.

Un prezzo da capogiro per vedere nuovamente sull’Arthur Ashe il cinque volte campione dello US Open, ritiratosi nel 2022 e assente dal torneo newyorkese dal 2019. L’evento e il cast sono stati confermati dal sito ufficiale dello US Open.

Queste cifre però  non si fermano però alla serata dedicata allo campione svizzero. Per la giornata inaugurale del tabellone principale, domenica 30 agosto, un posto nell’anello più alto dell’Arthur Ashe viene offerto a 427,56 dollari.

Ancora più significativa la parabola del Ground Pass: il biglietto che consente di accedere all’impianto e ai campi secondari, ma non garantisce un posto riservato sull’Ashe, parte da un valore nominale di 65 dollari e nella rivendita ufficiale è arrivato a 306,40 dollari, quasi cinque volte tanto.

Le finali diventano un lusso

Con il passare dei turni il conto inevitabilmente cresce. Per un posto premium alla finale femminile sono state segnalate disponibilità vicine ai 5.900 dollari, mentre per l’ultimo atto maschile la richiesta più clamorosa raggiunge i già citati 20.921,07 dollari.

Occorre essere precisi: si tratta di prezzi esposti, non necessariamente di biglietti già venduti a quelle cifre. Inoltre, il sovrapprezzo applicato dal singolo rivenditore non finisce interamente nelle casse della USTA. Resta però il cortocircuito di un sistema nel quale persino il marketplace indicato ufficialmente dal torneo può trasformare un normale ingresso in un bene di lusso.

Il fenomeno, del resto, non nasce oggi. Già durante l’edizione 2025 Ubitennis aveva raccontato di posti a bordocampo per la finale maschile proposti a oltre 23.000 dollari e di suite con prezzi di partenza superiori ai 6.000.

Un torneo da 559 milioni di dollari

Le dimensioni economiche dello US Open aiutano a comprendere la posta in palio. Secondo i bilanci certificati della USTA, nel 2024 il torneo ha generato 559,6 milioni di dollari sui 623,8 milioni di ricavi operativi complessivi della federazione statunitense. Gli introiti derivanti dai biglietti, riconducibili principalmente allo Slam newyorkese, hanno superato i 208 milioni.

La legge della domanda e dell’offerta può spiegare questi numeri, ma non risolve il problema. Il tennis discute da anni di come attirare nuovi appassionati, ringiovanire il proprio pubblico e rendere lo spettacolo più accessibile. Poi, però, permette che anche il biglietto più semplice venga rimesso sul mercato a quasi cinque volte il suo valore.

Nel più grande stadio da tennis del mondo rischia così di non esserci più posto per il tifoso comune. 
Non perché i seggiolini siano terminati, ma perché assistere dal vivo a uno Slam sta diventando un privilegio riservato alle aziende, agli ospiti corporate e a chi può permettersi di non domandare quanto costa. E questa purtroppo è la nuova tendenza dello sport mondiale.

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