Auger-Aliassime svela: “L’ATP sta pensando a un divieto di saltare lo stesso torneo per due volte di fila”

Auger-Aliassime rivela una delle proposte allo studio dopo le assenze di Sinner, Alcaraz e Djokovic a Montreal. Ma non esiste ancora una norma approvata e le eventuali sanzioni restano tutte da definire. Fantapolitica tennistica?

Di Carlo Galati
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Saltare un Masters 1000 può essere una scelta di programmazione. Rinunciare allo stesso torneo per due stagioni consecutive, invece, potrebbe presto non essere più consentito. È una delle ipotesi attorno alle quali ATP, giocatori e organizzatori stanno discutendo, come rivelato da Felix Auger-Aliassime alla vigilia del torneo di Montreal.

L’idea nasce da un problema diventato ormai evidente in Canada. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno dato forfait per il secondo anno consecutivo, mentre Novak Djokovic non partecipa dal 2018. Assenze pesanti per un torneo che, pur avendo guadagnato una settimana di distanza da Wimbledon, continua a non riuscire ad attirare tutte le principali stelle del circuito.

Auger-Aliassime: “Bisogna proteggere giocatori e tornei”

A raccontare che qualcosa potrebbe cambiare è stato Felix Auger-Aliassime, padrone di casa e uno dei giocatori più attesi a Montreal. Il canadese non ha presentato una proposta personale né annunciato una decisione già presa dall’ATP: ha riferito, piuttosto, una delle ipotesi attorno alle quali si sta discutendo.

Ne ho parlato spesso e in questo momento sono in corso diverse discussioni con l’ATP e con gli organizzatori per capire che cosa si possa fare”, ha spiegato Auger-Aliassime. “Ci sono varie idee sul tavolo per trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere i giocatori e quella di tutelare i tornei. Una delle proposte sarebbe non consentire più di saltare lo stesso torneo per due anni consecutivi. Ce ne sono altre: vedremo che cosa accadrà in futuro”.

Il principio sarebbe semplice: lasciare ai tennisti la possibilità di alleggerire la programmazione, ma impedire che la scelta ricada sistematicamente sul medesimo appuntamento. In questo modo i forfait verrebbero, per così dire, “alternati”, evitando che un torneo finisca per pagare ogni stagione la propria collocazione nel calendario.

Cosa cambierebbe per Sinner, Alcaraz e Djokovic

Il caso canadese spiega perfettamente la portata dell’ipotesi. Sinner e Alcaraz hanno rinunciato al Masters 1000 del Canada per il secondo anno consecutivo, mentre Djokovic non vi prende parte dal 2018.
Qualora la regola entrasse in vigore dal 2027 e venissero considerate anche le assenze maturate nelle stagioni precedenti, un ulteriore forfait dei tre potrebbe dunque produrre conseguenze, ma il condizionale, in questa fase, è obbligatorio.

Auger-Aliassime, infatti, non ha indicato quale sarebbe la sanzione e l’ATP non ha ancora comunicato né l’approvazione della norma né le modalità con cui verrebbe applicata. Parlare già di multa o di penalizzazione in classifica significa quindi spingersi oltre le informazioni disponibili.
Andrebbero inoltre definite le eccezioni per infortunio, malattia e periodi prolungati di inattività, oltre al trattamento riservato ai veterani che godono di riduzioni degli obblighi maturate in passato.

Il sistema attuale, peraltro, non lascia del tutto prive di effetti le assenze. I giocatori di vertice sono già impegnati nei Masters 1000 obbligatori e il regolamento prevede conseguenze sul conteggio del ranking e sul bonus di fine stagione. Per un primo Masters 1000 saltato, la riduzione del bonus può arrivare al 25% in assenza di attività promozionali sul posto.
La nuova proposta introdurrebbe però un vincolo ulteriore e diverso: non guarderebbe soltanto al numero complessivo di tornei disputati, ma anche a quale appuntamento venga sacrificato da una stagione all’altra.

Il calendario resta il vero problema

Montreal ha avuto quest’anno tre settimane di distanza da Wimbledon anziché due, ma neppure questo margine è stato sufficiente. Sinner ha scelto di tutelare il proprio recupero dopo il successo londinese, Alcaraz è alle prese con un problema al polso da mesi e Djokovic continua a gestire con grande attenzione il proprio calendario. 
Tre situazioni differenti che hanno prodotto lo stesso risultato per gli organizzatori: un tabellone senza i primi due al mondo e senza il giocatore che vinto più Slam nella storia di questo sport.

È qui che la ricerca dell’equilibrio evocata da Auger-Aliassime diventa complicata. I tornei hanno bisogno di poter promuovere un campo di partecipazione credibile e di offrire certezze a pubblico, sponsor e televisioni. I giocatori, dall’altra parte, affrontano una stagione lunga undici mesi e chiedono da tempo maggiore spazio per il recupero.

Obbligarli a non saltare due volte lo stesso evento potrebbe distribuire meglio il costo delle assenze, ma non ridurrebbe di un solo giorno un calendario ormai saturo.

La discussione, dunque, è appena cominciata. E chiamarla “norma anti-Sinner, Alcaraz e Djokovic” sarebbe comodo ma fuorviante: riguarderebbe l’intero circuito e dovrebbe soprattutto chiarire dove finisca la libertà di programmazione del giocatore e dove cominci il diritto dei grandi tornei a essere realmente protetti.

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